In Evidenza
ALLEGRI - L'ex collaboratore Dolcetti: "E' un grandissimo, il suo calcio è libero, aperto e pragmatico, non vuole fare spettacolo"
29.07.2026 13:42 di Napoli Magazine
aA

Aldo Dolcetti, storico collaboratore di Allegri, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Allegri? Un grandissimo, un top internazionale, anche se all’estero non ha mai voluto allenare. Capisce i giocatori, sa metterli nelle migliori condizioni per farli rendere al massimo. Non si pone davanti a loro, non costruisce un modello di gioco in cui imporre qualcosa. Lascia libertà espressiva. Il suo calcio è libero, aperto e pragmatico. Punta a vincere e a rivincere. Io penso che i problemi siano iniziati con la stupida contrapposizione tra giochisti e risultatisti, montata come una specie di guerra tra il bene e il male, una questione ideologica. Max non vuole fare spettacolo per lo spettacolo, e ha ragione. Gli rimprovero soltanto un difetto di comunicazione. Non è riuscito a ‘vendere’ nel modo giusto i suoi successi, le sue imprese. Ha sempre minimizzato, quando avrebbe dovuto fare un po’ di marketing della vittoria. Sul piano tecnico, tra Allegri e Ancelotti non ci sono tutte queste differenze, ma loro vengono percepiti in modo diverso. A Max è stata appiccicata una etichetta scorretta ed è difficile togliersela di dosso".

ULTIMISSIME IN EVIDENZA
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
ALLEGRI - L'ex collaboratore Dolcetti: "E' un grandissimo, il suo calcio è libero, aperto e pragmatico, non vuole fare spettacolo"

di Redazione

29/07/2026 - 13:42

Aldo Dolcetti, storico collaboratore di Allegri, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Allegri? Un grandissimo, un top internazionale, anche se all’estero non ha mai voluto allenare. Capisce i giocatori, sa metterli nelle migliori condizioni per farli rendere al massimo. Non si pone davanti a loro, non costruisce un modello di gioco in cui imporre qualcosa. Lascia libertà espressiva. Il suo calcio è libero, aperto e pragmatico. Punta a vincere e a rivincere. Io penso che i problemi siano iniziati con la stupida contrapposizione tra giochisti e risultatisti, montata come una specie di guerra tra il bene e il male, una questione ideologica. Max non vuole fare spettacolo per lo spettacolo, e ha ragione. Gli rimprovero soltanto un difetto di comunicazione. Non è riuscito a ‘vendere’ nel modo giusto i suoi successi, le sue imprese. Ha sempre minimizzato, quando avrebbe dovuto fare un po’ di marketing della vittoria. Sul piano tecnico, tra Allegri e Ancelotti non ci sono tutte queste differenze, ma loro vengono percepiti in modo diverso. A Max è stata appiccicata una etichetta scorretta ed è difficile togliersela di dosso".