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RASSEGNA - “Roberto Rossellini – Più di una vita”, AstraDoc porta a Napoli il film premiato ai Nastri d’Argento
24.03.2026 15:59 di Napoli Magazine
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A un grande maestro del neorealismo è dedicata la prossima tappa di AstraDoc. la rassegna dei documentari di Arci Movie che anima il cuore di Napoli con documentari italiani e stranieri. Il nuovo appuntamento della XVI edizione, quello di venerdì 27 marzo 2026 alle 20:30, porta sul grande schermo del cinema Astra “Roberto Rossellini – Più di una vita” di Ilaria De Laurentiis, Raffaele Brunetti e Andrea Paolo Massara, un viaggio nel percorso umano e artistico di un personaggio che - rivoluzionario, dissacrante, irriverente, contraddittorio e diretto com’è stato - continua a influenzare il rapporto tra cinema e realtà.

La proiezione nella sala di via Mezzocannone sarà accompagnata dagli interventi dei registi llaria De Laurentiis, e Raffaele Brunetti insieme ad Antonella Di Nocera, curatrice e produttrice con Parallelo 41 Produzioni. L’opera, presentata in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma 2025 (Premio del Pubblico Terna), è stata premiata pochi giorni fa ai Nastri d’Argento ottenendo il riconoscimento come Miglior Documentario 2026 nella sezione “Cinema, Spettacolo e Cultura”. Il film è costruito esclusivamente con materiali d’archivio, in gran parte inediti, e propone Roberto Rossellini in una chiave nuova, sfatando i luoghi comuni che circondano il mito e liberandolo da quelle etichette in cui lui stesso in vita si sentiva ingabbiato. Un racconto che permette di avvicinarsi al genio del regista e a un uomo dalla personalità inafferrabile. 

Il film ci riporta nel 1956 quando Roberto Rossellini vive una crisi artistica e personale: i film con la moglie Ingrid Bergman falliscono e la stampa scandalistica li travolge. Per reagire accetta l'invito del Primo Ministro Nehru e parte per l'India dove ritrova l'ispirazione documentando la modernizzazione del Paese ma arriva un nuovo scandalo per il legame con Sonali Dasgupta. Tornato in Europa viene celebrato dai giovani della Nouvelle Vague come un maestro assoluto. Negli ultimi anni si dedica con entusiasmo alla televisione e alla divulgazione scientifica, autoproducendo film biografici per sfuggire alle logiche commerciali. Muore nel giugno 1977, poco dopo aver presieduto la giuria del Festival di Cannes, riconciliato con il "suo" cinema.

Le voci del documentario sono affidate all’interpretazione di grandi attori: Sergio Castellitto è Roberto Rossellini, Kasia Smutniak è Ingrid Bergman, Isabella Rossellini interpreta sé stessa, così pure Tinto Brass e Silvia D’Amico. La voce di Renzo Rossellini, figlio di Roberto, è di Vinicio Marchioni e quella di Aldo Tonti, suo direttore della fotografia e compagno dell’avventura indiana, è di Pierluigi Gigante. Bertrand Chaumeton è la voce di François Truffaut. Le voci ci conducono in una dimensione intima e visionaria, alternata a quella documentaristica e reale delle sue interviste televisive d’epoca, dei dibattiti radiofonici e delle conferenze pubbliche, materiali, molti dei quali inediti, ritrovati in Italia, India, Francia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera e Canada. 

Gli autori

La montatrice Ilaria de Laurentiis, il regista e produttore Raffaele Brunetti, lo sceneggiatore Andrea Paolo Massara avevano già lavorato insieme al film documentario The Rossellinis prodotto nel 2021 ed erano rimasti talmente affascinati dal materiale di archivio su Roberto Rossellini, che continuavano a ricercarlo in tutto il mondo e nei “cassetti” di casa Rossellini. Pensano allora a un nuovo documentario, questa volta fatto solo di archivi. La ricerca si allarga a testi scritti: lettere, articoli di giornale, biografie, documenti. Ore e ore di materiale vengono catalogate, analizzate, selezionate. L’idea è quella di raccontare uno dei periodi meno conosciuti della vita di Roberto Rossellini: i suoi ultimi venti anni. Anni di crisi, di svolte artistiche e sentimentali, di ricerca, curiosità e avido bisogno di sapere e divulgare. L’amalgama delle diverse competenze di de Laurentiis, Massara e Brunetti è la chiave di regia del film. Il lavoro di scrittura è proseguito parallelo a quello di montaggio. Quello incessante di ricerca sembrava non finire mai. Il limite che i tre autori si erano posti, di utilizzare solo materiali d’archivio, apre possibilità inaspettate. Tenere le fila non è stato facile, serve un lavoro dove le competenze di montaggio, regia e scrittura sono messe in atto nello stesso momento. Ogni filmato, ogni parola, ogni fotografia deve trovare il suo posto. È durante la lavorazione del film che gli autori inventano il suo linguaggio, nuovo, sorprendente, incredibilmente vero, intimo, emozionante. Dopo tre anni di lavoro di squadra nasce il film Roberto Rossellini, Più di una vita

 

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RASSEGNA - “Roberto Rossellini – Più di una vita”, AstraDoc porta a Napoli il film premiato ai Nastri d’Argento

di Redazione

24/03/2026 - 15:59

A un grande maestro del neorealismo è dedicata la prossima tappa di AstraDoc. la rassegna dei documentari di Arci Movie che anima il cuore di Napoli con documentari italiani e stranieri. Il nuovo appuntamento della XVI edizione, quello di venerdì 27 marzo 2026 alle 20:30, porta sul grande schermo del cinema Astra “Roberto Rossellini – Più di una vita” di Ilaria De Laurentiis, Raffaele Brunetti e Andrea Paolo Massara, un viaggio nel percorso umano e artistico di un personaggio che - rivoluzionario, dissacrante, irriverente, contraddittorio e diretto com’è stato - continua a influenzare il rapporto tra cinema e realtà.

La proiezione nella sala di via Mezzocannone sarà accompagnata dagli interventi dei registi llaria De Laurentiis, e Raffaele Brunetti insieme ad Antonella Di Nocera, curatrice e produttrice con Parallelo 41 Produzioni. L’opera, presentata in anteprima mondiale alla Festa del Cinema di Roma 2025 (Premio del Pubblico Terna), è stata premiata pochi giorni fa ai Nastri d’Argento ottenendo il riconoscimento come Miglior Documentario 2026 nella sezione “Cinema, Spettacolo e Cultura”. Il film è costruito esclusivamente con materiali d’archivio, in gran parte inediti, e propone Roberto Rossellini in una chiave nuova, sfatando i luoghi comuni che circondano il mito e liberandolo da quelle etichette in cui lui stesso in vita si sentiva ingabbiato. Un racconto che permette di avvicinarsi al genio del regista e a un uomo dalla personalità inafferrabile. 

Il film ci riporta nel 1956 quando Roberto Rossellini vive una crisi artistica e personale: i film con la moglie Ingrid Bergman falliscono e la stampa scandalistica li travolge. Per reagire accetta l'invito del Primo Ministro Nehru e parte per l'India dove ritrova l'ispirazione documentando la modernizzazione del Paese ma arriva un nuovo scandalo per il legame con Sonali Dasgupta. Tornato in Europa viene celebrato dai giovani della Nouvelle Vague come un maestro assoluto. Negli ultimi anni si dedica con entusiasmo alla televisione e alla divulgazione scientifica, autoproducendo film biografici per sfuggire alle logiche commerciali. Muore nel giugno 1977, poco dopo aver presieduto la giuria del Festival di Cannes, riconciliato con il "suo" cinema.

Le voci del documentario sono affidate all’interpretazione di grandi attori: Sergio Castellitto è Roberto Rossellini, Kasia Smutniak è Ingrid Bergman, Isabella Rossellini interpreta sé stessa, così pure Tinto Brass e Silvia D’Amico. La voce di Renzo Rossellini, figlio di Roberto, è di Vinicio Marchioni e quella di Aldo Tonti, suo direttore della fotografia e compagno dell’avventura indiana, è di Pierluigi Gigante. Bertrand Chaumeton è la voce di François Truffaut. Le voci ci conducono in una dimensione intima e visionaria, alternata a quella documentaristica e reale delle sue interviste televisive d’epoca, dei dibattiti radiofonici e delle conferenze pubbliche, materiali, molti dei quali inediti, ritrovati in Italia, India, Francia, Spagna, Stati Uniti, Svizzera e Canada. 

Gli autori

La montatrice Ilaria de Laurentiis, il regista e produttore Raffaele Brunetti, lo sceneggiatore Andrea Paolo Massara avevano già lavorato insieme al film documentario The Rossellinis prodotto nel 2021 ed erano rimasti talmente affascinati dal materiale di archivio su Roberto Rossellini, che continuavano a ricercarlo in tutto il mondo e nei “cassetti” di casa Rossellini. Pensano allora a un nuovo documentario, questa volta fatto solo di archivi. La ricerca si allarga a testi scritti: lettere, articoli di giornale, biografie, documenti. Ore e ore di materiale vengono catalogate, analizzate, selezionate. L’idea è quella di raccontare uno dei periodi meno conosciuti della vita di Roberto Rossellini: i suoi ultimi venti anni. Anni di crisi, di svolte artistiche e sentimentali, di ricerca, curiosità e avido bisogno di sapere e divulgare. L’amalgama delle diverse competenze di de Laurentiis, Massara e Brunetti è la chiave di regia del film. Il lavoro di scrittura è proseguito parallelo a quello di montaggio. Quello incessante di ricerca sembrava non finire mai. Il limite che i tre autori si erano posti, di utilizzare solo materiali d’archivio, apre possibilità inaspettate. Tenere le fila non è stato facile, serve un lavoro dove le competenze di montaggio, regia e scrittura sono messe in atto nello stesso momento. Ogni filmato, ogni parola, ogni fotografia deve trovare il suo posto. È durante la lavorazione del film che gli autori inventano il suo linguaggio, nuovo, sorprendente, incredibilmente vero, intimo, emozionante. Dopo tre anni di lavoro di squadra nasce il film Roberto Rossellini, Più di una vita