NAPOLI - Termina con una vittoria al Maradona la stagione del Napoli e il biennio di Antonio Conte. Gli azzurri superano di misura l’Udinese e blindano il secondo posto a quota 76 punti. Una partita dolce amara per il Napoli, che da una parte conquista i tre punti grazie all’asse De Bruyne-Hojlund, ma dall’altra vede sulla sua strada l’ennesimo intoppo con gli infortuni di Alisson Santos e Lobotka, a conferma di un’annata complessa sotto questo aspetto. Tra i protagonisti del match c’è sicuramente Kevin De Bruyne: quando è nel mood giusto, riesce a fare la differenza anche con una semplice giocata. Ed è proprio quello che è avvenuto contro l’Udinese: un assist illuminante per il gol di Hojlund che decide la partita. La partita contro l’Udinese ha segnato non solo l’addio di Antonio Conte, ma anche probabilmente quello di Juan Jesus. Il brasiliano, in campo all’inizio del secondo tempo, ha salutato il Maradona nel migliore dei modi, con una prestazione attenta ed efficace. Ho apprezzato molto la scelta di Conte di lasciare spazio anche a Nikita Contini: il suo ruolo è per assurdo quello più complicato da gestire all’interno di un gruppo. Se ami giocare a calcio, fare il terzo portiere non è proprio semplicissimo, perché tutti i giocatori vogliono spazio. Va detto, però, che Contini l’ha saputo interpretare con massima umiltà e professionalità, senza mai creare inutili tensioni per giocare, quindi giustissimo concedere anche al lui l’applauso del Maradona.
L’UOMO IN PIU’ – Tra un addio e l’altro, c’è chi resta e si avvia ad essere il futuro del Napoli. La conferma di Rasmus Hojlund non è mai stata in discussione, nonostante il suo arrivo sia stato un po' un caso, dopo l’infortunio di Romelu Lukaku. Il danese, nel corso di questa stagione, si è messo completamente a disposizione di Antonio Conte, lavorando duramente per interpretare un lavoro che inizialmente era molto lontano da lui. Il gol contro l’Udinese rappresenta l’essenza di chi è Rasmus Hojlund, perché quando attacca la profondità raramente fallisce. Non solo il gol, ma Hojlund si è ritrovato a “combattere” contro gli avversari come ormai da consuetudine in questa stagione e, nella ripresa, da una svolta ulteriore al match, procurando anche l’espulsione di Kabasele. Il Napoli riparte per costruire una nuova stagione, ma con la certezza di avere un attaccante che in un anno con Conte è cresciuto molto, ma che ha la necessità di avere al suo fianco chi lo aiuta a migliorare la vena realizzativa. L’asse con De Bruyne è un monito per la prossima stagione: servito al meglio, il danese può risultare ancora più devastante.
Napoli-Udinese non ha sancito solo la fine della stagione degli azzurri, ma anche l’addio di Antonio Conte. Il tecnico leccese lascia da “vincente”: uno Scudetto, una Supecoppa e un secondo posto, perché lui in Italia o arriva primo o secondo. Il Maradona ha saputo riconoscere il grande lavoro fatto da Conte, omaggiandolo a fine partita nella maniera più emozionante possibile. Un giusto riconoscimento per chi ha dato tutto sè stesso a questo club. Di questa giornata, sicuramente ricorderemo la conferenza stampa congiunta con Aurelio De Laurentiis: un mix di estrema franchezza, ma anche un surreale puro cinema. Tra un telefono che squilla incessantemente e una velata frecciatina del tecnico a “sarà qualche procuratore che chiama per qualche rinnovo”, l’allenatore si congeda da Napoli perché, a suo dire, non è riuscito a compattare l’ambiente. Le critiche ci stanno, se costruttive e fatte su qualcosa di concreto, ma sarebbe importante lascarsi scivolare addosso quelle che sono prive di fondamento. Di De Laurentiis ho apprezzato l’abile facoltà di continuare il discorso, nonostante i vari “tentativi” del suo cellulare di mandarlo in confusione. Non sono completamente sicura che sia solo questo il motivo del suo addio, ma se scegli pubblicamente di lasciarti “in buona”, è anche giusto che il resto avvenga “face to face”. Una cosa, però, mi sento di dirla: nel corso di questa stagione, sono avvenute cose che hanno lasciato grandi perplessità, forse abbandonare le conferenze pre partita non è stata una mossa ideale, perché sarebbero servite anche a chiarire determinate situazioni. Ora non è più tempo di soffermarsi sul passato, ma la cosa più importante è costruire un futuro che porti il Napoli ad alzare il suo livello anche in Europa, ripartendo dalle certezze e qualche innesto all’altezza, allontanando soprattutto gli spettri del passato del post Spalletti.
Preziosa Lombardi
Napoli Magazine
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di Redazione
25/05/2026 - 17:30
NAPOLI - Termina con una vittoria al Maradona la stagione del Napoli e il biennio di Antonio Conte. Gli azzurri superano di misura l’Udinese e blindano il secondo posto a quota 76 punti. Una partita dolce amara per il Napoli, che da una parte conquista i tre punti grazie all’asse De Bruyne-Hojlund, ma dall’altra vede sulla sua strada l’ennesimo intoppo con gli infortuni di Alisson Santos e Lobotka, a conferma di un’annata complessa sotto questo aspetto. Tra i protagonisti del match c’è sicuramente Kevin De Bruyne: quando è nel mood giusto, riesce a fare la differenza anche con una semplice giocata. Ed è proprio quello che è avvenuto contro l’Udinese: un assist illuminante per il gol di Hojlund che decide la partita. La partita contro l’Udinese ha segnato non solo l’addio di Antonio Conte, ma anche probabilmente quello di Juan Jesus. Il brasiliano, in campo all’inizio del secondo tempo, ha salutato il Maradona nel migliore dei modi, con una prestazione attenta ed efficace. Ho apprezzato molto la scelta di Conte di lasciare spazio anche a Nikita Contini: il suo ruolo è per assurdo quello più complicato da gestire all’interno di un gruppo. Se ami giocare a calcio, fare il terzo portiere non è proprio semplicissimo, perché tutti i giocatori vogliono spazio. Va detto, però, che Contini l’ha saputo interpretare con massima umiltà e professionalità, senza mai creare inutili tensioni per giocare, quindi giustissimo concedere anche al lui l’applauso del Maradona.
L’UOMO IN PIU’ – Tra un addio e l’altro, c’è chi resta e si avvia ad essere il futuro del Napoli. La conferma di Rasmus Hojlund non è mai stata in discussione, nonostante il suo arrivo sia stato un po' un caso, dopo l’infortunio di Romelu Lukaku. Il danese, nel corso di questa stagione, si è messo completamente a disposizione di Antonio Conte, lavorando duramente per interpretare un lavoro che inizialmente era molto lontano da lui. Il gol contro l’Udinese rappresenta l’essenza di chi è Rasmus Hojlund, perché quando attacca la profondità raramente fallisce. Non solo il gol, ma Hojlund si è ritrovato a “combattere” contro gli avversari come ormai da consuetudine in questa stagione e, nella ripresa, da una svolta ulteriore al match, procurando anche l’espulsione di Kabasele. Il Napoli riparte per costruire una nuova stagione, ma con la certezza di avere un attaccante che in un anno con Conte è cresciuto molto, ma che ha la necessità di avere al suo fianco chi lo aiuta a migliorare la vena realizzativa. L’asse con De Bruyne è un monito per la prossima stagione: servito al meglio, il danese può risultare ancora più devastante.
Napoli-Udinese non ha sancito solo la fine della stagione degli azzurri, ma anche l’addio di Antonio Conte. Il tecnico leccese lascia da “vincente”: uno Scudetto, una Supecoppa e un secondo posto, perché lui in Italia o arriva primo o secondo. Il Maradona ha saputo riconoscere il grande lavoro fatto da Conte, omaggiandolo a fine partita nella maniera più emozionante possibile. Un giusto riconoscimento per chi ha dato tutto sè stesso a questo club. Di questa giornata, sicuramente ricorderemo la conferenza stampa congiunta con Aurelio De Laurentiis: un mix di estrema franchezza, ma anche un surreale puro cinema. Tra un telefono che squilla incessantemente e una velata frecciatina del tecnico a “sarà qualche procuratore che chiama per qualche rinnovo”, l’allenatore si congeda da Napoli perché, a suo dire, non è riuscito a compattare l’ambiente. Le critiche ci stanno, se costruttive e fatte su qualcosa di concreto, ma sarebbe importante lascarsi scivolare addosso quelle che sono prive di fondamento. Di De Laurentiis ho apprezzato l’abile facoltà di continuare il discorso, nonostante i vari “tentativi” del suo cellulare di mandarlo in confusione. Non sono completamente sicura che sia solo questo il motivo del suo addio, ma se scegli pubblicamente di lasciarti “in buona”, è anche giusto che il resto avvenga “face to face”. Una cosa, però, mi sento di dirla: nel corso di questa stagione, sono avvenute cose che hanno lasciato grandi perplessità, forse abbandonare le conferenze pre partita non è stata una mossa ideale, perché sarebbero servite anche a chiarire determinate situazioni. Ora non è più tempo di soffermarsi sul passato, ma la cosa più importante è costruire un futuro che porti il Napoli ad alzare il suo livello anche in Europa, ripartendo dalle certezze e qualche innesto all’altezza, allontanando soprattutto gli spettri del passato del post Spalletti.
Preziosa Lombardi
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