Poco
Tanto
Mediamente
Francesco Calzona, ex allenatore del Napoli e collaboratore di Luciano Spalletti, ha parlato a Tuttosport.
Con lei Osimhen non si è espresso allo stesso modo. Perchè?
"La mia gestione è stata difficile con alcuni giocatori fondamentali: chi per un motivo, chi per un altro avevano dei problemi. Zielinski aveva già firmato con l'Inter, lo stesso Osimhen mi ha fatto penare perchè aveva questioni col club e si allenava pochissimo. Come lui pure Kvara: diciamo che ho dovuto fronteggiare argomenti più grandi rispetto a quelli del campo".
Parlando del Napoli attuale, al netto del successo di Monza, c'è chi ritiene a fine ciclo questa squadra. Condivide?
"No. Secondo me il Napoli all'inizio dell'anno era la squadra con le caratteristiche più adatte per dar fastidio all'Inter, per vincere il campionato. Ha un grandissimo organico: è una squadra che oggi si permette il lusso di tenere a mezzo servizio giocatori come Gilmour, Lobotka e Lucca. Ma poi basti pensare alla forza tecnica in rosa: da Anguissa e McTominay, passando per Hojlund e Politano".
A chi si è legato di più a Napoli?
"A Lobotka, ragazzo spettacolare. Sta sempre zitto, ma chi gli sta intorno lo riconosce come un leader. La mia più grande soddisfazione è che nelle mie 40 partite con la Nazionale slovacca non ne ha sbagliata nemmeno una. Siamo riusciti a metterlo nella miglior condizione per esprimere il 100% delle sue qualità".
Lei è stato nello staff di Sarri nel Napoli dei 91 punti.
"Quella squadra era una macchina perfetta, con un'espressione di calcio di un livello altissimo. E' chiaro che siamo sempre arrivati a un passo da vincere e poi non siamo riusciti ad arrivarci. Ma è anche vero che la politica del Napoli non era la stessa della Juve. Noi ogni anno compravamo calciatori da far diventare forti, mentre la Juve vinceva campionati e comprava campioni. Era una lotta impari e arrivare così vicini a loro è stata una vittoria. Noi compravamo i giocatori dall'Empoli, mentre la Juve acquistava i giocatori dal Barcellona o dal Napoli. Ma noi ci divertivamo a vedere quella squadra dalla panchina".
Cosa avete pensato quando Higuain passò dal Napoli alla Juve?
"Lui era poco sereno perchè c'era questa clausola che non dava la possibilità di opporsi e noi dello staff l'abbiamo saputo all'ultimo. Ma sarebbe stato difficile trattenerlo, perchè capisco che andare alla Juve in quel momento per lui poteva sembrare un passo in avanti. E poi anche lui aveva qualche problema con la società".
C'è qualcosa che rifarebbe diversamente nelle sue 16 partite da allenatore del Napoli?
"Parto da questa considerazione: con De Laurentiis ho avuto un rapporto fantastico. Con me non è mai stato invadente. E' un presidente che vuole delle spiegazioni che io gli davo e penso che sia anche giusto, perchè poi alla fine è lui che paga. Certo, però, che ci sono delle cose che non rifarei, però è anche vero che è stata una gestione particolare: avevamo dei numeri offensivi impressionanti, ma ci girò tutto male. Tornando indietro sicuramente farei qualcosa di diverso, perchè era un momento molto particolare nello spogliatoio del Napoli".
di Redazione
30/10/2026 - 12:43
Francesco Calzona, ex allenatore del Napoli e collaboratore di Luciano Spalletti, ha parlato a Tuttosport.
Con lei Osimhen non si è espresso allo stesso modo. Perchè?
"La mia gestione è stata difficile con alcuni giocatori fondamentali: chi per un motivo, chi per un altro avevano dei problemi. Zielinski aveva già firmato con l'Inter, lo stesso Osimhen mi ha fatto penare perchè aveva questioni col club e si allenava pochissimo. Come lui pure Kvara: diciamo che ho dovuto fronteggiare argomenti più grandi rispetto a quelli del campo".
Parlando del Napoli attuale, al netto del successo di Monza, c'è chi ritiene a fine ciclo questa squadra. Condivide?
"No. Secondo me il Napoli all'inizio dell'anno era la squadra con le caratteristiche più adatte per dar fastidio all'Inter, per vincere il campionato. Ha un grandissimo organico: è una squadra che oggi si permette il lusso di tenere a mezzo servizio giocatori come Gilmour, Lobotka e Lucca. Ma poi basti pensare alla forza tecnica in rosa: da Anguissa e McTominay, passando per Hojlund e Politano".
A chi si è legato di più a Napoli?
"A Lobotka, ragazzo spettacolare. Sta sempre zitto, ma chi gli sta intorno lo riconosce come un leader. La mia più grande soddisfazione è che nelle mie 40 partite con la Nazionale slovacca non ne ha sbagliata nemmeno una. Siamo riusciti a metterlo nella miglior condizione per esprimere il 100% delle sue qualità".
Lei è stato nello staff di Sarri nel Napoli dei 91 punti.
"Quella squadra era una macchina perfetta, con un'espressione di calcio di un livello altissimo. E' chiaro che siamo sempre arrivati a un passo da vincere e poi non siamo riusciti ad arrivarci. Ma è anche vero che la politica del Napoli non era la stessa della Juve. Noi ogni anno compravamo calciatori da far diventare forti, mentre la Juve vinceva campionati e comprava campioni. Era una lotta impari e arrivare così vicini a loro è stata una vittoria. Noi compravamo i giocatori dall'Empoli, mentre la Juve acquistava i giocatori dal Barcellona o dal Napoli. Ma noi ci divertivamo a vedere quella squadra dalla panchina".
Cosa avete pensato quando Higuain passò dal Napoli alla Juve?
"Lui era poco sereno perchè c'era questa clausola che non dava la possibilità di opporsi e noi dello staff l'abbiamo saputo all'ultimo. Ma sarebbe stato difficile trattenerlo, perchè capisco che andare alla Juve in quel momento per lui poteva sembrare un passo in avanti. E poi anche lui aveva qualche problema con la società".
C'è qualcosa che rifarebbe diversamente nelle sue 16 partite da allenatore del Napoli?
"Parto da questa considerazione: con De Laurentiis ho avuto un rapporto fantastico. Con me non è mai stato invadente. E' un presidente che vuole delle spiegazioni che io gli davo e penso che sia anche giusto, perchè poi alla fine è lui che paga. Certo, però, che ci sono delle cose che non rifarei, però è anche vero che è stata una gestione particolare: avevamo dei numeri offensivi impressionanti, ma ci girò tutto male. Tornando indietro sicuramente farei qualcosa di diverso, perchè era un momento molto particolare nello spogliatoio del Napoli".