Roberto De Zerbi, nuovo allenatore del Tottenham, è stato intervistato da Sky Sport e ha raccontato le ragioni della sua scelta: "Pensavo che sarei tornato in Premier League la prossima stagione, poi è stato molto veloce l’ultimo contatto con il Tottenham. Avevo visto che stavano rientrando tanti giocatori e che la prima partita che avremmo dovuto giocare sarebbe stata il 12 aprile. Quindi avevo un po' di tempo per entrare e per capire, più che per proporre e per fare. Allora l’ho presa come una grande opportunità".
"Onestamente volevo stare fermo un po' per rinfrescarmi la mente, perché a Marsiglia è stato un anno e mezzo molto bello ma molto faticoso. Invece è andata così e mi sono buttata subito dentro", ha dichiarato l'ex Sassuolo. Gli Spurs scenderanno in campo, quindi, il 12 aprile in campionato: sarà la prima per l'allenatore italiano. La squadra di Londra affronterà il Sunderland in trasferta, con l'obiettivo di cambiare il passo per evitare la retrocessione in Championship. Il Tottenham occupa la diciassettesima posizione, a un solo punto dal terzultimo posto del West Ham.
Roberto De Zerbi si è espresso sull'importanza del suo nuovo incarico: "Di sicuro è emozionante: stiamo parlando di un grande club che ha grandi giocatori. Ha vinto poche partite nel 2025 e ancora nessuna nel 2026. Non credo che la chiave sia calcistica ma più mentale".
Ha poi continuato: "Di sicuro non sono un mago. Gli altri allenatori che sono passati di qua, Tudor e Frank, li considero molto bravi entrambi. Io non ho la bacchetta magica che cambio le cose. Spero di portare qualcosa di mio a livello caratteriale, motivazionale. Poi qualcosa in campo, ma poche cose perché non è il momento di fare troppo".
Nei primi allenamenti la parola "Calm" è stata centrale nelle indicazioni di De Zerbi. L'allenatore ha commentato: “Serve la calma in questo momento? Io penso di sì. Poi si hanno due versioni di calma: quando dormi e quella per avere i nervi saldi soprattutto quando hai la palla. Credo che i giocatori di qualità ci siano e siano anche tanti, ma i giocatori di qualità quando hanno la palla devono stare calmi perché la foga o la smania di fare è mal consigliera”.
"Ho trovato un gruppo di bravi ragazzi, mi stanno seguendo tutti. Io mi sono posto credo nella maniera in cui loro avevano bisogno, voglio aiutarli, non faccio il sergente di ferro. Farsi rispettare ma non come un poliziotto ma come un allenatore che vuole aiutarli", ha aggiunto l'ex Marsiglia.
Per De Zerbi si tratta della seconda esperienza nel campionato inglese, dopo le stagioni con il Brighton. "Quanto è cambiata la Premier League? Quanto è cambiato il calcio secondo me dopo questi ultimi anni, quanto è ancora in evoluzione ed è molto difficile adesso", ha spiegato l'allenatore bresciano.
Ha poi proseguito: "Credo che di anno in anno sia sempre più difficile fare questo lavoro a livello mentale. Le nuove generazioni di ragazzi sono sempre più distanti da quelle che erano le nostre convinzioni e le nostre abitudini. Bisogna stare al passo con le nuove generazioni per capire di cosa hanno bisogno, capire quanto essere duri e quanto essere morbidi. Poi il calcio sta cambiando perché le fasi difensive sono cambiate: Gasperini ha cambiato il calcio. Adesso tante squadre difendono a uomo e non si può più giocare in un determinato modo. Lo avevo capito anche qualche anno fa, perché giocando contro Gasperini dovevi trovare diverse soluzioni, purtroppo non le avevo trovate al tempo e bisogna stare al passo".
De Zerbi è poi tornato sulle nuove generazioni e ha concluso: "Credo che i calciatori di oggi soffrano il giudizio molto di più rispetto alla mia generazione. Questo perché la società è cambiata con i social e quindi c’è un impatto diverso. Chiaramente hanno delle responsabilità: bisogna ricordare loro che devono anche dare, non solo ricevere. Anche io ho avuto difficoltà e ho sbagliato. Bisogna capirlo perché sennò poi si fa fatica".
di Redazione
10/04/2026 - 21:01
Roberto De Zerbi, nuovo allenatore del Tottenham, è stato intervistato da Sky Sport e ha raccontato le ragioni della sua scelta: "Pensavo che sarei tornato in Premier League la prossima stagione, poi è stato molto veloce l’ultimo contatto con il Tottenham. Avevo visto che stavano rientrando tanti giocatori e che la prima partita che avremmo dovuto giocare sarebbe stata il 12 aprile. Quindi avevo un po' di tempo per entrare e per capire, più che per proporre e per fare. Allora l’ho presa come una grande opportunità".
"Onestamente volevo stare fermo un po' per rinfrescarmi la mente, perché a Marsiglia è stato un anno e mezzo molto bello ma molto faticoso. Invece è andata così e mi sono buttata subito dentro", ha dichiarato l'ex Sassuolo. Gli Spurs scenderanno in campo, quindi, il 12 aprile in campionato: sarà la prima per l'allenatore italiano. La squadra di Londra affronterà il Sunderland in trasferta, con l'obiettivo di cambiare il passo per evitare la retrocessione in Championship. Il Tottenham occupa la diciassettesima posizione, a un solo punto dal terzultimo posto del West Ham.
Roberto De Zerbi si è espresso sull'importanza del suo nuovo incarico: "Di sicuro è emozionante: stiamo parlando di un grande club che ha grandi giocatori. Ha vinto poche partite nel 2025 e ancora nessuna nel 2026. Non credo che la chiave sia calcistica ma più mentale".
Ha poi continuato: "Di sicuro non sono un mago. Gli altri allenatori che sono passati di qua, Tudor e Frank, li considero molto bravi entrambi. Io non ho la bacchetta magica che cambio le cose. Spero di portare qualcosa di mio a livello caratteriale, motivazionale. Poi qualcosa in campo, ma poche cose perché non è il momento di fare troppo".
Nei primi allenamenti la parola "Calm" è stata centrale nelle indicazioni di De Zerbi. L'allenatore ha commentato: “Serve la calma in questo momento? Io penso di sì. Poi si hanno due versioni di calma: quando dormi e quella per avere i nervi saldi soprattutto quando hai la palla. Credo che i giocatori di qualità ci siano e siano anche tanti, ma i giocatori di qualità quando hanno la palla devono stare calmi perché la foga o la smania di fare è mal consigliera”.
"Ho trovato un gruppo di bravi ragazzi, mi stanno seguendo tutti. Io mi sono posto credo nella maniera in cui loro avevano bisogno, voglio aiutarli, non faccio il sergente di ferro. Farsi rispettare ma non come un poliziotto ma come un allenatore che vuole aiutarli", ha aggiunto l'ex Marsiglia.
Per De Zerbi si tratta della seconda esperienza nel campionato inglese, dopo le stagioni con il Brighton. "Quanto è cambiata la Premier League? Quanto è cambiato il calcio secondo me dopo questi ultimi anni, quanto è ancora in evoluzione ed è molto difficile adesso", ha spiegato l'allenatore bresciano.
Ha poi proseguito: "Credo che di anno in anno sia sempre più difficile fare questo lavoro a livello mentale. Le nuove generazioni di ragazzi sono sempre più distanti da quelle che erano le nostre convinzioni e le nostre abitudini. Bisogna stare al passo con le nuove generazioni per capire di cosa hanno bisogno, capire quanto essere duri e quanto essere morbidi. Poi il calcio sta cambiando perché le fasi difensive sono cambiate: Gasperini ha cambiato il calcio. Adesso tante squadre difendono a uomo e non si può più giocare in un determinato modo. Lo avevo capito anche qualche anno fa, perché giocando contro Gasperini dovevi trovare diverse soluzioni, purtroppo non le avevo trovate al tempo e bisogna stare al passo".
De Zerbi è poi tornato sulle nuove generazioni e ha concluso: "Credo che i calciatori di oggi soffrano il giudizio molto di più rispetto alla mia generazione. Questo perché la società è cambiata con i social e quindi c’è un impatto diverso. Chiaramente hanno delle responsabilità: bisogna ricordare loro che devono anche dare, non solo ricevere. Anche io ho avuto difficoltà e ho sbagliato. Bisogna capirlo perché sennò poi si fa fatica".