Rukeli vince i Nastri d’Argento 2026 come Miglior corto di animazione. Il corto è diretto da Alessandro Rak, nato a Scampia nei laboratori di chi rom e…chi no con un gruppo di ragazzi napoletani e rom, scritto da Biagio di Bennardo e Emma Ferulano. Prodotto da AntropicA, Rukeli è una co-produzione Sideways Studios, Film i Väst in associazione con Mad Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema, realizzata con il supporto di Film Commission Regione Campania, distribuzione a cura di Premiere Film e ha visto la sua prima proiezione mondiale alla 82° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, sezione Orizzonti Corti come unico Fuori Concorso. Da allora continua a vincere prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio Corti Animazione al RIFF – Rome Independent Film Festival e ora i Corti d’Argento.
Per chi rom e…chi no, la vittoria ai Nastri d’Argento, non è solo di un importante riconoscimento ma un forte simbolo: Rukeli, il pugile sinto tedesco Johann Wilhelm Trollmann che prese a pugni il nazismo, continua a lottare con forza contro ogni forma di discriminazione ancora oggi. “Dedichiamo questo premio in particolare a tutti i giovani rom, di Scampia d'Italia e d'Europa, che subiscono discriminazioni quotidiane e a cui vengono sistematicamente negati i diritti, all'infanzia, alla cittadinanza, all'abitare, a sognare. Per il diritto all'esistenza e al riconoscimento di minoranze e di comunità antiche, radicate, pacifiche, accoglienti, portatrici di valori e saperi unici, con cui siamo orgogliosi di condividere da lungo tempo un cammino di lotta e resistenza, faticoso e ancora con molta strada davanti”, dicono Barbara Pierro, Emma Ferulano e Biagio Di Bennardo di chi rom e…chi no.
Il corto è nato a Scampia, periferia Nord di Napoli, da un’idea dell’associazione chi rom e…chi no che da 20 anni opera sul territorio, durante i laboratori svolti insieme a un gruppo di ragazzi rom e napoletani. Un lavoro durato mesi che è arrivato sul grande schermo grazie alla regia e al tocco magico di Alessandro Rak. Il corto è un piccolo gioiello di animazione e poesia, che diventa il simbolo di tutte le storie di oppressione e di riscatto. È dedicato alla piccola Michelle Seferovic, morta il 13 gennaio 2024 nel campo di Giugliano (Napoli), vittima innocente dell’abbandono e della discriminazione razziale.
La nascita del progetto a Scampia - Rukeli è un film che nasce dal percorso collettivo Tracer - Transformative Roma Art and Culture for European Remembrance, progetto europeo di ricerca-azione e di costruzione comunitaria della memoria dell’olocausto delle minoranze rom e sinti in Italia e in Europa, finanziato dal programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (CERV) della Commissione Europea. In Italia il percorso è stato realizzato nelle città di Napoli, Bologna e Firenze con capofila Alma Mater Studiorium Università di Bologna, Dipartimento di Scienze dell'Educazione. A Napoli, il progetto è stato realizzato dall’associazione chi rom e…chi no che da oltre 20 anni realizza interventi pedagogici, sociali interculturali con le comunità rom, che ha coordinato un gruppo di giovani rom e non di Scampia e di Giugliano. Il gruppo è andato sulle tracce del Porrajmos/Samudaripen durante il quale ci fu il genocidio di 500mila rom e sinti nei campi di sterminio destinati agli “zingari” dal 1936 al 1945. Il racconto del genocidio dei rom per mano dei nazisti è iniziato come una favola macabra in un passato fumoso e senza un immediato collegamento con le esperienze di vita dei giovani coinvolti. Attraverso incontri di formazione con esperti, laboratori, approfondimenti storici, l’utilizzo di materiali audiovisivi e la raccolta di testimonianze dirette, in particolare di esponenti delle comunità rom e sinte di altre regioni d’Italia, e infine grazie al viaggio ad Auschwitz con il gruppo internazionale di Tracer, si sono materializzate le parole dolorose, la sofferenza indicibile, le storie di comunità disgregate e di vite colpite a morte da un disegno istituzionale atroce, che oggi finalmente e faticosamente si cercano di portare alla luce. I ragazzi e le ragazze scoprono e si innamorano della storia di un pugile sinto tedesco, Johann Wilhelm Trollmann, soprannominato Rukeli che vuol dire albero nella lingua romanès, chiamato così per la sua statura imponente e i capelli ricci, e anche Gipsy, soprannome che si farà cucire sui pantaloncini.
La storia di Rukeli contro le discriminazioni - Rukeli è un sinto, cioè appartenente alla piú ampia comunità romanès, che diventa campione nazionale dei pesi mediomassimi in Germania, in un momento storico in cui la boxe è uno sport che conferisce un certo prestigio agli stati. È anche per questo che con l’ascesa e il consolidamento del nazismo, inizia la sua persecuzione, che lo porta a perdere tutto. Rinchiuso in un campo di concentramento, Rukeli a 37 anni, nel 1944, “decide di morire da campione”. Di ritorno dal viaggio, le vite di molti dei ragazzi si intrecciano con molti gravi episodi di discriminazione e antiziganismo, che vivono sulla propria pelle, dalla fatica quotidiana dell’abitare precario in un campo informale, fino alla morte della piccola Michelle Seferovic di 6 anni fulminata dalla corrente di un cavo scoperto, a causa dell’incuria istituzionale che lascia centinaia di persone rom da generazioni abbandonate in un limbo esistenziale. Chi rom e…chi no decide con i ragazzi che la storia del pugile rom è la storia più adatta da raccontare, per prendere a pugni sia il nazismo e sia l’oppressione e le discriminazioni quotidiane. Rukeli diventa il simbolo di tutte le storie di oppressione e di riscatto: prende vita nella magia di un racconto collettivo per immagini e musica che è arrivato sul grande schermo grazie alla regia e al tocco magico di Alessandro Rak, che ha condotto i laboratori artistici con i ragazzi rom e gli studenti dell’ITI Galileo Ferraris di Napoli, coordinati dagli educatori di chi rom e…chi no e accompagnati dalla professionalità e generosità di un gruppo interdisciplinare composto da insegnanti, tecnici, artisti. La voce narrante di Rukeli in italiano è di Antonio De Matteo (Mare Fuori, I Bastardi di Pizzofalcone, Leonardo, Stranizza d’amuri e Piano piano), in Inglese e Romanès di Alecio Araci.
Le produzioni internazionali - La società di produzione AntropicA, in occasione dell’80º anniversario della Liberazione dell’Italia e dell’Europa dal Nazifascimo, ha messo insieme creativamente le risorse per far sì che nascesse materialmente questo gioiello, in coproduzione con la Sideways Studios e Film i Väst, dalla Svezia, con il supporto della Film Commission Regione Campania, in associazione con Mad Entertaiment, in collaborazione con Rai Cinema. Distribuzione italiana a cura di Premiere Film.
CREDITI
Da un’idea di: chi rom e…chi no
Regia: Alessandro Rak
Scritto da: Biagio Di Bennardo, Emma Ferulano
Prodotto da: AntropicA
Co-produzione: Sideways Studios, Film i Väst
In associazione con: Mad Entertainment
In collaborazione con: Rai Cinema
Con il supporto di: Film Commission Regione Campania
Distribuzione Italia: Premiere Film
Distribuzione internazionale: AntropicA
Produttore: Parsifal Reparato
Co-produttori: Samir Arabzadeh, Fredrik Svensson, Jenny Luukkonen
Produttori associati per Mad: Maria Carolina Terzi, Lorenza Stella, Luciano Stella, Carlo Stella
Voce Rukeli: Antonio De Matteo (Italiano), Alecio Araci (Romanès e Inglese)
Montaggio: Andrea Scoppetta
Storyboard: Mario Civitaquale
Sound Design: Andreas Mellkvist
VO Recording: Lars Wignell
Mix: Jesper Miller
Color: Albin Abrahamsson
Musica: Marco Sica
Durata: 5’30’’
Paesi: Italia, Svezia
Lingua originale: Italiano (altre versioni in lingua originale romanes e inglese)
Sottotitoli: italiano, inglese
Chi rom e…chi no
L’Associazione chi rom e…chi no da oltre 20 anni realizza interventi pedagogici, sociali, artistici e di advocacy con le comunità rom e italiane di Napoli e dell’area metropolitana, in particolare a Scampia. L’inchiesta sociale, l’arte di strada, le opere audiovisive, realizzati nell’ambito di laboratori partecipati multiculturali, trasversali e intergenerazionali, sono da sempre gli strumenti per difendere, affermare e riprendersi i diritti ampiamente intesi, in un’ottica di pace, giustizia sociale, uguaglianza, per tutte e tutti. La storia dell’associazione si radica in un territorio complesso e ha origine in una baracca autocostruita con gli abitanti rom di un campo informale, in cui portare avanti con metodo assembleare laboratori e percorsi di cittadinanza attiva con rom, italiani, giovani, piccoli, adulti, attraverso creazioni di relazioni e un incessante lavoro di ricerca azione e tessitura collettiva. Dalla baracca nascono percorsi che vanno avanti da venti anni senza mai interrompersi, cresciuti insieme a generazioni di rom e italiani: Arrevuoto teatro e pedagogia, da cui nascono alcuni delle attrici e degli attori oggi più noti nel panorama cinematografico internazionale (come Vincenzo Nemolato, Giusi Cervizzi, Christian Giroso, Gianni Vastarella, Emanuele Palumbo), La Kumpania, prima impresa sociale di cucina in Italia con donne rom e italiane, Chikù Cibo e Cultura e il Moss, primo Ecomuseo urbano diffuso della città di Napoli, riconosciuto dalla regione Campania.
di Redazione
23/04/2026 - 18:45
Rukeli vince i Nastri d’Argento 2026 come Miglior corto di animazione. Il corto è diretto da Alessandro Rak, nato a Scampia nei laboratori di chi rom e…chi no con un gruppo di ragazzi napoletani e rom, scritto da Biagio di Bennardo e Emma Ferulano. Prodotto da AntropicA, Rukeli è una co-produzione Sideways Studios, Film i Väst in associazione con Mad Entertainment, in collaborazione con Rai Cinema, realizzata con il supporto di Film Commission Regione Campania, distribuzione a cura di Premiere Film e ha visto la sua prima proiezione mondiale alla 82° Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, sezione Orizzonti Corti come unico Fuori Concorso. Da allora continua a vincere prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio Corti Animazione al RIFF – Rome Independent Film Festival e ora i Corti d’Argento.
Per chi rom e…chi no, la vittoria ai Nastri d’Argento, non è solo di un importante riconoscimento ma un forte simbolo: Rukeli, il pugile sinto tedesco Johann Wilhelm Trollmann che prese a pugni il nazismo, continua a lottare con forza contro ogni forma di discriminazione ancora oggi. “Dedichiamo questo premio in particolare a tutti i giovani rom, di Scampia d'Italia e d'Europa, che subiscono discriminazioni quotidiane e a cui vengono sistematicamente negati i diritti, all'infanzia, alla cittadinanza, all'abitare, a sognare. Per il diritto all'esistenza e al riconoscimento di minoranze e di comunità antiche, radicate, pacifiche, accoglienti, portatrici di valori e saperi unici, con cui siamo orgogliosi di condividere da lungo tempo un cammino di lotta e resistenza, faticoso e ancora con molta strada davanti”, dicono Barbara Pierro, Emma Ferulano e Biagio Di Bennardo di chi rom e…chi no.
Il corto è nato a Scampia, periferia Nord di Napoli, da un’idea dell’associazione chi rom e…chi no che da 20 anni opera sul territorio, durante i laboratori svolti insieme a un gruppo di ragazzi rom e napoletani. Un lavoro durato mesi che è arrivato sul grande schermo grazie alla regia e al tocco magico di Alessandro Rak. Il corto è un piccolo gioiello di animazione e poesia, che diventa il simbolo di tutte le storie di oppressione e di riscatto. È dedicato alla piccola Michelle Seferovic, morta il 13 gennaio 2024 nel campo di Giugliano (Napoli), vittima innocente dell’abbandono e della discriminazione razziale.
La nascita del progetto a Scampia - Rukeli è un film che nasce dal percorso collettivo Tracer - Transformative Roma Art and Culture for European Remembrance, progetto europeo di ricerca-azione e di costruzione comunitaria della memoria dell’olocausto delle minoranze rom e sinti in Italia e in Europa, finanziato dal programma Cittadini, Uguaglianza, Diritti e Valori (CERV) della Commissione Europea. In Italia il percorso è stato realizzato nelle città di Napoli, Bologna e Firenze con capofila Alma Mater Studiorium Università di Bologna, Dipartimento di Scienze dell'Educazione. A Napoli, il progetto è stato realizzato dall’associazione chi rom e…chi no che da oltre 20 anni realizza interventi pedagogici, sociali interculturali con le comunità rom, che ha coordinato un gruppo di giovani rom e non di Scampia e di Giugliano. Il gruppo è andato sulle tracce del Porrajmos/Samudaripen durante il quale ci fu il genocidio di 500mila rom e sinti nei campi di sterminio destinati agli “zingari” dal 1936 al 1945. Il racconto del genocidio dei rom per mano dei nazisti è iniziato come una favola macabra in un passato fumoso e senza un immediato collegamento con le esperienze di vita dei giovani coinvolti. Attraverso incontri di formazione con esperti, laboratori, approfondimenti storici, l’utilizzo di materiali audiovisivi e la raccolta di testimonianze dirette, in particolare di esponenti delle comunità rom e sinte di altre regioni d’Italia, e infine grazie al viaggio ad Auschwitz con il gruppo internazionale di Tracer, si sono materializzate le parole dolorose, la sofferenza indicibile, le storie di comunità disgregate e di vite colpite a morte da un disegno istituzionale atroce, che oggi finalmente e faticosamente si cercano di portare alla luce. I ragazzi e le ragazze scoprono e si innamorano della storia di un pugile sinto tedesco, Johann Wilhelm Trollmann, soprannominato Rukeli che vuol dire albero nella lingua romanès, chiamato così per la sua statura imponente e i capelli ricci, e anche Gipsy, soprannome che si farà cucire sui pantaloncini.
La storia di Rukeli contro le discriminazioni - Rukeli è un sinto, cioè appartenente alla piú ampia comunità romanès, che diventa campione nazionale dei pesi mediomassimi in Germania, in un momento storico in cui la boxe è uno sport che conferisce un certo prestigio agli stati. È anche per questo che con l’ascesa e il consolidamento del nazismo, inizia la sua persecuzione, che lo porta a perdere tutto. Rinchiuso in un campo di concentramento, Rukeli a 37 anni, nel 1944, “decide di morire da campione”. Di ritorno dal viaggio, le vite di molti dei ragazzi si intrecciano con molti gravi episodi di discriminazione e antiziganismo, che vivono sulla propria pelle, dalla fatica quotidiana dell’abitare precario in un campo informale, fino alla morte della piccola Michelle Seferovic di 6 anni fulminata dalla corrente di un cavo scoperto, a causa dell’incuria istituzionale che lascia centinaia di persone rom da generazioni abbandonate in un limbo esistenziale. Chi rom e…chi no decide con i ragazzi che la storia del pugile rom è la storia più adatta da raccontare, per prendere a pugni sia il nazismo e sia l’oppressione e le discriminazioni quotidiane. Rukeli diventa il simbolo di tutte le storie di oppressione e di riscatto: prende vita nella magia di un racconto collettivo per immagini e musica che è arrivato sul grande schermo grazie alla regia e al tocco magico di Alessandro Rak, che ha condotto i laboratori artistici con i ragazzi rom e gli studenti dell’ITI Galileo Ferraris di Napoli, coordinati dagli educatori di chi rom e…chi no e accompagnati dalla professionalità e generosità di un gruppo interdisciplinare composto da insegnanti, tecnici, artisti. La voce narrante di Rukeli in italiano è di Antonio De Matteo (Mare Fuori, I Bastardi di Pizzofalcone, Leonardo, Stranizza d’amuri e Piano piano), in Inglese e Romanès di Alecio Araci.
Le produzioni internazionali - La società di produzione AntropicA, in occasione dell’80º anniversario della Liberazione dell’Italia e dell’Europa dal Nazifascimo, ha messo insieme creativamente le risorse per far sì che nascesse materialmente questo gioiello, in coproduzione con la Sideways Studios e Film i Väst, dalla Svezia, con il supporto della Film Commission Regione Campania, in associazione con Mad Entertaiment, in collaborazione con Rai Cinema. Distribuzione italiana a cura di Premiere Film.
CREDITI
Da un’idea di: chi rom e…chi no
Regia: Alessandro Rak
Scritto da: Biagio Di Bennardo, Emma Ferulano
Prodotto da: AntropicA
Co-produzione: Sideways Studios, Film i Väst
In associazione con: Mad Entertainment
In collaborazione con: Rai Cinema
Con il supporto di: Film Commission Regione Campania
Distribuzione Italia: Premiere Film
Distribuzione internazionale: AntropicA
Produttore: Parsifal Reparato
Co-produttori: Samir Arabzadeh, Fredrik Svensson, Jenny Luukkonen
Produttori associati per Mad: Maria Carolina Terzi, Lorenza Stella, Luciano Stella, Carlo Stella
Voce Rukeli: Antonio De Matteo (Italiano), Alecio Araci (Romanès e Inglese)
Montaggio: Andrea Scoppetta
Storyboard: Mario Civitaquale
Sound Design: Andreas Mellkvist
VO Recording: Lars Wignell
Mix: Jesper Miller
Color: Albin Abrahamsson
Musica: Marco Sica
Durata: 5’30’’
Paesi: Italia, Svezia
Lingua originale: Italiano (altre versioni in lingua originale romanes e inglese)
Sottotitoli: italiano, inglese
Chi rom e…chi no
L’Associazione chi rom e…chi no da oltre 20 anni realizza interventi pedagogici, sociali, artistici e di advocacy con le comunità rom e italiane di Napoli e dell’area metropolitana, in particolare a Scampia. L’inchiesta sociale, l’arte di strada, le opere audiovisive, realizzati nell’ambito di laboratori partecipati multiculturali, trasversali e intergenerazionali, sono da sempre gli strumenti per difendere, affermare e riprendersi i diritti ampiamente intesi, in un’ottica di pace, giustizia sociale, uguaglianza, per tutte e tutti. La storia dell’associazione si radica in un territorio complesso e ha origine in una baracca autocostruita con gli abitanti rom di un campo informale, in cui portare avanti con metodo assembleare laboratori e percorsi di cittadinanza attiva con rom, italiani, giovani, piccoli, adulti, attraverso creazioni di relazioni e un incessante lavoro di ricerca azione e tessitura collettiva. Dalla baracca nascono percorsi che vanno avanti da venti anni senza mai interrompersi, cresciuti insieme a generazioni di rom e italiani: Arrevuoto teatro e pedagogia, da cui nascono alcuni delle attrici e degli attori oggi più noti nel panorama cinematografico internazionale (come Vincenzo Nemolato, Giusi Cervizzi, Christian Giroso, Gianni Vastarella, Emanuele Palumbo), La Kumpania, prima impresa sociale di cucina in Italia con donne rom e italiane, Chikù Cibo e Cultura e il Moss, primo Ecomuseo urbano diffuso della città di Napoli, riconosciuto dalla regione Campania.