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DALL'ARABIA - Simone Inzaghi: "Io al posto di Gattuso? Sono lusingato ma qui non vivo bene, di più, sono sicurissimo che il calcio italiano si riprenderà presto, stressanti gli anni all'Inter"
05.04.2026 11:49 di Napoli Magazine
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Simone Inzaghi, tecnico dell'Al-Hilal, ha rilasciato un'intervista al quotidiano Libertà di Piacenza, nella quale ha affrontato anche il tema della Nazionale: "Io al posto di Gattuso? Sono lusingato ma in Arabia non vivo bene, di più e ho un altro anno di contratto con l'Al-Hilal. In Arabia Saudita ho trovato una situazione fantastica sotto tutti i punti di vista: lo stile di vita, le infrastrutture sportive e non, la serenità che riesce ad accompagnarti anche in un lavoro che può essere stressante come il mio. Guadagnare tanto fa piacere, è ovvio (27 milioni netti all'anno), ma a spingermi qui sono state altre considerazioni, non avevo bisogno di denaro, per fortuna. Gli anni all'Inter sono stati molto soddisfacenti dal punto di vista professionale ma anche molto stressanti. Ho sentito il bisogno di rivivere il calcio ad alto livello, ma staccando la spina da un carico di pressioni che era diventato molto pesante. In Arabia le cose sono molto diverse. Mi fa un grande dispiacere che l'Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila, sono italiano al cento per cento, mio fratello un Mondiale lo ha anche vinto. Sono sicurissimo che il calcio italiano si riprenderà presto".

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DALL'ARABIA - Simone Inzaghi: "Io al posto di Gattuso? Sono lusingato ma qui non vivo bene, di più, sono sicurissimo che il calcio italiano si riprenderà presto, stressanti gli anni all'Inter"

di Redazione

05/04/2026 - 11:49

Simone Inzaghi, tecnico dell'Al-Hilal, ha rilasciato un'intervista al quotidiano Libertà di Piacenza, nella quale ha affrontato anche il tema della Nazionale: "Io al posto di Gattuso? Sono lusingato ma in Arabia non vivo bene, di più e ho un altro anno di contratto con l'Al-Hilal. In Arabia Saudita ho trovato una situazione fantastica sotto tutti i punti di vista: lo stile di vita, le infrastrutture sportive e non, la serenità che riesce ad accompagnarti anche in un lavoro che può essere stressante come il mio. Guadagnare tanto fa piacere, è ovvio (27 milioni netti all'anno), ma a spingermi qui sono state altre considerazioni, non avevo bisogno di denaro, per fortuna. Gli anni all'Inter sono stati molto soddisfacenti dal punto di vista professionale ma anche molto stressanti. Ho sentito il bisogno di rivivere il calcio ad alto livello, ma staccando la spina da un carico di pressioni che era diventato molto pesante. In Arabia le cose sono molto diverse. Mi fa un grande dispiacere che l'Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila, sono italiano al cento per cento, mio fratello un Mondiale lo ha anche vinto. Sono sicurissimo che il calcio italiano si riprenderà presto".