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FIGC - Malagò: "Nuovo c.t. dell'Italia? Stiamo parlando con Guardiola, per lui potremmo fare un'eccezione, ma non è detto che vada in porto"
21.07.2026 22:11 di Napoli Magazine
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“Stiamo parlando con Pep Guardiola”. Giovanni Malagò, presidente della Federcalcio, ha ammesso i contatti per la Nazionale nell’intervista a Cronache di Spogliatoio: “Se tu scegli un direttore generale e un amministratore delegato, e gli dai un incarico, e lui ha vinto le sue resistenze, perché questa parola gli ha dato fiducia, poi non puoi andare lì e dire che prendiamo Mario Rossi o Giorgio Bianchi. Il nome deve essere frutto di qualcosa di condiviso. Ci sono anche aspetti finanziari, di budget. Sul breve-medio periodo, dire che c’è da stringere la cinghia è dire poco. Però ci sono state delle eccezioni, che, per esempio, possono riguardare il nome che è così prepotente, Guardiola. Sono eccezioni per ovvi motivi. Non è detto che questa cosa vada in porto: credo sia stato giusto aprire un dialogo. Non è assolutamente una mancanza di dialogo verso altri soggetti, con cui il confronto è già partito. Poi uno può puntare su qualcuno che sia, a livello generazionale, di un’altra scuola. Guardiola, Pirlo o Mancini? Non va ristretto a loro tre, però il nome di cui parlate rientra in questa categoria”.

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FIGC - Malagò: "Nuovo c.t. dell'Italia? Stiamo parlando con Guardiola, per lui potremmo fare un'eccezione, ma non è detto che vada in porto"

di Redazione

21/07/2026 - 22:11

“Stiamo parlando con Pep Guardiola”. Giovanni Malagò, presidente della Federcalcio, ha ammesso i contatti per la Nazionale nell’intervista a Cronache di Spogliatoio: “Se tu scegli un direttore generale e un amministratore delegato, e gli dai un incarico, e lui ha vinto le sue resistenze, perché questa parola gli ha dato fiducia, poi non puoi andare lì e dire che prendiamo Mario Rossi o Giorgio Bianchi. Il nome deve essere frutto di qualcosa di condiviso. Ci sono anche aspetti finanziari, di budget. Sul breve-medio periodo, dire che c’è da stringere la cinghia è dire poco. Però ci sono state delle eccezioni, che, per esempio, possono riguardare il nome che è così prepotente, Guardiola. Sono eccezioni per ovvi motivi. Non è detto che questa cosa vada in porto: credo sia stato giusto aprire un dialogo. Non è assolutamente una mancanza di dialogo verso altri soggetti, con cui il confronto è già partito. Poi uno può puntare su qualcuno che sia, a livello generazionale, di un’altra scuola. Guardiola, Pirlo o Mancini? Non va ristretto a loro tre, però il nome di cui parlate rientra in questa categoria”.