Giorgio Perinetti, dirigente sportivo, ha rilasciato un'intervista a Siciliacalciopodcast: "Conte? Lo avevo conosciuto da calciatore della Juventus, capitano, in un centrocampo con Zidane, Deschamps, Davids. Lui si imponeva per personalità, carisma e chiarezza di idee. Ero convinto potesse fare una grande carriera da allenatore e credo lo abbia confermato: è uno dei tecnici più preparati del panorama internazionale. Conte-Italia? Ha già fatto un'esperienza importante e l'ha fatta benissimo agli Europei, battendo Belgio e Spagna e perdendo ai rigori con la Germania. Poi bisognerà vedere cosa vorrà la federazione e quale tipo di atteggiamento pretenderà dal nuovo allenatore. Mi auguro che il presidente federale venga eletto presto, più per i programmi che per i personaggi. In questo momento al calcio italiano servono più riforme e programmi che protagonisti. Bisogna ripartire dalle riforme: i costi dei trasferimenti interni sono troppo alti, bisogna riequilibrare rispetto agli stranieri. Ci sono poi problemi fiscali e normativi che vanno rivisti. Serve una rivoluzione di sistema: bisogna far tornare i bambini a divertirsi giocando a calcio. Tecnica, divertimento e solo dopo la tattica, perché introdotta troppo presto li annoia. Serve un lavoro in profondità, come fatto da Germania e Francia, che hanno creato sistemi di formazione solidi. E poi un lavoro per eliminare i difetti che oggi ci impediscono di qualificarci ai Mondiali".
di Redazione
27/04/2026 - 20:01
Giorgio Perinetti, dirigente sportivo, ha rilasciato un'intervista a Siciliacalciopodcast: "Conte? Lo avevo conosciuto da calciatore della Juventus, capitano, in un centrocampo con Zidane, Deschamps, Davids. Lui si imponeva per personalità, carisma e chiarezza di idee. Ero convinto potesse fare una grande carriera da allenatore e credo lo abbia confermato: è uno dei tecnici più preparati del panorama internazionale. Conte-Italia? Ha già fatto un'esperienza importante e l'ha fatta benissimo agli Europei, battendo Belgio e Spagna e perdendo ai rigori con la Germania. Poi bisognerà vedere cosa vorrà la federazione e quale tipo di atteggiamento pretenderà dal nuovo allenatore. Mi auguro che il presidente federale venga eletto presto, più per i programmi che per i personaggi. In questo momento al calcio italiano servono più riforme e programmi che protagonisti. Bisogna ripartire dalle riforme: i costi dei trasferimenti interni sono troppo alti, bisogna riequilibrare rispetto agli stranieri. Ci sono poi problemi fiscali e normativi che vanno rivisti. Serve una rivoluzione di sistema: bisogna far tornare i bambini a divertirsi giocando a calcio. Tecnica, divertimento e solo dopo la tattica, perché introdotta troppo presto li annoia. Serve un lavoro in profondità, come fatto da Germania e Francia, che hanno creato sistemi di formazione solidi. E poi un lavoro per eliminare i difetti che oggi ci impediscono di qualificarci ai Mondiali".