C'è l'esigenza "di sottolineare la dignità di chi lavora in teatro, di coloro che lo sorreggono anche lavorando collateralmente alle rappresentazioni, alla cultura". Serve attenzione "anche alle situazioni economiche di chi lavora in teatro. Certamente avere cura, avere a cuore la condizione del teatro, di chi vi lavora, è una preoccupazione di carattere generale per il nostro Paese". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale durante l'incontro con i candidati alla 23/a edizione delle Maschere del teatro, di cui si terrà la cerimonia di premiazione, presentata da Serena Autieri e Antonio Bannò, il 19 settembre al teatro Argentina (e poi in onda in differita su Rai1). Fra gli artisti in gara quest'anno Gabriele Lavia, Elena Arvigo, Elena Sofia Ricci, Thomas Ostermeier, Umberto Orsini, Federica Di Martino, Pia Lanciotti, Luca Lazzareschi, Ian Gualdani, Giulia Lazzarini, Francesca Astrei, Anna Della Rosa, Elio Germano. "Io sono giurista di formazione e non posso dimenticare che il primo grande manifesto della giustizia è di Eschilo, con le Eumenidi" spiega il presidente davanti a una platea che oltre a molti dei candidati, comprendeva Gianni Letta, presidente della Giuria, Luca De Fusco, direttore artistico della Fondazione Teatro di Roma e Francesco Siciliano, Presidente della Fondazione Teatro di Roma, che promuove e organizza il riconoscimento con il patrocinio dell'Agis. "E' quello il punto in cui la civiltà ha avuto consacrato il ruolo indistruttibile della giustizia e dei diritti. Questo dimostra - aggiunge - con tanti esempi possibili, come il teatro abbia sollecitato, accompagnato e valutato la crescita della civiltà dell'umanità. Quanto quindi sia indispensabile per noi in ciascun Paese, nel nostro in particolare per la civiltà culturale che sempre lo ha animato. Ogni chiusura di un teatro, è una perdita per la vita sociale. Ogni apertura di un teatro è una grande notizia". Mattarella fa l'esempio della riapertura del Teatro Valle, che è "particolarmente importante" e racconta di averci visto "quando avevo un po' più o un po' meno di 20 anni, con la Compagnia dei giovani I sei personaggi in cerca d'autore" che era stato allora "un appuntamento culturalmente straordinario". Riaprire il Valle "è un grande risultato". Mattarella sottolinea anche l'importanza che dà all'appuntamento con i candidati alle Maschere del Teatro al Quirinale, "un'annuale occasione di incontro con il Teatro per sottolinearne la indispensabile e tanto preziosa presenza per la nostra civiltà, per il crescita del nostro Paese". Prima dell'intervento di Mattarella, il regista Luca De Fusco , che è anche stato cofondatore con il giornalista e critico Maurizio Giammusso (scomparso recentemente, al quale De Fusco ha tributato un ricordo), delle Maschere del Teatro, oltre a ringraziare Mattarella per l'incontro ha sottolineato alcune delle criticità per il settore: "Nessuno può negare che la prosa italiana è da sempre sotto finanziata sin dalla prima Repubblica. Nazioni come la Francia o la Germania distribuiscono le loro risorse per altro più ingenti in modo molto più equilibrato rispetto a noi". Eppure "ogni spettatore della lirica costa allo Stato 95 euro, per il cinema quasi 10. Ogni spettatore di prosa costa allo Stato poco più di 5 euro. Gli spettatori che ogni anno assistono a uno spettacolo di prosa sono molto più di quelli della lirica, 17 milioni contro più di due". Inoltre, "si vede pochissimo in teatro in tv, e spesso con la noiosa, ripresa a telecamere fisse e non con produzioni ad hoc. La Rai fa tantissimo per il cinema italiano, giustamente, praticamente lo tiene quasi in vita e quasi nulla per la prosa". De Fusco poi ironizza: Nessuno si arricchisce con la prosa, non ho mai sentito di un produttore teatrale che compra una scuola di calcio. Chi sceglie di fare teatro lo fa innanzitutto per passione, non per arricchirsi. Credo però che si possa confidare di vivere decentemente per continuare a passarsi il testimone di questa meravigliosa arte".
di Redazione
18/09/2026 - 21:00
C'è l'esigenza "di sottolineare la dignità di chi lavora in teatro, di coloro che lo sorreggono anche lavorando collateralmente alle rappresentazioni, alla cultura". Serve attenzione "anche alle situazioni economiche di chi lavora in teatro. Certamente avere cura, avere a cuore la condizione del teatro, di chi vi lavora, è una preoccupazione di carattere generale per il nostro Paese". Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Quirinale durante l'incontro con i candidati alla 23/a edizione delle Maschere del teatro, di cui si terrà la cerimonia di premiazione, presentata da Serena Autieri e Antonio Bannò, il 19 settembre al teatro Argentina (e poi in onda in differita su Rai1). Fra gli artisti in gara quest'anno Gabriele Lavia, Elena Arvigo, Elena Sofia Ricci, Thomas Ostermeier, Umberto Orsini, Federica Di Martino, Pia Lanciotti, Luca Lazzareschi, Ian Gualdani, Giulia Lazzarini, Francesca Astrei, Anna Della Rosa, Elio Germano. "Io sono giurista di formazione e non posso dimenticare che il primo grande manifesto della giustizia è di Eschilo, con le Eumenidi" spiega il presidente davanti a una platea che oltre a molti dei candidati, comprendeva Gianni Letta, presidente della Giuria, Luca De Fusco, direttore artistico della Fondazione Teatro di Roma e Francesco Siciliano, Presidente della Fondazione Teatro di Roma, che promuove e organizza il riconoscimento con il patrocinio dell'Agis. "E' quello il punto in cui la civiltà ha avuto consacrato il ruolo indistruttibile della giustizia e dei diritti. Questo dimostra - aggiunge - con tanti esempi possibili, come il teatro abbia sollecitato, accompagnato e valutato la crescita della civiltà dell'umanità. Quanto quindi sia indispensabile per noi in ciascun Paese, nel nostro in particolare per la civiltà culturale che sempre lo ha animato. Ogni chiusura di un teatro, è una perdita per la vita sociale. Ogni apertura di un teatro è una grande notizia". Mattarella fa l'esempio della riapertura del Teatro Valle, che è "particolarmente importante" e racconta di averci visto "quando avevo un po' più o un po' meno di 20 anni, con la Compagnia dei giovani I sei personaggi in cerca d'autore" che era stato allora "un appuntamento culturalmente straordinario". Riaprire il Valle "è un grande risultato". Mattarella sottolinea anche l'importanza che dà all'appuntamento con i candidati alle Maschere del Teatro al Quirinale, "un'annuale occasione di incontro con il Teatro per sottolinearne la indispensabile e tanto preziosa presenza per la nostra civiltà, per il crescita del nostro Paese". Prima dell'intervento di Mattarella, il regista Luca De Fusco , che è anche stato cofondatore con il giornalista e critico Maurizio Giammusso (scomparso recentemente, al quale De Fusco ha tributato un ricordo), delle Maschere del Teatro, oltre a ringraziare Mattarella per l'incontro ha sottolineato alcune delle criticità per il settore: "Nessuno può negare che la prosa italiana è da sempre sotto finanziata sin dalla prima Repubblica. Nazioni come la Francia o la Germania distribuiscono le loro risorse per altro più ingenti in modo molto più equilibrato rispetto a noi". Eppure "ogni spettatore della lirica costa allo Stato 95 euro, per il cinema quasi 10. Ogni spettatore di prosa costa allo Stato poco più di 5 euro. Gli spettatori che ogni anno assistono a uno spettacolo di prosa sono molto più di quelli della lirica, 17 milioni contro più di due". Inoltre, "si vede pochissimo in teatro in tv, e spesso con la noiosa, ripresa a telecamere fisse e non con produzioni ad hoc. La Rai fa tantissimo per il cinema italiano, giustamente, praticamente lo tiene quasi in vita e quasi nulla per la prosa". De Fusco poi ironizza: Nessuno si arricchisce con la prosa, non ho mai sentito di un produttore teatrale che compra una scuola di calcio. Chi sceglie di fare teatro lo fa innanzitutto per passione, non per arricchirsi. Credo però che si possa confidare di vivere decentemente per continuare a passarsi il testimone di questa meravigliosa arte".