A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Tiberio Ancora, ex personal trainer del Napoli. Ecco le sue parole: “Mi aspettavo che l’esperienza di Conte a Napoli finisse. Anzi, me lo aspettavo già l'anno scorso, l’interesse di altre squadre era evidente e questo aveva fatto riflettere il mister. Poi, nelle ultime giornate di festa le cose sono cambiate grazie a De Laurentiis che ha giocato le sue carte, tanto da convincere Conte a rimanere. Col senno del poi è facile parlare, ma è stata un'annata un pò forzata per come sono andate le cose. L'annata ha portato sì la Supercoppa e il secondo posto, ma ognuno di noi si aspettava qualcosa di più, magari lottare per il campionato o andare avanti in Champions. Ma, la decisione del mister me l'aspettavo, secondo me voleva andare via già l’anno scorso. Poi, De Laurentiis ha investito tanto, ha comprato di tutto di più, ha infoltito la rosa di grandi giocatori, poi le cose non sono andate come il mister sperava. Stando a questi livelli, con obiettivi e responsabilità, è normale che venga sottoposto a critiche. Poi c’è chi riesce ad accettare queste critiche e chi meno e magari si rende conto che non riesce ad oltrepassare questo limite e reagisce in questo modo. Conte ha fatto benissimo a livello di risultati, quando siamo arrivati c’erano le macerie, la squadra era disfatta, tutti volevano andare via, ma lui ha creato entusiasmo, ha dato obiettivi e li ha raggiunti ricompattando l’ambiente che era sconfortato. E, bisogna dare merito a Conte che sotto questo aspetto è il numero uno. Poi ci sono degli aspetti che vanno migliorati dal punto di vista della comunicazione perché sarebbe bello che dopo aver preso decisioni le possa comunicare nella giusta maniera senza lasciare strascichi. Ognuno è fatto alla propria maniera ma è indubbio che Conte, dal punto di vista delle ambizioni, ha portato di nuovo il Napoli a grandi livelli. Era già una grande squadra, ma il Napoli è un punto di arrivo non di passaggio. Perché sono andato via da Napoli? Ho riflettuto molto e non voglio essere confuso come quello che si scaglia contro una o più persone, la mia amarezza era dovuta ad una decisione umana, non a livello di capacità. Non ho mai messo in discussione l’operato, lo staff del mister, dei medici del Napoli. E' stata una decisione che va al di là di tutto perché sotto l’aspetto professionale ho sempre detto che Conte è il numero 1, non mi avete mai sentito parlare male di Conte, do atto al mister della sua bravura e l’ho sempre difeso quando lo massacravano. La mia amarezza è al di fuori dell’aspetto calcistico ed è basata su un rapporto che credevo di avere con una persona e mi sono accorto che così non era. Appena me ne sono accorto, ho fatto un passo indietro. Ma, non critico l’ambiente Napoli, né una persona in particolare. La mia scelta è stata umana, ho deciso di andare via perchè per questa persona a cui tenevo tantissimo mi sarei buttato nel fuoco e invece ho avuto una delusione talmente forte che mi ha fatto scegliere di andare via. Questa delusione mi ha tolto l’entusiasmo di restare a Napoli e mi è dispiaciuto tantissimo perché rinunciare ad un incarico a Napoli non è cosa da poco, mi è costato tanto. Il mio messaggio è stato confuso al pari di Corona che ha fatto un macello, ma non è così. 36 infortuni muscolari? In 20 anni di collaborazione con Costantino Coratti, dico che sulle sue capacità ci metto la mano sul fuoco. Ha sempre vinto e portato risultati, è sempre stato un riferimento per tanti e non mi sento di individuare delle responsabilità su Coratti o sullo staff medico del Napoli. Io avevo una visione completa di tutto, sulle capacità di Costantino nessun dubbio. E, per quello che ho vissuto, dico che lo staff medico del Napoli è di altissimo livello e non credo siano impazziti quando sono andato via. C’è da capire cosa è successo, chi ha forzato la mano. Magari alcuni giocatori indispensabili sono stati rischiati pur essendo al 60%, sperando che le cose andassero bene e invece sono solo peggiorate. Ne ho girati di club importanti e i medici del Napoli sono ai primi posti: hanno capacità e competenze e mi butto nel fuoco per loro. Se il Napoli mi chiamasse? Sono in grande difficoltà di fronte a questa domanda. Napoli è una grande piazza, fa parte della mia vita. Ho vinto ed è stato tutto fantastico quindi nella vita mai dire mai. Se Conte mi chiamasse? No, non ci andrei, in questo momento non mi sentirei di dire sì a nessuno. Sulle capacità di Conte non ho mai detto una parola contro e anche oggi confermo che chi vuole vincere deve prendere Conte”.
di Redazione
26/05/2026 - 14:09
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Tiberio Ancora, ex personal trainer del Napoli. Ecco le sue parole: “Mi aspettavo che l’esperienza di Conte a Napoli finisse. Anzi, me lo aspettavo già l'anno scorso, l’interesse di altre squadre era evidente e questo aveva fatto riflettere il mister. Poi, nelle ultime giornate di festa le cose sono cambiate grazie a De Laurentiis che ha giocato le sue carte, tanto da convincere Conte a rimanere. Col senno del poi è facile parlare, ma è stata un'annata un pò forzata per come sono andate le cose. L'annata ha portato sì la Supercoppa e il secondo posto, ma ognuno di noi si aspettava qualcosa di più, magari lottare per il campionato o andare avanti in Champions. Ma, la decisione del mister me l'aspettavo, secondo me voleva andare via già l’anno scorso. Poi, De Laurentiis ha investito tanto, ha comprato di tutto di più, ha infoltito la rosa di grandi giocatori, poi le cose non sono andate come il mister sperava. Stando a questi livelli, con obiettivi e responsabilità, è normale che venga sottoposto a critiche. Poi c’è chi riesce ad accettare queste critiche e chi meno e magari si rende conto che non riesce ad oltrepassare questo limite e reagisce in questo modo. Conte ha fatto benissimo a livello di risultati, quando siamo arrivati c’erano le macerie, la squadra era disfatta, tutti volevano andare via, ma lui ha creato entusiasmo, ha dato obiettivi e li ha raggiunti ricompattando l’ambiente che era sconfortato. E, bisogna dare merito a Conte che sotto questo aspetto è il numero uno. Poi ci sono degli aspetti che vanno migliorati dal punto di vista della comunicazione perché sarebbe bello che dopo aver preso decisioni le possa comunicare nella giusta maniera senza lasciare strascichi. Ognuno è fatto alla propria maniera ma è indubbio che Conte, dal punto di vista delle ambizioni, ha portato di nuovo il Napoli a grandi livelli. Era già una grande squadra, ma il Napoli è un punto di arrivo non di passaggio. Perché sono andato via da Napoli? Ho riflettuto molto e non voglio essere confuso come quello che si scaglia contro una o più persone, la mia amarezza era dovuta ad una decisione umana, non a livello di capacità. Non ho mai messo in discussione l’operato, lo staff del mister, dei medici del Napoli. E' stata una decisione che va al di là di tutto perché sotto l’aspetto professionale ho sempre detto che Conte è il numero 1, non mi avete mai sentito parlare male di Conte, do atto al mister della sua bravura e l’ho sempre difeso quando lo massacravano. La mia amarezza è al di fuori dell’aspetto calcistico ed è basata su un rapporto che credevo di avere con una persona e mi sono accorto che così non era. Appena me ne sono accorto, ho fatto un passo indietro. Ma, non critico l’ambiente Napoli, né una persona in particolare. La mia scelta è stata umana, ho deciso di andare via perchè per questa persona a cui tenevo tantissimo mi sarei buttato nel fuoco e invece ho avuto una delusione talmente forte che mi ha fatto scegliere di andare via. Questa delusione mi ha tolto l’entusiasmo di restare a Napoli e mi è dispiaciuto tantissimo perché rinunciare ad un incarico a Napoli non è cosa da poco, mi è costato tanto. Il mio messaggio è stato confuso al pari di Corona che ha fatto un macello, ma non è così. 36 infortuni muscolari? In 20 anni di collaborazione con Costantino Coratti, dico che sulle sue capacità ci metto la mano sul fuoco. Ha sempre vinto e portato risultati, è sempre stato un riferimento per tanti e non mi sento di individuare delle responsabilità su Coratti o sullo staff medico del Napoli. Io avevo una visione completa di tutto, sulle capacità di Costantino nessun dubbio. E, per quello che ho vissuto, dico che lo staff medico del Napoli è di altissimo livello e non credo siano impazziti quando sono andato via. C’è da capire cosa è successo, chi ha forzato la mano. Magari alcuni giocatori indispensabili sono stati rischiati pur essendo al 60%, sperando che le cose andassero bene e invece sono solo peggiorate. Ne ho girati di club importanti e i medici del Napoli sono ai primi posti: hanno capacità e competenze e mi butto nel fuoco per loro. Se il Napoli mi chiamasse? Sono in grande difficoltà di fronte a questa domanda. Napoli è una grande piazza, fa parte della mia vita. Ho vinto ed è stato tutto fantastico quindi nella vita mai dire mai. Se Conte mi chiamasse? No, non ci andrei, in questo momento non mi sentirei di dire sì a nessuno. Sulle capacità di Conte non ho mai detto una parola contro e anche oggi confermo che chi vuole vincere deve prendere Conte”.