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L'EX - Agostinelli: "Il Napoli è già competitivo così, serve una riserva di livello per Hojlund e in difesa aggiungerei Gila, Mondiali? Vedo la Francia favorita, il Brasile da semifinale"
09.06.2026 11:55 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Secondo lei qual è la squadra favorita per la vittoria finale del Mondiale? 
 
“Guarda, io ne metto due, anche se devo dare una leggera preferenza ad una. Credo che le favorite siano Francia e Spagna, con un punto in più per la Francia. Ha una rosa che le permette, soprattutto in questo periodo caldo e con tante partite ravvicinate, di fare cambi senza perdere qualità. Ha praticamente due squadre di altissimo livello. Però siamo lì: le due grandi favorite sono Francia e Spagna”.
 
Il Portogallo potrebbe essere una possibile outsider? 
 
“Assolutamente sì. Il Portogallo ha grandi giocatori e può sicuramente essere un’outsider. Però, più che outsider, non credo possa essere considerata una delle principali favorite. Ci sono anche Brasile e Argentina. Quest’anno, invece, credo poco nella Germania. Sull’Inghilterra staremo a vedere, anche perché lasciare a casa giocatori come Phil Foden e Cole Palmer non so se sia stata una scelta giusta oppure un errore". 
 
A proposito del Brasile di Carlo Ancelotti: dove può arrivare in questa competizione? 
 
“Quando c’è Ancelotti può arrivare ovunque, perché è bravissimo nella gestione del gruppo. Non la considero tra le favoritissime, ma sicuramente nella seconda fascia delle candidate. Credo possa arrivare anche in semifinale e, una volta arrivati lì, può succedere di tutto”.
 
Guardando invece ai fatti di casa nostra, partiamo dal Milan. In questo momento non manca soltanto l’allenatore, ma sembra esserci ancora confusione anche a livello dirigenziale. Crede che il club rossonero sia in ritardo oppure ancora in tempo? 
 
“Più che in ritardo, credo che il Milan voglia evitare gli errori commessi la scorsa stagione, quando non era chiaro chi comandasse davvero. Ne ha fatto le spese Furlani, che considero un ottimo dirigente. La prima cosa da fare è fare chiarezza nei ruoli. Solo dopo si può iniziare a costruire una squadra. Le pressioni sul Milan sono enormi, perché parliamo di uno dei club più titolati al mondo e non può ripetersi quanto accaduto l’anno scorso”.
 
Il Milan ha certamente deluso, soprattutto negli ultimi mesi, vanificando parte del lavoro svolto durante la stagione. Intanto Massimiliano Allegri sembra vicino al Napoli. È la scelta giusta per raccogliere l’eredità di Antonio Conte? 
 
“Credo di sì. Al Napoli serve un allenatore di grande carisma. Ci può essere qualcuno più bravo, certo, ma Allegri ha vinto tantissimo e non possiamo giudicarlo soltanto per una stagione o per un calcio meno spettacolare. A Napoli serve un tecnico che sappia gestire grandi giocatori e il Napoli ne ha tanti. Per me è la scelta migliore. Non guardo tanto all’estetica del gioco, ma alla capacità di vincere. Parliamo comunque di un allenatore che, insieme ad Antonio Conte, negli ultimi sedici anni ha conquistato undici scudetti: sei Allegri e cinque Conte. Ed è anche la scelta giusta per cercare di fare meglio in Europa. Credo che il Napoli non possa accontentarsi di essere tra le ultime squadre della Champions League. Io lo considero tranquillamente tra le prime dieci d’Europa e deve migliorare soprattutto sotto questo aspetto. In campionato, con Conte, arrivare primo o secondo è già tanta roba. In Europa, invece, bisogna fare molto di più”.
 
Partendo da una rosa già molto competitiva, ritiene che il Napoli abbia davvero bisogno di grandi acquisti? 
 
“Per me il Napoli è già competitivo così. Non so se arriveranno altri giocatori importanti, ma questa squadra è forte. Con David Neres al meglio e con la qualità che ha già davanti, faccio fatica a capire dove possa migliorare in maniera significativa”.
 
Se dovesse indicare un reparto da rinforzare? 
 
“Direi la difesa. Lì qualcosa si può fare. Credo che davanti serva una riserva di livello per Hojlund. Non necessariamente un giocatore molto costoso, ma qualcuno che garantisca qualità quando viene chiamato in causa. Una grande squadra non può permettersi di abbassare il livello quando manca il centravanti titolare”. 
 
Quindi escluderebbe Lorenzo Lucca come possibile vice Hojlund? 
 
“Non lo vedo. Non so quanto gli farebbe piacere tornare in una piazza dove è stato molto criticato. Bisogna entrare nella testa del ragazzo, ma personalmente non lo riprenderei. Napoli non è ancora la piazza giusta per lui, i numeri dicono questo. Poi nel calcio si può sempre migliorare, ma oggi non lo vedo ancora pronto per una realtà così importante”.
 
Mateo Pellegrino del Parma le piacerebbe? 
 
“Assolutamente sì. È un ragazzo interessante e quello è il profilo giusto. Sarebbe una soluzione perfetta”.
 
Un altro giovane molto seguito è Francesco Pio Esposito dell’Inter. Si parla dell’interesse del Manchester United. Se fosse nel suo entourage, gli consiglierebbe di andare subito all’estero oppure di continuare il percorso in Italia? 
 
“Io gli consiglierei di restare in Italia. Avrà tutto il tempo per andare all’estero e guadagnare ancora di più. È un attaccante vero, uno che vede la porta. Finalmente sembra che abbiamo ritrovato un numero nove italiano di alto livello. Non escludo nemmeno Scamacca, ma Pio Esposito ha davvero grandi prospettive. Visto il suo rendimento, l’Inter dovrebbe anche premiarlo economicamente, e credo che Giuseppe Marotta non sbaglierà sotto questo profilo. Pio Esposito rappresenta il futuro dell’Inter per i prossimi dieci anni e sono convinto che il club saprà valorizzarlo”.
 
Torno un attimo sul Napoli. Prima ci ha detto che rinforzerebbe la difesa. Con il rientro di Rafa Marin e l’addio di Juan Jesus, dove interverrebbe? 
 
“Alessandro Buongiorno io lo confermerei senza esitazioni. Non si può giudicare un giocatore per una sola stagione. Però un profilo come Mario Gila lo aggiungerei volentieri. Le grandi squadre devono avere più titolari per ogni ruolo. Non bisogna ragionare solo sugli undici che partono dall’inizio". 
 
Quindi non toglierebbe nessuno, ma aggiungerebbe un giocatore come Gila? 
 
“Esattamente. Più che sostituire, aggiungerei qualità e concorrenza”.
 
Mario Gila è in scadenza nel 2027 e la Lazio continua a chiedere circa 30 milioni di euro. Se fosse l’allenatore del Napoli chiederebbe questo investimento? 
 
“Credo che 30 milioni per un giocatore vicino alla scadenza non te li dia nessuno. Se la Lazio vuole cederlo dovrà abbassare le pretese. Quando un calciatore entra nell’ultimo periodo di contratto, il coltello dalla parte del manico ce l’ha sempre lui. Penso che alla fine si possa trovare una via di mezzo". 
 
Luciano Spalletti sarà l’allenatore della Juventus nella prossima stagione?  
 
“Sì, ne sono convinto. Per me Spalletti è un grande allenatore. A volte nel calcio i risultati non arrivano per una serie di fattori, ma il suo valore non si discute. A Napoli ha dimostrato tutto il suo spessore vincendo uno scudetto straordinario e credo che possa fare bene anche in una grande piazza come la Juventus”.
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L'EX - Agostinelli: "Il Napoli è già competitivo così, serve una riserva di livello per Hojlund e in difesa aggiungerei Gila, Mondiali? Vedo la Francia favorita, il Brasile da semifinale"

di Redazione

09/06/2026 - 11:55

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex calciatore, tra le tante, di Napoli ed Atalanta. Di seguito, un estratto dell’intervista. 
 
Secondo lei qual è la squadra favorita per la vittoria finale del Mondiale? 
 
“Guarda, io ne metto due, anche se devo dare una leggera preferenza ad una. Credo che le favorite siano Francia e Spagna, con un punto in più per la Francia. Ha una rosa che le permette, soprattutto in questo periodo caldo e con tante partite ravvicinate, di fare cambi senza perdere qualità. Ha praticamente due squadre di altissimo livello. Però siamo lì: le due grandi favorite sono Francia e Spagna”.
 
Il Portogallo potrebbe essere una possibile outsider? 
 
“Assolutamente sì. Il Portogallo ha grandi giocatori e può sicuramente essere un’outsider. Però, più che outsider, non credo possa essere considerata una delle principali favorite. Ci sono anche Brasile e Argentina. Quest’anno, invece, credo poco nella Germania. Sull’Inghilterra staremo a vedere, anche perché lasciare a casa giocatori come Phil Foden e Cole Palmer non so se sia stata una scelta giusta oppure un errore". 
 
A proposito del Brasile di Carlo Ancelotti: dove può arrivare in questa competizione? 
 
“Quando c’è Ancelotti può arrivare ovunque, perché è bravissimo nella gestione del gruppo. Non la considero tra le favoritissime, ma sicuramente nella seconda fascia delle candidate. Credo possa arrivare anche in semifinale e, una volta arrivati lì, può succedere di tutto”.
 
Guardando invece ai fatti di casa nostra, partiamo dal Milan. In questo momento non manca soltanto l’allenatore, ma sembra esserci ancora confusione anche a livello dirigenziale. Crede che il club rossonero sia in ritardo oppure ancora in tempo? 
 
“Più che in ritardo, credo che il Milan voglia evitare gli errori commessi la scorsa stagione, quando non era chiaro chi comandasse davvero. Ne ha fatto le spese Furlani, che considero un ottimo dirigente. La prima cosa da fare è fare chiarezza nei ruoli. Solo dopo si può iniziare a costruire una squadra. Le pressioni sul Milan sono enormi, perché parliamo di uno dei club più titolati al mondo e non può ripetersi quanto accaduto l’anno scorso”.
 
Il Milan ha certamente deluso, soprattutto negli ultimi mesi, vanificando parte del lavoro svolto durante la stagione. Intanto Massimiliano Allegri sembra vicino al Napoli. È la scelta giusta per raccogliere l’eredità di Antonio Conte? 
 
“Credo di sì. Al Napoli serve un allenatore di grande carisma. Ci può essere qualcuno più bravo, certo, ma Allegri ha vinto tantissimo e non possiamo giudicarlo soltanto per una stagione o per un calcio meno spettacolare. A Napoli serve un tecnico che sappia gestire grandi giocatori e il Napoli ne ha tanti. Per me è la scelta migliore. Non guardo tanto all’estetica del gioco, ma alla capacità di vincere. Parliamo comunque di un allenatore che, insieme ad Antonio Conte, negli ultimi sedici anni ha conquistato undici scudetti: sei Allegri e cinque Conte. Ed è anche la scelta giusta per cercare di fare meglio in Europa. Credo che il Napoli non possa accontentarsi di essere tra le ultime squadre della Champions League. Io lo considero tranquillamente tra le prime dieci d’Europa e deve migliorare soprattutto sotto questo aspetto. In campionato, con Conte, arrivare primo o secondo è già tanta roba. In Europa, invece, bisogna fare molto di più”.
 
Partendo da una rosa già molto competitiva, ritiene che il Napoli abbia davvero bisogno di grandi acquisti? 
 
“Per me il Napoli è già competitivo così. Non so se arriveranno altri giocatori importanti, ma questa squadra è forte. Con David Neres al meglio e con la qualità che ha già davanti, faccio fatica a capire dove possa migliorare in maniera significativa”.
 
Se dovesse indicare un reparto da rinforzare? 
 
“Direi la difesa. Lì qualcosa si può fare. Credo che davanti serva una riserva di livello per Hojlund. Non necessariamente un giocatore molto costoso, ma qualcuno che garantisca qualità quando viene chiamato in causa. Una grande squadra non può permettersi di abbassare il livello quando manca il centravanti titolare”. 
 
Quindi escluderebbe Lorenzo Lucca come possibile vice Hojlund? 
 
“Non lo vedo. Non so quanto gli farebbe piacere tornare in una piazza dove è stato molto criticato. Bisogna entrare nella testa del ragazzo, ma personalmente non lo riprenderei. Napoli non è ancora la piazza giusta per lui, i numeri dicono questo. Poi nel calcio si può sempre migliorare, ma oggi non lo vedo ancora pronto per una realtà così importante”.
 
Mateo Pellegrino del Parma le piacerebbe? 
 
“Assolutamente sì. È un ragazzo interessante e quello è il profilo giusto. Sarebbe una soluzione perfetta”.
 
Un altro giovane molto seguito è Francesco Pio Esposito dell’Inter. Si parla dell’interesse del Manchester United. Se fosse nel suo entourage, gli consiglierebbe di andare subito all’estero oppure di continuare il percorso in Italia? 
 
“Io gli consiglierei di restare in Italia. Avrà tutto il tempo per andare all’estero e guadagnare ancora di più. È un attaccante vero, uno che vede la porta. Finalmente sembra che abbiamo ritrovato un numero nove italiano di alto livello. Non escludo nemmeno Scamacca, ma Pio Esposito ha davvero grandi prospettive. Visto il suo rendimento, l’Inter dovrebbe anche premiarlo economicamente, e credo che Giuseppe Marotta non sbaglierà sotto questo profilo. Pio Esposito rappresenta il futuro dell’Inter per i prossimi dieci anni e sono convinto che il club saprà valorizzarlo”.
 
Torno un attimo sul Napoli. Prima ci ha detto che rinforzerebbe la difesa. Con il rientro di Rafa Marin e l’addio di Juan Jesus, dove interverrebbe? 
 
“Alessandro Buongiorno io lo confermerei senza esitazioni. Non si può giudicare un giocatore per una sola stagione. Però un profilo come Mario Gila lo aggiungerei volentieri. Le grandi squadre devono avere più titolari per ogni ruolo. Non bisogna ragionare solo sugli undici che partono dall’inizio". 
 
Quindi non toglierebbe nessuno, ma aggiungerebbe un giocatore come Gila? 
 
“Esattamente. Più che sostituire, aggiungerei qualità e concorrenza”.
 
Mario Gila è in scadenza nel 2027 e la Lazio continua a chiedere circa 30 milioni di euro. Se fosse l’allenatore del Napoli chiederebbe questo investimento? 
 
“Credo che 30 milioni per un giocatore vicino alla scadenza non te li dia nessuno. Se la Lazio vuole cederlo dovrà abbassare le pretese. Quando un calciatore entra nell’ultimo periodo di contratto, il coltello dalla parte del manico ce l’ha sempre lui. Penso che alla fine si possa trovare una via di mezzo". 
 
Luciano Spalletti sarà l’allenatore della Juventus nella prossima stagione?  
 
“Sì, ne sono convinto. Per me Spalletti è un grande allenatore. A volte nel calcio i risultati non arrivano per una serie di fattori, ma il suo valore non si discute. A Napoli ha dimostrato tutto il suo spessore vincendo uno scudetto straordinario e credo che possa fare bene anche in una grande piazza come la Juventus”.