Il congresso nazionale NQSTI (National Quantum Science and Technology Institute) aperto oggi a Napoli, nella Giornata mondiale dedicata alla fisica quantistica, rappresenta un momento chiave per fare il punto sullo stato dell’arte della ricerca quantistica in Italia e rafforzare la rete nazionale che coinvolge oltre 600 ricercatori, e più di 40 soggetti tra università, enti pubblici e aziende impegnate nello sviluppo di queste tecnologie strategiche.
Il presidente dell’Istituto, Claudio Pettinari, ha così sottolineato la valenza del settore nel suo intervento di apertura dei lavori: “Il finanziamento del Pnrr, grazie ad un investimento di 116 milioni di euro in tre anni, ha rappresentato un passaggio cruciale per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche in Italia, rafforzando una massa critica di ricercatrici e ricercatori in una realtà capace di competere a livello internazionale. NQSTI oggi è una grande realtà con una duplice missione: da un lato rafforzare la ricerca scientifica nel campo delle quantum technologies (computazione, comunicazione, sensing), dall’altro costruire un ecosistema capace di portare queste tecnologie fuori dai laboratori. Grazie al lavoro sinergico di questi tre anni e grazie all’impegno del Mur, che ha reso possibile tutto questo, guardiamo al futuro europeo con ambizione e responsabilità”.
Durante la quattro giorni, sino a venerdì 17, un fitto calendario di interventi scientifici, workshop e momenti di confronto su tutti i principali ambiti della ricerca quantistica: dal calcolo quantistico alla comunicazione sicura, dai sensori avanzati ai nuovi materiali, fino alle applicazioni industriali e al trasferimento tecnologico, sarà dedicato agli sviluppi del settore scientifico. Ampio spazio sarà riservato anche al dialogo tra ricerca e impresa, con iniziative dedicate all’innovazione e alle startup, come le attività di knowledge transfer e presentazione di progetti imprenditoriali nel campo delle tecnologie deep tech.
“Sarà una settimana intensa di lavori qui a Napoli – ha dichiarato Fabio Beltram, coordinatore scientifico di NQSTI - per sviluppare concetti e innovazioni nell'ambito della fisica quantistica. A Napoli, a Città della Scienza, sono riuniti centinaia di fisici attivi in questo importante settore che è alla base delle tecnologie più moderne, uno strumento di sviluppo per moltissimi settori tecnologici. Siamo cresciuti molto grazie ai fondi del PNRR che ci sono stati assegnati e ora siamo una risorsa potente per il Paese. Un primo esempio che mi piace portare è la nascita di Q-SUD, il Polo Quantistico Nazionale basato sulla città di Napoli, un riferimento non solo italiano, ma internazionale”.
Intanto, nella prima giornata dei lavori, è stato presentato lo stato dell’arte della seconda rivoluzione quantistica, quella che ha portato dai laboratori alla realtà quotidiana l’applicazione della fisica quantistica nella vita di tutti i giorni. Tra i progetti attuativi spiccano quelli legati alla biomedicina come i settori della microbiologia e dell’oncologia, come ha illustrato la ricercatrice Giada Bianchetti:
“Le tecniche basate sulla luce quantistica, che permettono di studiare in modo più approfondito le proprietà dei sistemi biologici, potrebbero tradursi in strumenti diagnostici più efficaci, ad esempio per identificare infezioni anche a concentrazioni molto basse o per analizzare in modo più sicuro più accurato le caratteristiche dei tumori- afferma la ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia -. Siamo partiti da un problema clinico molto concreto: la sepsi, nella quale il tempo è un fattore cruciale: si stima che ogni ora di ritardo diagnostico aumenti la mortalità del 7%. Oggi il metodo per identificare i batteri è l’emocoltura che richiede concentrazioni elevate di microrganismi prima di essere rilevati e, per farlo, servono diversi giorni. Disporre di strumenti in grado di individuare i batteri direttamente in campioni di sangue o urine, già a basse concentrazioni, potrebbe ridurre i tempi della diagnosi, limitando così l’uso non necessario di antibiotici”.
Ma anche nella ricerca per la prevenzione e la cura dei tumori le metodologie quantistiche possono risultare incisive: “Il progetto Q-Meta, propone di sviluppare spettroscopie e microscopie basate sulla luce quantistica per studiare il metabolismo dei tumori in modo innovativo e il meno invasivo possibile. Queste tecniche offrono una sensibilità molto elevata, che permette di rilevare anche segnali biologici estremamente deboli come quelli di autofluorescenza di molecole coinvolte nei processi metabolici. L’obiettivo è capire come le cellule tumorali rispondono all’ambiente, ad esempio a fattori come rigidità e pressione del tessuto. Questi stimoli, infatti, influenzano il metabolismo delle cellule, con un impatto diretto sulla crescita, la progressione e l’invasività. Comprendere questi meccanismi è quindi fondamentale, perché può aprire la strada a strategie terapeutiche innovative che possono rivelarsi più mirate ed efficaci, soprattutto per le forme di tumori più aggressive e complesse”.
di Redazione
14/04/2026 - 16:46
Il congresso nazionale NQSTI (National Quantum Science and Technology Institute) aperto oggi a Napoli, nella Giornata mondiale dedicata alla fisica quantistica, rappresenta un momento chiave per fare il punto sullo stato dell’arte della ricerca quantistica in Italia e rafforzare la rete nazionale che coinvolge oltre 600 ricercatori, e più di 40 soggetti tra università, enti pubblici e aziende impegnate nello sviluppo di queste tecnologie strategiche.
Il presidente dell’Istituto, Claudio Pettinari, ha così sottolineato la valenza del settore nel suo intervento di apertura dei lavori: “Il finanziamento del Pnrr, grazie ad un investimento di 116 milioni di euro in tre anni, ha rappresentato un passaggio cruciale per lo sviluppo delle tecnologie quantistiche in Italia, rafforzando una massa critica di ricercatrici e ricercatori in una realtà capace di competere a livello internazionale. NQSTI oggi è una grande realtà con una duplice missione: da un lato rafforzare la ricerca scientifica nel campo delle quantum technologies (computazione, comunicazione, sensing), dall’altro costruire un ecosistema capace di portare queste tecnologie fuori dai laboratori. Grazie al lavoro sinergico di questi tre anni e grazie all’impegno del Mur, che ha reso possibile tutto questo, guardiamo al futuro europeo con ambizione e responsabilità”.
Durante la quattro giorni, sino a venerdì 17, un fitto calendario di interventi scientifici, workshop e momenti di confronto su tutti i principali ambiti della ricerca quantistica: dal calcolo quantistico alla comunicazione sicura, dai sensori avanzati ai nuovi materiali, fino alle applicazioni industriali e al trasferimento tecnologico, sarà dedicato agli sviluppi del settore scientifico. Ampio spazio sarà riservato anche al dialogo tra ricerca e impresa, con iniziative dedicate all’innovazione e alle startup, come le attività di knowledge transfer e presentazione di progetti imprenditoriali nel campo delle tecnologie deep tech.
“Sarà una settimana intensa di lavori qui a Napoli – ha dichiarato Fabio Beltram, coordinatore scientifico di NQSTI - per sviluppare concetti e innovazioni nell'ambito della fisica quantistica. A Napoli, a Città della Scienza, sono riuniti centinaia di fisici attivi in questo importante settore che è alla base delle tecnologie più moderne, uno strumento di sviluppo per moltissimi settori tecnologici. Siamo cresciuti molto grazie ai fondi del PNRR che ci sono stati assegnati e ora siamo una risorsa potente per il Paese. Un primo esempio che mi piace portare è la nascita di Q-SUD, il Polo Quantistico Nazionale basato sulla città di Napoli, un riferimento non solo italiano, ma internazionale”.
Intanto, nella prima giornata dei lavori, è stato presentato lo stato dell’arte della seconda rivoluzione quantistica, quella che ha portato dai laboratori alla realtà quotidiana l’applicazione della fisica quantistica nella vita di tutti i giorni. Tra i progetti attuativi spiccano quelli legati alla biomedicina come i settori della microbiologia e dell’oncologia, come ha illustrato la ricercatrice Giada Bianchetti:
“Le tecniche basate sulla luce quantistica, che permettono di studiare in modo più approfondito le proprietà dei sistemi biologici, potrebbero tradursi in strumenti diagnostici più efficaci, ad esempio per identificare infezioni anche a concentrazioni molto basse o per analizzare in modo più sicuro più accurato le caratteristiche dei tumori- afferma la ricercatrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia -. Siamo partiti da un problema clinico molto concreto: la sepsi, nella quale il tempo è un fattore cruciale: si stima che ogni ora di ritardo diagnostico aumenti la mortalità del 7%. Oggi il metodo per identificare i batteri è l’emocoltura che richiede concentrazioni elevate di microrganismi prima di essere rilevati e, per farlo, servono diversi giorni. Disporre di strumenti in grado di individuare i batteri direttamente in campioni di sangue o urine, già a basse concentrazioni, potrebbe ridurre i tempi della diagnosi, limitando così l’uso non necessario di antibiotici”.
Ma anche nella ricerca per la prevenzione e la cura dei tumori le metodologie quantistiche possono risultare incisive: “Il progetto Q-Meta, propone di sviluppare spettroscopie e microscopie basate sulla luce quantistica per studiare il metabolismo dei tumori in modo innovativo e il meno invasivo possibile. Queste tecniche offrono una sensibilità molto elevata, che permette di rilevare anche segnali biologici estremamente deboli come quelli di autofluorescenza di molecole coinvolte nei processi metabolici. L’obiettivo è capire come le cellule tumorali rispondono all’ambiente, ad esempio a fattori come rigidità e pressione del tessuto. Questi stimoli, infatti, influenzano il metabolismo delle cellule, con un impatto diretto sulla crescita, la progressione e l’invasività. Comprendere questi meccanismi è quindi fondamentale, perché può aprire la strada a strategie terapeutiche innovative che possono rivelarsi più mirate ed efficaci, soprattutto per le forme di tumori più aggressive e complesse”.