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L'EX - Agostinelli: "Napoli, punterei su Vincenzo Italiano, ha fatto un percorso importante in piazze difficili, Manna? E' fondamentale"
27.05.2026 11:49 di Napoli Magazine
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A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli ed Atalanta.
 
Complimenti mister per il nuovo incarico al Mgarr United, vuole dire due parole?
"Sì, io ho finito in Svizzera circa quindici giorni fa: abbiamo centrato l’obiettivo salvezza e abbiamo portato a termine il nostro lavoro. Mi era arrivata un’altra proposta da Malta, dove già avevo avuto esperienze in passato e ho deciso di rimettermi in gioco. Martedì sono stato lì per la presentazione e ora continuo a fare il lavoro che amo da sempre, indipendentemente dalla categoria o dall’importanza della squadra. Quando ami questo mestiere lo fai davanti a settantamila del Maradona o davanti a tremila persone allo stesso modo".
 
Qual è l’obiettivo per la prossima stagione con il Mgarr United?

"L’obiettivo è fare bene, cercare di arrivare tra le prime tre o quattro squadre per poter lottare fino alla fine per qualcosa di importante. Poi il campo dirà il resto, ma l’idea è quella di costruire un percorso competitivo".
 
Si fanno due nomi per la panchina del Napoli: Vincenzo Italiano e Massimiliano Allegri. Con la rosa attuale, chi le sembra più adatto?

"Sono due profili molto forti. Allegri è una certezza, lo conosciamo tutti. Italiano invece ha fatto un percorso importante, ha fatto step di crescita significativi in piazze difficili e importanti. Secondo me è arrivato anche per lui il momento di misurarsi con una grande squadra. Se dovessi scegliere, punterei su Italiano, senza togliere nulla ad Allegri, che resta un allenatore di assoluto valore".
 
Dopo Napoli-Udinese si è parlato molto del confronto tra Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis: le è sembrata una situazione di sintonia tra le parti?
 
"Secondo me le cose erano già state chiarite prima. Credo si siano parlati e che si siano lasciati in modo abbastanza sereno. Conte, storicamente, difficilmente resta più di due anni nello stesso club, anche per l’intensità del lavoro. Il Napoli comunque negli ultimi anni ha fatto cose straordinarie: ha vinto, è tornato a competere ad altissimi livelli. Io ho conosciuto un Napoli molto diverso in passato, ma questo è un club che oggi è cresciuto tantissimo".
 
Possiamo dire che oggi il Napoli è un modello gestionale e che i tifosi possono stare tranquilli grazie al lavoro di De Laurentiis?

"Io ho sempre detto quello che penso: può piacere o no come carattere, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Napoli è cresciuto tantissimo rispetto al passato, e chi ha memoria sa bene da dove si è partiti. Oggi parliamo di una squadra stabilmente tra le prime in Italia e competitiva anche in Europa. È normale che ci siano pressioni e momenti difficili, ma il progetto è solido".
 
Oggi il peso del Napoli nella scelta di un calciatore è superiore rispetto a club come la Juventus?

"Non è una questione di chi pesa di più, ma di sintonia totale tra allenatore, direttore sportivo e società. Quando queste tre componenti lavorano insieme, le cose funzionano. Io sono convinto che ormai gli allenatori non decidano da soli il mercato: collaborano con la dirigenza. È così che si costruiscono squadre forti".
 
A proposito di dirigenza, Giovanni Manna resterà al Napoli: quanto è importante la continuità in questo ruolo?

"È fondamentale. La continuità in questi ruoli dà stabilità al progetto. Se società e direttore sportivo lavorano in sintonia, il lavoro diventa molto più efficace".
 
Il Napoli segue Mario Gila della Lazio: per arrivare a lui potrebbe essere sacrificato Alessandro Buongiorno?
 
"Io ci penserei bene prima di rinunciare a Buongiorno. Ha avuto una stagione complicata, ma le sue qualità non si discutono. Gila è un ottimo giocatore, se lo prendi fai un grande colpo, ma io terrei Buongiorno. Una coppia con lui e Gila sarebbe molto interessante".
 
Zambo Anguissa sembra sempre più lontano dal Napoli: come si sostituisce un giocatore così importante?

"Anguissa è un giocatore fortissimo, uno dei migliori centrocampisti del campionato. Però se un calciatore perde motivazioni o ha voglia di cambiare, è giusto lasciarlo andare. Nel calcio conta anche la testa. Bisogna poi essere bravi a sostituirlo con giocatori funzionali e motivati".
 
Mister, ci può chiarire definitivamente quale sarà la sua prossima squadra?
“Io oggi sono al Mgarr United a Malta. Dopo l’esperienza in Svizzera ho scelto questo progetto e ora penso solo a lavorare qui. Il resto si vedrà, ma adesso la mia squadra è questa".
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L'EX - Agostinelli: "Napoli, punterei su Vincenzo Italiano, ha fatto un percorso importante in piazze difficili, Manna? E' fondamentale"

di Redazione

27/05/2026 - 11:49

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Andrea Agostinelli, allenatore ex Napoli ed ex centrocampista, tra le tante, di Napoli ed Atalanta.
 
Complimenti mister per il nuovo incarico al Mgarr United, vuole dire due parole?
"Sì, io ho finito in Svizzera circa quindici giorni fa: abbiamo centrato l’obiettivo salvezza e abbiamo portato a termine il nostro lavoro. Mi era arrivata un’altra proposta da Malta, dove già avevo avuto esperienze in passato e ho deciso di rimettermi in gioco. Martedì sono stato lì per la presentazione e ora continuo a fare il lavoro che amo da sempre, indipendentemente dalla categoria o dall’importanza della squadra. Quando ami questo mestiere lo fai davanti a settantamila del Maradona o davanti a tremila persone allo stesso modo".
 
Qual è l’obiettivo per la prossima stagione con il Mgarr United?

"L’obiettivo è fare bene, cercare di arrivare tra le prime tre o quattro squadre per poter lottare fino alla fine per qualcosa di importante. Poi il campo dirà il resto, ma l’idea è quella di costruire un percorso competitivo".
 
Si fanno due nomi per la panchina del Napoli: Vincenzo Italiano e Massimiliano Allegri. Con la rosa attuale, chi le sembra più adatto?

"Sono due profili molto forti. Allegri è una certezza, lo conosciamo tutti. Italiano invece ha fatto un percorso importante, ha fatto step di crescita significativi in piazze difficili e importanti. Secondo me è arrivato anche per lui il momento di misurarsi con una grande squadra. Se dovessi scegliere, punterei su Italiano, senza togliere nulla ad Allegri, che resta un allenatore di assoluto valore".
 
Dopo Napoli-Udinese si è parlato molto del confronto tra Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis: le è sembrata una situazione di sintonia tra le parti?
 
"Secondo me le cose erano già state chiarite prima. Credo si siano parlati e che si siano lasciati in modo abbastanza sereno. Conte, storicamente, difficilmente resta più di due anni nello stesso club, anche per l’intensità del lavoro. Il Napoli comunque negli ultimi anni ha fatto cose straordinarie: ha vinto, è tornato a competere ad altissimi livelli. Io ho conosciuto un Napoli molto diverso in passato, ma questo è un club che oggi è cresciuto tantissimo".
 
Possiamo dire che oggi il Napoli è un modello gestionale e che i tifosi possono stare tranquilli grazie al lavoro di De Laurentiis?

"Io ho sempre detto quello che penso: può piacere o no come carattere, ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il Napoli è cresciuto tantissimo rispetto al passato, e chi ha memoria sa bene da dove si è partiti. Oggi parliamo di una squadra stabilmente tra le prime in Italia e competitiva anche in Europa. È normale che ci siano pressioni e momenti difficili, ma il progetto è solido".
 
Oggi il peso del Napoli nella scelta di un calciatore è superiore rispetto a club come la Juventus?

"Non è una questione di chi pesa di più, ma di sintonia totale tra allenatore, direttore sportivo e società. Quando queste tre componenti lavorano insieme, le cose funzionano. Io sono convinto che ormai gli allenatori non decidano da soli il mercato: collaborano con la dirigenza. È così che si costruiscono squadre forti".
 
A proposito di dirigenza, Giovanni Manna resterà al Napoli: quanto è importante la continuità in questo ruolo?

"È fondamentale. La continuità in questi ruoli dà stabilità al progetto. Se società e direttore sportivo lavorano in sintonia, il lavoro diventa molto più efficace".
 
Il Napoli segue Mario Gila della Lazio: per arrivare a lui potrebbe essere sacrificato Alessandro Buongiorno?
 
"Io ci penserei bene prima di rinunciare a Buongiorno. Ha avuto una stagione complicata, ma le sue qualità non si discutono. Gila è un ottimo giocatore, se lo prendi fai un grande colpo, ma io terrei Buongiorno. Una coppia con lui e Gila sarebbe molto interessante".
 
Zambo Anguissa sembra sempre più lontano dal Napoli: come si sostituisce un giocatore così importante?

"Anguissa è un giocatore fortissimo, uno dei migliori centrocampisti del campionato. Però se un calciatore perde motivazioni o ha voglia di cambiare, è giusto lasciarlo andare. Nel calcio conta anche la testa. Bisogna poi essere bravi a sostituirlo con giocatori funzionali e motivati".
 
Mister, ci può chiarire definitivamente quale sarà la sua prossima squadra?
“Io oggi sono al Mgarr United a Malta. Dopo l’esperienza in Svizzera ho scelto questo progetto e ora penso solo a lavorare qui. Il resto si vedrà, ma adesso la mia squadra è questa".