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UEFA - Ceferin: "Capisco i tifosi, ormai non sappiamo più quando è rigore e quando non lo è"
24.04.2026 12:23 di Napoli Magazine
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Le polemiche arbitrali continuano a infiammare la Champions League, con i principali club europei sempre più critici verso alcune decisioni. Un malcontento diffuso che trova eco anche nelle parole del presidente UEFA, Aleksander Ceferin, intervenuto a “The Forum”: “A volte i tifosi non capiscono le interpretazioni delle regole, e li capisco. Non le capisco nemmeno io. Sui falli di mano, ad esempio, nessuno sa più cosa sia rigore e cosa no. Come si fa a stabilire l’intenzionalità? Non siamo psichiatri”.

Ceferin ha poi ribadito il ruolo centrale dell’arbitro di campo: “Il VAR deve intervenire solo in caso di errore chiaro ed evidente. Le revisioni devono essere rapide, non come accade a volte con recuperi lunghissimi”. Nonostante le tensioni, il numero uno della UEFA invita al rispetto rigoroso delle regole, riconoscendo però una crescente distanza tra club e classe arbitrale. Un segnale che qualcosa, nel sistema, potrebbe presto cambiare per evitare nuove polemiche.

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UEFA - Ceferin: "Capisco i tifosi, ormai non sappiamo più quando è rigore e quando non lo è"

di Redazione

24/04/2026 - 12:23

Le polemiche arbitrali continuano a infiammare la Champions League, con i principali club europei sempre più critici verso alcune decisioni. Un malcontento diffuso che trova eco anche nelle parole del presidente UEFA, Aleksander Ceferin, intervenuto a “The Forum”: “A volte i tifosi non capiscono le interpretazioni delle regole, e li capisco. Non le capisco nemmeno io. Sui falli di mano, ad esempio, nessuno sa più cosa sia rigore e cosa no. Come si fa a stabilire l’intenzionalità? Non siamo psichiatri”.

Ceferin ha poi ribadito il ruolo centrale dell’arbitro di campo: “Il VAR deve intervenire solo in caso di errore chiaro ed evidente. Le revisioni devono essere rapide, non come accade a volte con recuperi lunghissimi”. Nonostante le tensioni, il numero uno della UEFA invita al rispetto rigoroso delle regole, riconoscendo però una crescente distanza tra club e classe arbitrale. Un segnale che qualcosa, nel sistema, potrebbe presto cambiare per evitare nuove polemiche.