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DAZN - Pavoletti: "A Napoli stavo perdendo la passione, poi ho messo da parte la paura e me la sono goduta, Il popolo napoletano è straordinario, in quei sei mesi trovai uno spogliatoio unico, Mertens e Reina nel cuore"
03.06.2026 13:05 di Napoli Magazine
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Leonardo Pavoletti, ex attaccante e simbolo del Cagliari, è il protagonista della nuova puntata di Giorgia’s Secret, il format originale ideato e condotto da Giorgia Rossi e disponibile in esclusiva su DAZN.

La nuova puntata è teatro di una conversazione intensa e profondamente personale con l’attaccante livornese, tra i volti più riconoscibili del calcio italiano, che si apre su carriera, affetti e su un futuro ancora tutto da scrivere.

Girata al Centro Sportivo di Assemini del Cagliari Calcio, l’intervista attraversa tutta la traiettoria umana e sportiva di Pavoletti: l’infanzia a Livorno, il tennis lasciato per il calcio, la lunga gavetta, il tardivo approdo in Serie A con il tributo a Ibrahimovic, la consacrazione con Gasperini al Genoa, il rapporto con Ranieri, i mesi complicati al Napoli con Sarri, la rinascita in Sardegna, il gol al 94’ contro il Bari che ha riportato i rossoblù in Serie A, fino alla sua attuale condizione fisica post intervento e uno sguardo al futuro.

Di seguito alcune delle dichiarazioni di Leonardo Pavoletti rilasciate nella puntata di Giorgia’s Secret, disponibile in esclusiva su DAZN:

Sul legame con la Sardegna e il Cagliari: "Cagliari ci ha conquistato. I miei figli sono nati qui. Il primo anno non avevo sentito niente di speciale, ma poi i sardi ti studiano, ti capiscono e ti amano. Il rapporto cambiava, non per i gol ma per il rispetto”.
 
Sulla sua crescita calcistica: “In Serie A sono arrivato tardi ma me la sono goduta. Ricordo l’emozione unica di avere la maglia personalizzata col numero 8, in onore di Zlatan Ibrahimovic”.
 
Sul Genoa e Gasperini: “A Genoa svoltai: c’era Gasperini che è il numero 1. Soprattutto con gli attaccanti. Gasp ha il suo caratterino: ricordo la prima ‘sveglia’ che mi diede con un video tattico tutto contro di me [...], ma servì. Io capii, migliorai, fin quando mi disse alla fine di un allenamento: ‘Pavo, ci siamo’. E da lì in poi iniziai a segnare”.
 
Parole di grande stima anche per Claudio Ranieri: “Ranieri è un altro grandissimo. Aggiusta le situazioni, mette ordine. Ognuno con Ranieri deve fare il suo lavoro, i ruoli sono chiari e distinti. Ranieri è pazzesco in partita perché ha delle intuizioni pazzesche, a volte inspiegabili”.
 
Sulla parentesi al Napoli: “A Napoli ho fallito un po’. Stavo perdendo la passione e il fuoco per il calcio. Avevo tanta paura. Ero terrorizzato. Quando ho messo da parte la paura, me la sono goduta. Il popolo napoletano è straordinario. In quei sei mesi trovai uno spogliatoio unico. Più si va su come qualità, più i giocatori sono persone migliori. Ciro Mertens e Pepe Reina li porto nel cuore”.

 

Su Palestra ed Esposito: “Marco è fortissimo. Deve capire che sarà una vita a combattere contro se stesso, che ogni giorno deve essere meglio del Palestra di ieri. Può fare una carriera che ancora non immagina. È già pronto per l’Inter. Seba Esposito è un fenomeno. Ha dei colpi da campioncino vero. Deve diventare professionista: mi ha promesso che rimarrà sé stesso, ma migliorerà. Lui e Pio Esposito potrebbero diventare la coppia della Nazionale, hanno un rapporto unico”.

Sulla chiusura dell’avventura da calciatore rossoblù: “Cavoli, è finita, devo pensare a cosa fare da grande, finisce un capitolo della vita. Ora voglio fare il padre, poi il resto lo costruirò, cercando di ascoltare dritte da persone più brave ed esperte di me”.
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DAZN - Pavoletti: "A Napoli stavo perdendo la passione, poi ho messo da parte la paura e me la sono goduta, Il popolo napoletano è straordinario, in quei sei mesi trovai uno spogliatoio unico, Mertens e Reina nel cuore"

di Redazione

03/06/2026 - 13:05

Leonardo Pavoletti, ex attaccante e simbolo del Cagliari, è il protagonista della nuova puntata di Giorgia’s Secret, il format originale ideato e condotto da Giorgia Rossi e disponibile in esclusiva su DAZN.

La nuova puntata è teatro di una conversazione intensa e profondamente personale con l’attaccante livornese, tra i volti più riconoscibili del calcio italiano, che si apre su carriera, affetti e su un futuro ancora tutto da scrivere.

Girata al Centro Sportivo di Assemini del Cagliari Calcio, l’intervista attraversa tutta la traiettoria umana e sportiva di Pavoletti: l’infanzia a Livorno, il tennis lasciato per il calcio, la lunga gavetta, il tardivo approdo in Serie A con il tributo a Ibrahimovic, la consacrazione con Gasperini al Genoa, il rapporto con Ranieri, i mesi complicati al Napoli con Sarri, la rinascita in Sardegna, il gol al 94’ contro il Bari che ha riportato i rossoblù in Serie A, fino alla sua attuale condizione fisica post intervento e uno sguardo al futuro.

Di seguito alcune delle dichiarazioni di Leonardo Pavoletti rilasciate nella puntata di Giorgia’s Secret, disponibile in esclusiva su DAZN:

Sul legame con la Sardegna e il Cagliari: "Cagliari ci ha conquistato. I miei figli sono nati qui. Il primo anno non avevo sentito niente di speciale, ma poi i sardi ti studiano, ti capiscono e ti amano. Il rapporto cambiava, non per i gol ma per il rispetto”.
 
Sulla sua crescita calcistica: “In Serie A sono arrivato tardi ma me la sono goduta. Ricordo l’emozione unica di avere la maglia personalizzata col numero 8, in onore di Zlatan Ibrahimovic”.
 
Sul Genoa e Gasperini: “A Genoa svoltai: c’era Gasperini che è il numero 1. Soprattutto con gli attaccanti. Gasp ha il suo caratterino: ricordo la prima ‘sveglia’ che mi diede con un video tattico tutto contro di me [...], ma servì. Io capii, migliorai, fin quando mi disse alla fine di un allenamento: ‘Pavo, ci siamo’. E da lì in poi iniziai a segnare”.
 
Parole di grande stima anche per Claudio Ranieri: “Ranieri è un altro grandissimo. Aggiusta le situazioni, mette ordine. Ognuno con Ranieri deve fare il suo lavoro, i ruoli sono chiari e distinti. Ranieri è pazzesco in partita perché ha delle intuizioni pazzesche, a volte inspiegabili”.
 
Sulla parentesi al Napoli: “A Napoli ho fallito un po’. Stavo perdendo la passione e il fuoco per il calcio. Avevo tanta paura. Ero terrorizzato. Quando ho messo da parte la paura, me la sono goduta. Il popolo napoletano è straordinario. In quei sei mesi trovai uno spogliatoio unico. Più si va su come qualità, più i giocatori sono persone migliori. Ciro Mertens e Pepe Reina li porto nel cuore”.

 

Su Palestra ed Esposito: “Marco è fortissimo. Deve capire che sarà una vita a combattere contro se stesso, che ogni giorno deve essere meglio del Palestra di ieri. Può fare una carriera che ancora non immagina. È già pronto per l’Inter. Seba Esposito è un fenomeno. Ha dei colpi da campioncino vero. Deve diventare professionista: mi ha promesso che rimarrà sé stesso, ma migliorerà. Lui e Pio Esposito potrebbero diventare la coppia della Nazionale, hanno un rapporto unico”.

Sulla chiusura dell’avventura da calciatore rossoblù: “Cavoli, è finita, devo pensare a cosa fare da grande, finisce un capitolo della vita. Ora voglio fare il padre, poi il resto lo costruirò, cercando di ascoltare dritte da persone più brave ed esperte di me”.