A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, presidente dell’Aioc ed ex direttore sportivo di Napoli ed Atalanta.
Il prossimo difensore centrale dell'Inter potrebbe arrivare dal Chelsea e il nome è quello di Trevor Chalobah, un calciatore che credo non abbia bisogno di presentazioni. Ho visto però una parte della piazza nerazzurra piuttosto scettica. Che profilo è?
“Chalobah è un difensore che, dal punto di vista fisico, ha tutte le caratteristiche che deve avere un grande centrale. Il vero punto interrogativo riguarda la testa. Molti si aspettavano che mantenesse un rendimento costante ad altissimi livelli, invece ha avuto qualche momento di discontinuità che ha lasciato qualche perplessità. Negli ultimi tempi ha giocato meno e ha avuto anche qualche problema. Detto questo, bisogna considerare che il calcio inglese è molto diverso da quello italiano, sia come metodo di allenamento sia come stile di vita. In Inghilterra certe situazioni vengono vissute con maggiore naturalezza, mentre in Italia tutto assume una risonanza diversa. Per questo motivo è un giocatore che va valutato nel nostro contesto".
Da quello che filtra, l'idea sarebbe quella di affidargli il ruolo di centrale titolare, spostando Akanji sul centro-destra della difesa. Le piace questa soluzione?
“Così, sulla carta, non mi convince del tutto. Akanji ha sempre interpretato molto bene quel ruolo, sia nel club sia con la Svizzera. Spostarlo significa chiedergli di adattarsi a letture e movimenti differenti, perché giocare all'esterno della linea difensiva è molto diverso rispetto al centro. Detto questo, conosco molto bene chi prende queste decisioni e sono certo che abbia valutato attentamente ogni aspetto. Se sarà questa la scelta, significa che ci sarà stata una riflessione approfondita".
Restando sul tema mercato, c'è un'altra situazione importante da affrontare in casa Napoli: quella delle cessioni. Oggi il club ha circa trentotto calciatori sotto contratto. Viene spontaneo chiedersi se, nelle ultime due stagioni, non sia stato commesso qualche errore nella costruzione della rosa.
“Non parlerei di errori. Molto spesso sono le dinamiche del mercato a rendere complicate determinate operazioni. I procuratori difficilmente accettano un ridimensionamento economico dei propri assistiti e, quando un giocatore cambia squadra, spesso chiedono addirittura un aumento dell'ingaggio. Questo rende molto più difficile piazzare determinati calciatori. Inoltre oggi il mercato è cambiato: alcune formule vengono utilizzate meno rispetto al passato e trovare una sistemazione agli esuberi è diventato complicato per tutte le società italiane, non solo per il Napoli. Nel frattempo continuano ad arrivare giovani interessanti dai settori giovanili e questo aumenta ulteriormente il numero dei giocatori in rosa. È una situazione che riguarda un po' tutti".
Però ci troviamo davanti a una rosa molto ampia. Ci sono giocatori pagati anche cifre importanti che oggi sono fuori dal progetto tecnico. Possiamo dire che qualcosa non abbia funzionato?
“Sono situazioni che possono verificarsi nella costruzione di una rosa. Un calciatore può essere molto forte e avere un valore importante, ma ritrovarsi improvvisamente come seconda o terza scelta. Quando percepisce anche uno stipendio elevato, diventa inevitabilmente più difficile trovargli una nuova sistemazione. Sono giocatori che hanno esperienza internazionale e che continuano ad avere mercato, ma bisogna trovare l'incastro giusto. Con l'avvicinarsi del ritiro tutto diventa ancora più complesso".
Massimiliano Allegri è stato appena annunciato ufficialmente dal presidente Aurelio De Laurentiis e prende il posto di Antonio Conte. Per il Napoli è un upgrade o un downgrade?
“È una domanda molto difficile. All'inizio tutti sono ottimisti, poi basta qualche risultato negativo o qualche episodio per cambiare completamente i giudizi. Quando hai una rosa ricca di giocatori importanti, la gestione diventa molto delicata. Allegri è un allenatore di grandissima esperienza e saprà affrontare questa situazione".
A lui spetterà anche il compito di rilanciare diversi elementi della rosa. Il Napoli resta una squadra di grande qualità, ma arriva da una stagione condizionata da numerosi infortuni muscolari e da tante difficoltà. Probabilmente servirà anche ritrovare fiducia. Da questo punto di vista Allegri è una garanzia.
“Dal punto di vista professionale Allegri è tra i migliori. Poi, naturalmente, esistono situazioni che nessun allenatore può controllare. Quando le aspettative sono molto alte e i risultati non arrivano subito, è facile che si creino tensioni all'interno del gruppo. Sono piccoli episodi che possono diventare problemi molto grandi. L'esperienza di Allegri sarà fondamentale proprio per gestire queste dinamiche e riportare serenità".
Il Milan ha investito circa 74 milioni di euro più bonus per Gonzalo Ramos. Lei è sempre stato un sostenitore dell'importanza dello scouting. Davvero non c'erano profili più giovani, con caratteristiche simili e costi inferiori?
“Secondo me le alternative esistono sempre. Il problema è che spesso le società vengono orientate da procuratori, media o da dinamiche interne che finiscono per influenzare alcune scelte. Gonzalo Ramos è certamente un buon giocatore e questo non si discute, ma una valutazione di quel livello mi sembra molto elevata. Personalmente avrei investito su un profilo più giovane, magari con un margine di rischio maggiore ma anche con prospettive di crescita più importanti. Nessun acquisto offre garanzie assolute, nemmeno un giocatore pagato così tanto".
In effetti il campionato italiano continua a rappresentare uno dei banchi di prova più difficili.
“Assolutamente sì. Venire a giocare in Italia non è semplice. Servono qualità tecniche, ma soprattutto mentalità, equilibrio familiare e grande disponibilità al sacrificio. Chi arriva dall'estero, soprattutto con valutazioni così elevate e stipendi importanti, deve essere pronto fin dal primo giorno. Se non riesce a inserirsi subito nei meccanismi del nostro calcio, rischia di essere travolto dalle difficoltà e dalle critiche. Per emergere in Serie A servono davvero grande personalità e carattere".
di Redazione
03/07/2026 - 14:19
A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuto Carlo Jacomuzzi, presidente dell’Aioc ed ex direttore sportivo di Napoli ed Atalanta.
Il prossimo difensore centrale dell'Inter potrebbe arrivare dal Chelsea e il nome è quello di Trevor Chalobah, un calciatore che credo non abbia bisogno di presentazioni. Ho visto però una parte della piazza nerazzurra piuttosto scettica. Che profilo è?
“Chalobah è un difensore che, dal punto di vista fisico, ha tutte le caratteristiche che deve avere un grande centrale. Il vero punto interrogativo riguarda la testa. Molti si aspettavano che mantenesse un rendimento costante ad altissimi livelli, invece ha avuto qualche momento di discontinuità che ha lasciato qualche perplessità. Negli ultimi tempi ha giocato meno e ha avuto anche qualche problema. Detto questo, bisogna considerare che il calcio inglese è molto diverso da quello italiano, sia come metodo di allenamento sia come stile di vita. In Inghilterra certe situazioni vengono vissute con maggiore naturalezza, mentre in Italia tutto assume una risonanza diversa. Per questo motivo è un giocatore che va valutato nel nostro contesto".
Da quello che filtra, l'idea sarebbe quella di affidargli il ruolo di centrale titolare, spostando Akanji sul centro-destra della difesa. Le piace questa soluzione?
“Così, sulla carta, non mi convince del tutto. Akanji ha sempre interpretato molto bene quel ruolo, sia nel club sia con la Svizzera. Spostarlo significa chiedergli di adattarsi a letture e movimenti differenti, perché giocare all'esterno della linea difensiva è molto diverso rispetto al centro. Detto questo, conosco molto bene chi prende queste decisioni e sono certo che abbia valutato attentamente ogni aspetto. Se sarà questa la scelta, significa che ci sarà stata una riflessione approfondita".
Restando sul tema mercato, c'è un'altra situazione importante da affrontare in casa Napoli: quella delle cessioni. Oggi il club ha circa trentotto calciatori sotto contratto. Viene spontaneo chiedersi se, nelle ultime due stagioni, non sia stato commesso qualche errore nella costruzione della rosa.
“Non parlerei di errori. Molto spesso sono le dinamiche del mercato a rendere complicate determinate operazioni. I procuratori difficilmente accettano un ridimensionamento economico dei propri assistiti e, quando un giocatore cambia squadra, spesso chiedono addirittura un aumento dell'ingaggio. Questo rende molto più difficile piazzare determinati calciatori. Inoltre oggi il mercato è cambiato: alcune formule vengono utilizzate meno rispetto al passato e trovare una sistemazione agli esuberi è diventato complicato per tutte le società italiane, non solo per il Napoli. Nel frattempo continuano ad arrivare giovani interessanti dai settori giovanili e questo aumenta ulteriormente il numero dei giocatori in rosa. È una situazione che riguarda un po' tutti".
Però ci troviamo davanti a una rosa molto ampia. Ci sono giocatori pagati anche cifre importanti che oggi sono fuori dal progetto tecnico. Possiamo dire che qualcosa non abbia funzionato?
“Sono situazioni che possono verificarsi nella costruzione di una rosa. Un calciatore può essere molto forte e avere un valore importante, ma ritrovarsi improvvisamente come seconda o terza scelta. Quando percepisce anche uno stipendio elevato, diventa inevitabilmente più difficile trovargli una nuova sistemazione. Sono giocatori che hanno esperienza internazionale e che continuano ad avere mercato, ma bisogna trovare l'incastro giusto. Con l'avvicinarsi del ritiro tutto diventa ancora più complesso".
Massimiliano Allegri è stato appena annunciato ufficialmente dal presidente Aurelio De Laurentiis e prende il posto di Antonio Conte. Per il Napoli è un upgrade o un downgrade?
“È una domanda molto difficile. All'inizio tutti sono ottimisti, poi basta qualche risultato negativo o qualche episodio per cambiare completamente i giudizi. Quando hai una rosa ricca di giocatori importanti, la gestione diventa molto delicata. Allegri è un allenatore di grandissima esperienza e saprà affrontare questa situazione".
A lui spetterà anche il compito di rilanciare diversi elementi della rosa. Il Napoli resta una squadra di grande qualità, ma arriva da una stagione condizionata da numerosi infortuni muscolari e da tante difficoltà. Probabilmente servirà anche ritrovare fiducia. Da questo punto di vista Allegri è una garanzia.
“Dal punto di vista professionale Allegri è tra i migliori. Poi, naturalmente, esistono situazioni che nessun allenatore può controllare. Quando le aspettative sono molto alte e i risultati non arrivano subito, è facile che si creino tensioni all'interno del gruppo. Sono piccoli episodi che possono diventare problemi molto grandi. L'esperienza di Allegri sarà fondamentale proprio per gestire queste dinamiche e riportare serenità".
Il Milan ha investito circa 74 milioni di euro più bonus per Gonzalo Ramos. Lei è sempre stato un sostenitore dell'importanza dello scouting. Davvero non c'erano profili più giovani, con caratteristiche simili e costi inferiori?
“Secondo me le alternative esistono sempre. Il problema è che spesso le società vengono orientate da procuratori, media o da dinamiche interne che finiscono per influenzare alcune scelte. Gonzalo Ramos è certamente un buon giocatore e questo non si discute, ma una valutazione di quel livello mi sembra molto elevata. Personalmente avrei investito su un profilo più giovane, magari con un margine di rischio maggiore ma anche con prospettive di crescita più importanti. Nessun acquisto offre garanzie assolute, nemmeno un giocatore pagato così tanto".
In effetti il campionato italiano continua a rappresentare uno dei banchi di prova più difficili.
“Assolutamente sì. Venire a giocare in Italia non è semplice. Servono qualità tecniche, ma soprattutto mentalità, equilibrio familiare e grande disponibilità al sacrificio. Chi arriva dall'estero, soprattutto con valutazioni così elevate e stipendi importanti, deve essere pronto fin dal primo giorno. Se non riesce a inserirsi subito nei meccanismi del nostro calcio, rischia di essere travolto dalle difficoltà e dalle critiche. Per emergere in Serie A servono davvero grande personalità e carattere".