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IL COMMENTO - Antonio Conte: "Italia? E' l’ora dei fatti, non delle chiacchiere, saltare tre Mondiali di fila è stata un'impresa al contrario"
15.07.2026 08:26 di Napoli Magazine
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Antonio Conte, ex allenatore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Mondiali? Messi è andato oltre le aspettative, ancora una volta. Si è presentato in una condizione incredibile che dimostra la professionalità e la voglia: a 39 anni è ancora determinante. Kane è un grande nove, ma è anche quasi un dieci: capisce i movimenti, sa quando abbassarsi e fare il regista. Giocatore eccezionale, di grande qualità tecnica. Era ingiusto che non avesse vinto nulla, nel Bayern finalmente si sta prendendo le soddisfazioni che merita. E chissà non ci riesca anche in nazionale. Lautaro? C’è un’Inter con lui e senza: la sua presenza sposta tanto. L’azione nel terzo gol dell’Argentina all’Egitto è passata un po’ inosservata, ma è pazzesca: ha risalito il campo, ha difeso palla, ha lasciato a Enzo Fernandez il tempo di arrivare e ha fatto un cross perfetto. Non ti aspetti da un nove una giocata del genere. Una parola sull’Italia? Ne sono state dette troppe. E’ l’ora dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo saltare tre Mondiali di fila: è stata compiuta un’impresa al contrario”.

L'ex allenatore del Napoli ha poi svelato i nomi dei calciatori che più l'hanno impressionato in questo Mondiale: "Mi sono piaciuti Hassan l'esterno dell'Egitto, Bouaddi il centrocampista del Marocco; e Oulai il centrocampista della Costa d'Avorio".

Conte ha infine parlato di tattica: "La pressione alta ci sarà, ma non di continuo. Al Mondiale, forse per il caldo, ne abbiamo vista poca. In campionato o nelle coppe ce n’è di più. Per essere davvero efficace, va fatta uomo su uomo, altrimenti il rischio di essere superati è troppo alto. Puoi abbassarti, difenderti e poi risalire con le pressioni. L’atteggiamento di una squadra ormai è determinato dal numero di giocatori con cui attacca e con cui viene attaccata. Ecco perché non ha più senso parlare di moduli o di difesa a tre o a quattro. Si difende sempre in cinque o sei, perché non si può più concedere la superiorità numerica a un avversario che viene su con sei elementi. E quando attacchi, devi essere bravo a proteggerti: bisogna essere pessimisti e fare bene le preventive intuendo lo sviluppo avversario se perdi palla. Proprio così, è cambiato tutto. Adesso esistono un sistema offensivo e un sistema difensivo. Contano i riferimenti: io ad Alisson chiedevo di seguire il terzino avversario che spingeva. In attacco possiamo giocare 3-2-5 e decidere se tra i tre dietro c’è un terzino oltre ai due centrali o magari c’è il play che si abbassa. Oppure 2-3-5 e perfino 2-2-6. Ma poi, quando difendi, di base sei con il 4-4-2 e spesso con il 5-4-1. I vecchi moduli raccontano un calcio che non c’è più, bisogna ragionare in modo diverso”.

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IL COMMENTO - Antonio Conte: "Italia? E' l’ora dei fatti, non delle chiacchiere, saltare tre Mondiali di fila è stata un'impresa al contrario"

di Redazione

15/07/2026 - 08:26

Antonio Conte, ex allenatore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "Mondiali? Messi è andato oltre le aspettative, ancora una volta. Si è presentato in una condizione incredibile che dimostra la professionalità e la voglia: a 39 anni è ancora determinante. Kane è un grande nove, ma è anche quasi un dieci: capisce i movimenti, sa quando abbassarsi e fare il regista. Giocatore eccezionale, di grande qualità tecnica. Era ingiusto che non avesse vinto nulla, nel Bayern finalmente si sta prendendo le soddisfazioni che merita. E chissà non ci riesca anche in nazionale. Lautaro? C’è un’Inter con lui e senza: la sua presenza sposta tanto. L’azione nel terzo gol dell’Argentina all’Egitto è passata un po’ inosservata, ma è pazzesca: ha risalito il campo, ha difeso palla, ha lasciato a Enzo Fernandez il tempo di arrivare e ha fatto un cross perfetto. Non ti aspetti da un nove una giocata del genere. Una parola sull’Italia? Ne sono state dette troppe. E’ l’ora dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo saltare tre Mondiali di fila: è stata compiuta un’impresa al contrario”.

L'ex allenatore del Napoli ha poi svelato i nomi dei calciatori che più l'hanno impressionato in questo Mondiale: "Mi sono piaciuti Hassan l'esterno dell'Egitto, Bouaddi il centrocampista del Marocco; e Oulai il centrocampista della Costa d'Avorio".

Conte ha infine parlato di tattica: "La pressione alta ci sarà, ma non di continuo. Al Mondiale, forse per il caldo, ne abbiamo vista poca. In campionato o nelle coppe ce n’è di più. Per essere davvero efficace, va fatta uomo su uomo, altrimenti il rischio di essere superati è troppo alto. Puoi abbassarti, difenderti e poi risalire con le pressioni. L’atteggiamento di una squadra ormai è determinato dal numero di giocatori con cui attacca e con cui viene attaccata. Ecco perché non ha più senso parlare di moduli o di difesa a tre o a quattro. Si difende sempre in cinque o sei, perché non si può più concedere la superiorità numerica a un avversario che viene su con sei elementi. E quando attacchi, devi essere bravo a proteggerti: bisogna essere pessimisti e fare bene le preventive intuendo lo sviluppo avversario se perdi palla. Proprio così, è cambiato tutto. Adesso esistono un sistema offensivo e un sistema difensivo. Contano i riferimenti: io ad Alisson chiedevo di seguire il terzino avversario che spingeva. In attacco possiamo giocare 3-2-5 e decidere se tra i tre dietro c’è un terzino oltre ai due centrali o magari c’è il play che si abbassa. Oppure 2-3-5 e perfino 2-2-6. Ma poi, quando difendi, di base sei con il 4-4-2 e spesso con il 5-4-1. I vecchi moduli raccontano un calcio che non c’è più, bisogna ragionare in modo diverso”.