Scott McTominay, centrocampista del Napoli, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport. Ecco un altro breve estratto: "Cinque anni fa ricevevo critiche perchè difendevo troppo? È vero... Le critiche fanno parte del calcio, l’ho sempre saputo e non mi sono mai offeso. Fa parte del lavoro dei giornalisti, dei media, dei social... è normale. Però non influiscono sul modo in cui gioco o su come vedo la partita. Non mi fanno star sveglio la notte. Il giudizio della gente è importante, ma le parole che contano realmente sono quelle dell’allenatore: se giochi e stai facendo ciò che lui ritiene sia giusto, sei a posto. Le simulazioni sono tornate a essere un tema di strettissima attualità. C’è chi le considera parte del gioco e chi invece non le accetta proprio? Io penso che il calcio stia diventando soft, morbido. Alcune decisioni sono molto, troppo tenere. Non ero abituato a questo tipo di sensazioni quando ero un ragazzino: ci insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Ora il minimo tocco può portare a un cartellino giallo... Non tocca a me trarre le conclusioni, ma trovo che ci sia troppa attenzione, una sensibilità eccessiva".
di Redazione
20/02/2026 - 11:51
Scott McTominay, centrocampista del Napoli, ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport. Ecco un altro breve estratto: "Cinque anni fa ricevevo critiche perchè difendevo troppo? È vero... Le critiche fanno parte del calcio, l’ho sempre saputo e non mi sono mai offeso. Fa parte del lavoro dei giornalisti, dei media, dei social... è normale. Però non influiscono sul modo in cui gioco o su come vedo la partita. Non mi fanno star sveglio la notte. Il giudizio della gente è importante, ma le parole che contano realmente sono quelle dell’allenatore: se giochi e stai facendo ciò che lui ritiene sia giusto, sei a posto. Le simulazioni sono tornate a essere un tema di strettissima attualità. C’è chi le considera parte del gioco e chi invece non le accetta proprio? Io penso che il calcio stia diventando soft, morbido. Alcune decisioni sono molto, troppo tenere. Non ero abituato a questo tipo di sensazioni quando ero un ragazzino: ci insegnavano a contrastare onestamente e con forza. Ora il minimo tocco può portare a un cartellino giallo... Non tocca a me trarre le conclusioni, ma trovo che ci sia troppa attenzione, una sensibilità eccessiva".