Cultura & Gossip
SPETTACOLI - Al Trianon Viviani Davide Iodice ed Enzo Cosimi: ecco i prossimi appuntamenti tra prosa e danza contemporanea
26.10.2026 15:16 di Napoli Magazine
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La danza e la prosa, tra rivisitazione del mito, tragedia classica e temi attuali, caratterizzano i prossimi appuntamenti del Trianon Viviani.

Giovedì 29 ottobre, la Scuola elementare del teatro, ideata e diretta da Davide Iodice, propone un doppio spettacolo a ingresso libero: alle 18:30 l’allestimento delle Troiane da Euripide, esito del ciclo Officina; quindi, alle 21, Rosaria, per la regia dello stesso Iodice.

L’appuntamento successivo del teatro pubblico di Forcella è sabato 31 ottobre, alle 21, con Venere vs Adone, pièce di danza su coreografia di Enzo Cosimi, in replica domenica 1° novembre, alle 18.

Le Troiane. Studio n. 1 – Lo spettacolo è la restituzione del ciclo laboratoriale Officina. La tragedia di Euripide è riscritta da Giovanna Silvestri, con i contributi di Bruno Barone, che firma anche la regia, Enzo Castellone e Caterina De Matteo.

Il lavoro parte da alcune domande chiave come chi sono le Troiane di oggi? come può il loro strazio diventare visibile, udibile a chi troppo spesso è incapace di ascoltare? hanno nostalgia degli dei o gridano all’essere umano come unico artefice di quella miseria, incarnazione di un potere ottuso, bulimico e pervasivo? dalla condizione di mortificazione in cui sono precipitate possono evitare l’esilio dai propri sentimenti e dalla propria identità?

A partire da queste domande, che sono ancora attuali, i promotori del laboratorio hanno cercato di costruire uno spettacolo che mettesse il pubblico di fronte a una storia umana che continua a ripetersi sempre uguale a se stessa, per stimolare nello spettatore lo stesso spaesamento che ha pervaso i partecipanti del laboratorio.

In scena Andrea Adinolfi, Antonio Ciorfito, Sara d’Aiello, Antonella de Falco, Piera Saladino, Amanda Sanni e Michele Pedata, con il “contributo” di Giovanni Avverso, Francesca Romana Bergamo e Cristina Morra. Marcello Crispino è l’aiuto regia. Annalisa Arbolino firma la “cura del processo produttivo”.

Rosaria – La serata del 29 ottobre prosegue con il primo capitolo di un’antologia scenica in divenire, dal titolo Esclusi, che accoglie le ricerche drammaturgiche di giovani autrici e autori “fortemente compromessi con il reale e le sue trasformazioni sociali”.

Nato anch’esso nell’àmbito del ciclo Officina, Esclusi è un progetto di antropologia sociale prima ancora che teatrale, originato da una pratica scenica di prossimità e testimonianza.

Questo primo “volume scenico” è ispirato e dedicato a Rosaria, alcolista e senza fissa dimora, demone e cattiva coscienza dei decumani napoletani: morta senza cordoglio.

«Di notte – dichiara il regista Iodice, che ha curato anche l’adattamento dello spettacolo – Napoli rimugina sul passato assomigliando, così, a Rosaria. Scomparsa ormai da diversi anni, viveva per strada, nella zona dei Tribunali. Non ha ricevuto la dignità di un funerale partecipato. Non è nota la sua sistemazione ultima. Questo è il saluto condiviso che Rosaria non ha mai avuto. E una dedica a lei e un’indagine dei moti che dalle viscere agitano i nostri demoni interiori. È il frutto della ricerca di ciò che della donna è sopravvissuto. Dai ricordi delle persone che l’hanno conosciuta, nelle diverse fasi della sua esistenza, abbiamo ricostruito una sua storia. Il materiale raccolto è stato registrato ed elaborato. È emersa una ex guida turistica abusiva. Rosaria accompagnatrice nella Napoli sotterranea, guida di un inferno interiore. In gioventù, dalla periferia, scendeva in città perché amava ballare. Il suo orientamento sessuale non venne accettato dalla famiglia. Scappò di casa, venne a vivere in centro seguendo una relazione amorosa. La giovane lavoratrice in fuga da casa si è sovrapposta alla donna che il centro storico di Napoli ha incontrato ubriaca. La città I’ha conosciuta intenta a importunare le donne. Chiedeva denaro per bere, il vizio che forse più di tutti I’ha condotta al suo lento, ma prematuro, spegnimento. Spesso fu udita in violentissime invettive contro gli uomini. A qualcuno ha mostrato un sorriso e un’acutissima visione dell’amore e il suo inganno. È stato indagato il vivere di notte dei senzatetto di Napoli scendendo tra le 3 e le 4 per le strade. Coloro ai quali abbiamo domandato notizie su di lei – anche chi non ne conosceva nemmeno il nome – ci hanno restituito il ricordo della donna di piazza San Gaetano che guardava non proprio il vuoto. Dietro i suoi occhi sprofondava in se stessa seguendo il filo di un pensiero immenso e terribile».

In scena Monica Palomby e Chiara Alborino. La drammaturgia e i disegni sono di Benito Martino, le musiche di Lino Cannavacciuolo. Il regista Iodice firma anche l’adattamento, gli elementi scenici e le luci. La cura artistica e la produzione sono della Scuola elementare del teatro che si avvalsa della collaborazione di proprie guide e tutor.

Venere vs Adone – Lo spettacolo rielabora il celebre poemetto shakespeariano, in un percorso attraversato da linguaggi e media diversi.

Enzo Cosimi rilegge la poetica del drammaturgo inglese creando un mosaico testuale e visivo dove si compongono, come tessere, elementi della contemporaneità e aspetti filologici: il dramma di un amore non corrisposto, selvatico e ferale; il culto dell’immagine del corpo e della forza vitalistica dell’uomo; la relazione dominante con la natura; la violenza della morte.

Le tracce che percorrono la scrittura compositiva arrivano dal barocco come echi e fantasmi a infestare il contemporaneo. I corpi vengono riscritti come solcati da un eccesso che li trasforma, li devasta e li eleva allo stesso tempo. Sono corpi che esondano, che non si allineano alla norma, che travalicano, estendono e dissolvono i loro confini, lasciandosi possedere e trasformare. L’universo “queer” che caratterizza da sempre il lavoro di Cosimi, per una critica alla normatività, emerge potente e si evidenzia nella metamorfosi dei personaggi che si ribaltano, mettendo in crisi il rapporto antropocentrico con la natura, ibridandosi, lasciandosi attraversare da un vivente non addomesticabile. Il focus drammaturgico, curato da Cosimi con Maria Paola Zedda, studiosa e curatrice che da anni collabora con la Compagnia, è incentrato sulle due figure shakespeariane: Adone rappresentato emblematicamente da un corpo palestrato, ossessionato non più dalla caccia, quanto dalla costruzione della sua macchina/corpo “sculturalizzata” e da una Venere lacerata, che cerca disperatamente di accenderne il desiderio. Tra lampi pop e accensioni di dolore, il lavoro recupera alcuni riferimenti cari al coreografo. Primo tra tutti l’immaginario seduttivo e iper-reale della produzione di Andy Warhol, caratterizzate dall’insistenza sull’immagine–corpo, dalla sua mercificazione ed erotizzazione.

A contrastarla, come una radiazione, l’accecante e infiammato riferimento alla pittura dell’artista sudafricana Marlene Dumas, che bagna di tinte violente l’apatia inscalfibile di Adone e disegna una Venere posseduta dal sentimento. Il lavoro è interpretato da Alice Raffaelli affiancata dall’ “athletic coach” Leonardo Rosadini, in un’interpretazione che rappresenta l’anima più tribale, animale e dionisiaca della tragedia. I costumi sono disegnati da Alessandro Lai e realizzata da Giuseppina Angotzi/Sartoria Il costume. Le sculture sono di Daniela Dal Cin. Cosimi firma anche il sound design. L’operatore video è Roberto Gentile. L’organizzazione è di Pamela Parafioriti. Lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Enzo Cosimi con il Mic, in collaborazione con Amat Residenze centro di produzione Orbita/Spellbound, Atcl, Komm Tanz 2024 Compagnia Abbondanza/Bertoni, Comune di Rovereto, Ram Residenze artistiche marchigiane finanziate dalla Regione Marche e dal Mic.

Trianon Viviani – Lo storico teatro di Forcella è il teatro della Canzone napoletana. È di proprietà e gestione dell’omonima Fondazione di natura interamente pubblica, presieduta da Clementina Chieffo, con la direzione artistica di Pierpaolo Sepe. L’ente promuove e valorizza la musica e il teatro musicale partenopeo, con un’attenzione ai linguaggi espressivi della contemporaneità, attraverso produzioni originali e sostegno ai nuovi talenti.

Il Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania, la Citta` metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura, con il patrocinio di Rai Campania.

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SPETTACOLI - Al Trianon Viviani Davide Iodice ed Enzo Cosimi: ecco i prossimi appuntamenti tra prosa e danza contemporanea

di Redazione

26/10/2026 - 15:16

La danza e la prosa, tra rivisitazione del mito, tragedia classica e temi attuali, caratterizzano i prossimi appuntamenti del Trianon Viviani.

Giovedì 29 ottobre, la Scuola elementare del teatro, ideata e diretta da Davide Iodice, propone un doppio spettacolo a ingresso libero: alle 18:30 l’allestimento delle Troiane da Euripide, esito del ciclo Officina; quindi, alle 21, Rosaria, per la regia dello stesso Iodice.

L’appuntamento successivo del teatro pubblico di Forcella è sabato 31 ottobre, alle 21, con Venere vs Adone, pièce di danza su coreografia di Enzo Cosimi, in replica domenica 1° novembre, alle 18.

Le Troiane. Studio n. 1 – Lo spettacolo è la restituzione del ciclo laboratoriale Officina. La tragedia di Euripide è riscritta da Giovanna Silvestri, con i contributi di Bruno Barone, che firma anche la regia, Enzo Castellone e Caterina De Matteo.

Il lavoro parte da alcune domande chiave come chi sono le Troiane di oggi? come può il loro strazio diventare visibile, udibile a chi troppo spesso è incapace di ascoltare? hanno nostalgia degli dei o gridano all’essere umano come unico artefice di quella miseria, incarnazione di un potere ottuso, bulimico e pervasivo? dalla condizione di mortificazione in cui sono precipitate possono evitare l’esilio dai propri sentimenti e dalla propria identità?

A partire da queste domande, che sono ancora attuali, i promotori del laboratorio hanno cercato di costruire uno spettacolo che mettesse il pubblico di fronte a una storia umana che continua a ripetersi sempre uguale a se stessa, per stimolare nello spettatore lo stesso spaesamento che ha pervaso i partecipanti del laboratorio.

In scena Andrea Adinolfi, Antonio Ciorfito, Sara d’Aiello, Antonella de Falco, Piera Saladino, Amanda Sanni e Michele Pedata, con il “contributo” di Giovanni Avverso, Francesca Romana Bergamo e Cristina Morra. Marcello Crispino è l’aiuto regia. Annalisa Arbolino firma la “cura del processo produttivo”.

Rosaria – La serata del 29 ottobre prosegue con il primo capitolo di un’antologia scenica in divenire, dal titolo Esclusi, che accoglie le ricerche drammaturgiche di giovani autrici e autori “fortemente compromessi con il reale e le sue trasformazioni sociali”.

Nato anch’esso nell’àmbito del ciclo Officina, Esclusi è un progetto di antropologia sociale prima ancora che teatrale, originato da una pratica scenica di prossimità e testimonianza.

Questo primo “volume scenico” è ispirato e dedicato a Rosaria, alcolista e senza fissa dimora, demone e cattiva coscienza dei decumani napoletani: morta senza cordoglio.

«Di notte – dichiara il regista Iodice, che ha curato anche l’adattamento dello spettacolo – Napoli rimugina sul passato assomigliando, così, a Rosaria. Scomparsa ormai da diversi anni, viveva per strada, nella zona dei Tribunali. Non ha ricevuto la dignità di un funerale partecipato. Non è nota la sua sistemazione ultima. Questo è il saluto condiviso che Rosaria non ha mai avuto. E una dedica a lei e un’indagine dei moti che dalle viscere agitano i nostri demoni interiori. È il frutto della ricerca di ciò che della donna è sopravvissuto. Dai ricordi delle persone che l’hanno conosciuta, nelle diverse fasi della sua esistenza, abbiamo ricostruito una sua storia. Il materiale raccolto è stato registrato ed elaborato. È emersa una ex guida turistica abusiva. Rosaria accompagnatrice nella Napoli sotterranea, guida di un inferno interiore. In gioventù, dalla periferia, scendeva in città perché amava ballare. Il suo orientamento sessuale non venne accettato dalla famiglia. Scappò di casa, venne a vivere in centro seguendo una relazione amorosa. La giovane lavoratrice in fuga da casa si è sovrapposta alla donna che il centro storico di Napoli ha incontrato ubriaca. La città I’ha conosciuta intenta a importunare le donne. Chiedeva denaro per bere, il vizio che forse più di tutti I’ha condotta al suo lento, ma prematuro, spegnimento. Spesso fu udita in violentissime invettive contro gli uomini. A qualcuno ha mostrato un sorriso e un’acutissima visione dell’amore e il suo inganno. È stato indagato il vivere di notte dei senzatetto di Napoli scendendo tra le 3 e le 4 per le strade. Coloro ai quali abbiamo domandato notizie su di lei – anche chi non ne conosceva nemmeno il nome – ci hanno restituito il ricordo della donna di piazza San Gaetano che guardava non proprio il vuoto. Dietro i suoi occhi sprofondava in se stessa seguendo il filo di un pensiero immenso e terribile».

In scena Monica Palomby e Chiara Alborino. La drammaturgia e i disegni sono di Benito Martino, le musiche di Lino Cannavacciuolo. Il regista Iodice firma anche l’adattamento, gli elementi scenici e le luci. La cura artistica e la produzione sono della Scuola elementare del teatro che si avvalsa della collaborazione di proprie guide e tutor.

Venere vs Adone – Lo spettacolo rielabora il celebre poemetto shakespeariano, in un percorso attraversato da linguaggi e media diversi.

Enzo Cosimi rilegge la poetica del drammaturgo inglese creando un mosaico testuale e visivo dove si compongono, come tessere, elementi della contemporaneità e aspetti filologici: il dramma di un amore non corrisposto, selvatico e ferale; il culto dell’immagine del corpo e della forza vitalistica dell’uomo; la relazione dominante con la natura; la violenza della morte.

Le tracce che percorrono la scrittura compositiva arrivano dal barocco come echi e fantasmi a infestare il contemporaneo. I corpi vengono riscritti come solcati da un eccesso che li trasforma, li devasta e li eleva allo stesso tempo. Sono corpi che esondano, che non si allineano alla norma, che travalicano, estendono e dissolvono i loro confini, lasciandosi possedere e trasformare. L’universo “queer” che caratterizza da sempre il lavoro di Cosimi, per una critica alla normatività, emerge potente e si evidenzia nella metamorfosi dei personaggi che si ribaltano, mettendo in crisi il rapporto antropocentrico con la natura, ibridandosi, lasciandosi attraversare da un vivente non addomesticabile. Il focus drammaturgico, curato da Cosimi con Maria Paola Zedda, studiosa e curatrice che da anni collabora con la Compagnia, è incentrato sulle due figure shakespeariane: Adone rappresentato emblematicamente da un corpo palestrato, ossessionato non più dalla caccia, quanto dalla costruzione della sua macchina/corpo “sculturalizzata” e da una Venere lacerata, che cerca disperatamente di accenderne il desiderio. Tra lampi pop e accensioni di dolore, il lavoro recupera alcuni riferimenti cari al coreografo. Primo tra tutti l’immaginario seduttivo e iper-reale della produzione di Andy Warhol, caratterizzate dall’insistenza sull’immagine–corpo, dalla sua mercificazione ed erotizzazione.

A contrastarla, come una radiazione, l’accecante e infiammato riferimento alla pittura dell’artista sudafricana Marlene Dumas, che bagna di tinte violente l’apatia inscalfibile di Adone e disegna una Venere posseduta dal sentimento. Il lavoro è interpretato da Alice Raffaelli affiancata dall’ “athletic coach” Leonardo Rosadini, in un’interpretazione che rappresenta l’anima più tribale, animale e dionisiaca della tragedia. I costumi sono disegnati da Alessandro Lai e realizzata da Giuseppina Angotzi/Sartoria Il costume. Le sculture sono di Daniela Dal Cin. Cosimi firma anche il sound design. L’operatore video è Roberto Gentile. L’organizzazione è di Pamela Parafioriti. Lo spettacolo è prodotto dalla compagnia Enzo Cosimi con il Mic, in collaborazione con Amat Residenze centro di produzione Orbita/Spellbound, Atcl, Komm Tanz 2024 Compagnia Abbondanza/Bertoni, Comune di Rovereto, Ram Residenze artistiche marchigiane finanziate dalla Regione Marche e dal Mic.

Trianon Viviani – Lo storico teatro di Forcella è il teatro della Canzone napoletana. È di proprietà e gestione dell’omonima Fondazione di natura interamente pubblica, presieduta da Clementina Chieffo, con la direzione artistica di Pierpaolo Sepe. L’ente promuove e valorizza la musica e il teatro musicale partenopeo, con un’attenzione ai linguaggi espressivi della contemporaneità, attraverso produzioni originali e sostegno ai nuovi talenti.

Il Trianon Viviani si avvale del sostegno della Regione Campania, la Citta` metropolitana di Napoli e il Ministero della Cultura, con il patrocinio di Rai Campania.