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L'EX - Casale: "Napoli, si vede un miglioramento netto con la nuova disposizione tattica, ci sono grandi possibilità di recuperare terreno, Lucca? Può crescere con la fiducia di Allegri"
26.10.2026 15:11 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Casale, allenatore ed ex centrocampista del Napoli.
 
C'è tanto da recriminare in merito alla sfida di sabato contro la Roma, nella quale il Napoli ha dimostrato di essere una squadra che, potenzialmente, può battere chiunque?
 
"Sì, ci sono state prestazioni positive e si vede un miglioramento netto con la nuova disposizione tattica di Allegri. Ultimamente abbiamo assistito a partite belle anche da vedere. Purtroppo, però, nei momenti decisivi si verificano cali di concentrazione che non sono soltanto di natura tattica, ma dipendono da diversi fattori. Questo ci ha portato alla situazione attuale. Nonostante tutto, i miglioramenti sono importanti e sono fiducioso per il futuro".
 
Mister, siamo tutti fiduciosi dopo aver visto l'ottima prestazione contro la Roma. Sembrerebbe quasi ridicolo parlare dei singoli quando si subiscono tre gol, ma sabato la partita è cambiata con l'ingresso in campo di Beukema, che è apparso responsabile in almeno due delle tre reti della Roma. È d'accordo?
 
"Sì, anch'io ho detto questo. Rivedendo il gol, al di là della simulazione cercata dall'avversario per ottenere un fallo e interrompere il gioco, che è stata abbastanza imbarazzante, bisogna considerare che c'erano almeno tre giocatori del Napoli vicini al calciatore della Roma. Ci sono momenti in cui parte il pallone e perdono l'uomo e succede spesso. Sul gol di Soulé è vero che Beukema sarebbe potuto uscire, ma anche la linea difensiva avrebbe dovuto comportarsi diversamente. Sono errori collettivi che fanno arrabbiare molto Allegri".
 
Allegri è sempre stato considerato un allenatore molto attento alla fase difensiva. Subire gol così semplici è piuttosto insolito per le sue squadre. Mister, vorrei invitarla a una riflessione: lei ha parlato di leader dal punto di vista difensivo. Non è un caso che, quando è uscito Di Lorenzo, il Napoli abbia poi subito gol. Contro la Roma, il capitano aveva praticamente annullato Malen. È lui il leader difensivo di questa squadra?
 
"Malen, in realtà, nella prima fase della partita era stato contenuto bene. Paradossalmente, mi era piaciuta molto la fase difensiva del Napoli, perché vedevo che la squadra riusciva a coprire gli spazi, a schermare De Bruyne e a raddoppiare su Malen quando si spostava nella zona centrale o sul nostro centrodestra. Nella prima parte della gara c'era stata un'organizzazione perfetta, che aveva limitato l'attaccante della Roma e garantito riferimenti difensivi chiari. Poi, probabilmente, è subentrata anche la stanchezza, perché abbiamo speso moltissimo. Non bisogna però dimenticare che anche il portiere e gli altri difensori devono essere pronti a intervenire. Ndicka, per esempio, è un giocatore esperto e in determinate situazioni dovrebbe essere più presente. Mi aspettavo qualcosa in più anche da lui. Ogni tanto ci sono amnesie collettive che finiscono per compromettere il lavoro fatto in precedenza".
 
Mister, vorrei chiederle anche un parere sulle prime uscite stagionali di Badiashile. Era arrivato un po' come un oggetto misterioso, ma ha dimostrato di saperci fare dal punto di vista difensivo, al di là di una struttura muscolare particolarmente delicata. È un giocatore che arriva da un'esperienza importante al Chelsea e che sembra avere qualità notevoli.
 
"Sì, quando si acquista un giocatore di quel livello è chiaro che ci si aspetta qualità. Il problema, però, è di natura fisica. Gli infortuni lasciano un po' perplessi, soprattutto dopo aver sentito alcuni commentatori parlare di tanti mesi, quasi due anni, di problemi fisici continui. Il problema di questo giocatore non è tecnico. Chi si meraviglia delle sue qualità forse dimentica che è stato seguito e considerato un calciatore di prospettiva, con caratteristiche importanti. Si era parlato addirittura di un possibile nuovo Koulibaly. Il problema è capire come gestire la sua fragilità fisica. Quando allenavo a Ischia, avevo un giocatore con caratteristiche simili dal punto di vista della fragilità muscolare, Ciro Caruso, che conoscete benissimo. In casi del genere, consiglierei di studiare un programma di lavoro specifico. Il lavoro in palestra e quello muscolare devono essere calibrati, soprattutto quando si ha a che fare con atleti molto potenti, che tendono a riportare lesioni se sottoposti a carichi non adeguati. Bisogna inventarsi qualcosa di diverso, individuare un tipo di allenamento che possa preservare meglio questi giocatori e studiare attentamente anche la fase di recupero. Se gli infortuni si ripetono continuamente, significa che qualcosa non funziona. Bisogna interrogarsi non soltanto sulle caratteristiche dell'atleta, ma anche sui metodi di preparazione e sull'approccio standard, che non sempre possono essere applicati indistintamente a tutti i giocatori".
 
Secondo lei il Napoli è una squadra in grado di inanellare una serie di sei, sette o otto vittorie consecutive, rilanciandosi così nelle prime posizioni della classifica, oppure dobbiamo aspettarci che la stagione prosegua su questi livelli?
 
"Sono curioso di vedere che cosa succederà quando la squadra recupererà tutti i giocatori e potrà eventualmente intervenire sul mercato. Dal punto di vista tattico, infatti, credo che al Napoli manchino ancora alcuni elementi ideali per questo nuovo centrocampo, capaci di dare un contributo sia in fase offensiva sia in fase di contenimento. Il campionato sta dimostrando che molte squadre segnano parecchio, ma concedono anche tantissimo. In teoria, quindi, il Napoli può battere chiunque. Abbiamo visto squadre come la Lazio e la Roma mettere in difficoltà gli avversari, ma anche concedere molto quando la partita diventa aperta. Se il Napoli riuscirà a trovare equilibrio, soprattutto in fase difensiva, potrà fare un salto di qualità. Questo nuovo centrocampo mi piace moltissimo, nonostante quello che si possa dire. Con De Bruyne il pallone esce velocemente e abbiamo visto partite molto belle proprio grazie alla sua capacità di gestire il possesso anche in situazioni difficili. Questo è fondamentale per la velocità del Napoli. Crescerà anche McTominay, che ha dato una mano importante nel contenere le avanzate della Roma. Nel primo tempo, però, l'ho visto un po' meno dentro la partita, nonostante abbia segnato due gol. Quando tornerà al massimo della condizione, potrà dare un contributo ancora maggiore: oltre alle sue qualità realizzative, potrà aiutare la squadra anche in fase di contenimento. Con Vergara e gli altri centrocampisti a disposizione, vedo una squadra che può diventare molto forte, non soltanto per quanto riguarda i titolari, ma anche per le alternative. Naturalmente, bisognerà trovare il giusto equilibrio, perché alcuni giocatori possono fare la differenza in fase offensiva ma faticano maggiormente in quella difensiva. Il Napoli, secondo me, ha grandi possibilità di recuperare terreno. Magari sarà una rincorsa lunga, ma possiamo farcela".
 
Mister, mi ha dato uno spunto importante parlando di McTominay, che vede bene anche in una posizione più arretrata, da mediano. Può diventare una soluzione per il centrocampo del Napoli?
 
"Sì, potrebbe essere una chiave importante. Se lo si utilizza in una posizione più arretrata, può aiutare la squadra a gestire meglio il centrocampo e a garantire maggiore copertura. Naturalmente, dipende anche da come vengono organizzate le rotazioni e dai cambi di posizione durante la partita. Se si gioca con tre centrocampisti, la soluzione può diventare ancora più interessante, un po' come fanno altre squadre. McTominay potrebbe essere un riferimento importante, soprattutto per la capacità di coprire gli spazi e aiutare la difesa. Contro la Roma, lo abbiamo visto ripiegare spesso e dare una mano anche nei raddoppi su Malen. Con tre giocatori capaci di scambiarsi le posizioni, il Napoli diventerebbe anche più imprevedibile. Naturalmente, bisogna considerare pure l'aspetto fisico, perché De Bruyne e McTominay sono giocatori strutturati e potenti. Ma io vedo il Napoli con grandi possibilità di recuperare terreno, anche se potrebbe essere una rincorsa lunga".
 
Mister, vorrei un suo parere su Lorenzo Lucca. Quello che stiamo vedendo oggi al Napoli è davvero il suo valore oppure c'è qualcosa che lo blocca, magari dal punto di vista psicologico?
 
"Ho sentito dire che Lucca abbia fallito a Pisa, ma non è vero. Ha attraversato momenti difficili, però a Pisa e a Palermo ha dimostrato di avere qualità e di saper segnare. Quando un giocatore ha dimostrato di saper giocare a calcio, non può averlo dimenticato da un giorno all'altro. Bisognerebbe capire se ci siano motivazioni extracalcistiche, magari legate all'aspetto psicologico, ai rapporti con l'ambiente, ai comportamenti o al modo in cui sta recuperando la condizione. Le ragioni possono essere tante. Tutti i calciatori attraversano momenti difficili e non bisogna pensare che una fase negativa significhi necessariamente che un giocatore non sia adatto a una determinata squadra. Io penso che Lucca possa ancora dire la sua. Il Napoli ha bisogno di trovare il momento giusto per valorizzarlo e permettergli di ritrovare fiducia. Considerando la pressione che aveva a Roma e il dispendio energetico della partita, io lo avrei visto bene in campo. È un giocatore dotato di grande fisicità e, prima o poi, deve riuscire a esprimere tutto il suo potenziale. Non possiamo concludere che non sia da Napoli o che non riesca a reggere l'ambiente partenopeo. È un attaccante che ha già segnato e contribuito a ottenere risultati importanti in Serie A. Non dobbiamo dimenticare che giocare in una grande squadra comporta una pressione maggiore, ma questo non significa che non possa riuscire a gestirla. A Udine, per esempio, giocava spesso in coppia con un altro attaccante, mentre al Napoli si ritrova frequentemente a giocare da solo. Questa potrebbe non essere la condizione ideale per un centravanti con la sua struttura fisica. Sono attenuanti che vanno considerate quando si valuta il suo rendimento. Per capire davvero le caratteristiche di un giocatore, bisogna dargli continuità e vederlo in campo più spesso. Capisco le esigenze degli allenatori, Allegri compreso, ma Lucca non è un giocatore così scarso come potrebbe sembrare in questo momento. Gli darei ancora fiducia e lo giudicherei più avanti, quando avrà avuto altre opportunità".
 
Allegri, rispetto a Conte, sembra avere maggiore pazienza con Lucca e continua a sostenerlo anche pubblicamente, spendendo parole positive nei suoi confronti. La fiducia dell'allenatore potrebbe aiutarlo a uscire da questo momento difficile?
 
"Sicuramente. Il fatto che Allegri continui a sostenerlo e a parlare bene di lui può aiutarlo a ritrovare fiducia. Se l'allenatore gli dà opportunità e continua a credere nelle sue qualità, Lucca può crescere e migliorare progressivamente. Mi auguro che, andando avanti nella stagione, possa dimostrare tutto il suo valore".
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di Redazione

26/10/2026 - 15:11

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Pasquale Casale, allenatore ed ex centrocampista del Napoli.
 
C'è tanto da recriminare in merito alla sfida di sabato contro la Roma, nella quale il Napoli ha dimostrato di essere una squadra che, potenzialmente, può battere chiunque?
 
"Sì, ci sono state prestazioni positive e si vede un miglioramento netto con la nuova disposizione tattica di Allegri. Ultimamente abbiamo assistito a partite belle anche da vedere. Purtroppo, però, nei momenti decisivi si verificano cali di concentrazione che non sono soltanto di natura tattica, ma dipendono da diversi fattori. Questo ci ha portato alla situazione attuale. Nonostante tutto, i miglioramenti sono importanti e sono fiducioso per il futuro".
 
Mister, siamo tutti fiduciosi dopo aver visto l'ottima prestazione contro la Roma. Sembrerebbe quasi ridicolo parlare dei singoli quando si subiscono tre gol, ma sabato la partita è cambiata con l'ingresso in campo di Beukema, che è apparso responsabile in almeno due delle tre reti della Roma. È d'accordo?
 
"Sì, anch'io ho detto questo. Rivedendo il gol, al di là della simulazione cercata dall'avversario per ottenere un fallo e interrompere il gioco, che è stata abbastanza imbarazzante, bisogna considerare che c'erano almeno tre giocatori del Napoli vicini al calciatore della Roma. Ci sono momenti in cui parte il pallone e perdono l'uomo e succede spesso. Sul gol di Soulé è vero che Beukema sarebbe potuto uscire, ma anche la linea difensiva avrebbe dovuto comportarsi diversamente. Sono errori collettivi che fanno arrabbiare molto Allegri".
 
Allegri è sempre stato considerato un allenatore molto attento alla fase difensiva. Subire gol così semplici è piuttosto insolito per le sue squadre. Mister, vorrei invitarla a una riflessione: lei ha parlato di leader dal punto di vista difensivo. Non è un caso che, quando è uscito Di Lorenzo, il Napoli abbia poi subito gol. Contro la Roma, il capitano aveva praticamente annullato Malen. È lui il leader difensivo di questa squadra?
 
"Malen, in realtà, nella prima fase della partita era stato contenuto bene. Paradossalmente, mi era piaciuta molto la fase difensiva del Napoli, perché vedevo che la squadra riusciva a coprire gli spazi, a schermare De Bruyne e a raddoppiare su Malen quando si spostava nella zona centrale o sul nostro centrodestra. Nella prima parte della gara c'era stata un'organizzazione perfetta, che aveva limitato l'attaccante della Roma e garantito riferimenti difensivi chiari. Poi, probabilmente, è subentrata anche la stanchezza, perché abbiamo speso moltissimo. Non bisogna però dimenticare che anche il portiere e gli altri difensori devono essere pronti a intervenire. Ndicka, per esempio, è un giocatore esperto e in determinate situazioni dovrebbe essere più presente. Mi aspettavo qualcosa in più anche da lui. Ogni tanto ci sono amnesie collettive che finiscono per compromettere il lavoro fatto in precedenza".
 
Mister, vorrei chiederle anche un parere sulle prime uscite stagionali di Badiashile. Era arrivato un po' come un oggetto misterioso, ma ha dimostrato di saperci fare dal punto di vista difensivo, al di là di una struttura muscolare particolarmente delicata. È un giocatore che arriva da un'esperienza importante al Chelsea e che sembra avere qualità notevoli.
 
"Sì, quando si acquista un giocatore di quel livello è chiaro che ci si aspetta qualità. Il problema, però, è di natura fisica. Gli infortuni lasciano un po' perplessi, soprattutto dopo aver sentito alcuni commentatori parlare di tanti mesi, quasi due anni, di problemi fisici continui. Il problema di questo giocatore non è tecnico. Chi si meraviglia delle sue qualità forse dimentica che è stato seguito e considerato un calciatore di prospettiva, con caratteristiche importanti. Si era parlato addirittura di un possibile nuovo Koulibaly. Il problema è capire come gestire la sua fragilità fisica. Quando allenavo a Ischia, avevo un giocatore con caratteristiche simili dal punto di vista della fragilità muscolare, Ciro Caruso, che conoscete benissimo. In casi del genere, consiglierei di studiare un programma di lavoro specifico. Il lavoro in palestra e quello muscolare devono essere calibrati, soprattutto quando si ha a che fare con atleti molto potenti, che tendono a riportare lesioni se sottoposti a carichi non adeguati. Bisogna inventarsi qualcosa di diverso, individuare un tipo di allenamento che possa preservare meglio questi giocatori e studiare attentamente anche la fase di recupero. Se gli infortuni si ripetono continuamente, significa che qualcosa non funziona. Bisogna interrogarsi non soltanto sulle caratteristiche dell'atleta, ma anche sui metodi di preparazione e sull'approccio standard, che non sempre possono essere applicati indistintamente a tutti i giocatori".
 
Secondo lei il Napoli è una squadra in grado di inanellare una serie di sei, sette o otto vittorie consecutive, rilanciandosi così nelle prime posizioni della classifica, oppure dobbiamo aspettarci che la stagione prosegua su questi livelli?
 
"Sono curioso di vedere che cosa succederà quando la squadra recupererà tutti i giocatori e potrà eventualmente intervenire sul mercato. Dal punto di vista tattico, infatti, credo che al Napoli manchino ancora alcuni elementi ideali per questo nuovo centrocampo, capaci di dare un contributo sia in fase offensiva sia in fase di contenimento. Il campionato sta dimostrando che molte squadre segnano parecchio, ma concedono anche tantissimo. In teoria, quindi, il Napoli può battere chiunque. Abbiamo visto squadre come la Lazio e la Roma mettere in difficoltà gli avversari, ma anche concedere molto quando la partita diventa aperta. Se il Napoli riuscirà a trovare equilibrio, soprattutto in fase difensiva, potrà fare un salto di qualità. Questo nuovo centrocampo mi piace moltissimo, nonostante quello che si possa dire. Con De Bruyne il pallone esce velocemente e abbiamo visto partite molto belle proprio grazie alla sua capacità di gestire il possesso anche in situazioni difficili. Questo è fondamentale per la velocità del Napoli. Crescerà anche McTominay, che ha dato una mano importante nel contenere le avanzate della Roma. Nel primo tempo, però, l'ho visto un po' meno dentro la partita, nonostante abbia segnato due gol. Quando tornerà al massimo della condizione, potrà dare un contributo ancora maggiore: oltre alle sue qualità realizzative, potrà aiutare la squadra anche in fase di contenimento. Con Vergara e gli altri centrocampisti a disposizione, vedo una squadra che può diventare molto forte, non soltanto per quanto riguarda i titolari, ma anche per le alternative. Naturalmente, bisognerà trovare il giusto equilibrio, perché alcuni giocatori possono fare la differenza in fase offensiva ma faticano maggiormente in quella difensiva. Il Napoli, secondo me, ha grandi possibilità di recuperare terreno. Magari sarà una rincorsa lunga, ma possiamo farcela".
 
Mister, mi ha dato uno spunto importante parlando di McTominay, che vede bene anche in una posizione più arretrata, da mediano. Può diventare una soluzione per il centrocampo del Napoli?
 
"Sì, potrebbe essere una chiave importante. Se lo si utilizza in una posizione più arretrata, può aiutare la squadra a gestire meglio il centrocampo e a garantire maggiore copertura. Naturalmente, dipende anche da come vengono organizzate le rotazioni e dai cambi di posizione durante la partita. Se si gioca con tre centrocampisti, la soluzione può diventare ancora più interessante, un po' come fanno altre squadre. McTominay potrebbe essere un riferimento importante, soprattutto per la capacità di coprire gli spazi e aiutare la difesa. Contro la Roma, lo abbiamo visto ripiegare spesso e dare una mano anche nei raddoppi su Malen. Con tre giocatori capaci di scambiarsi le posizioni, il Napoli diventerebbe anche più imprevedibile. Naturalmente, bisogna considerare pure l'aspetto fisico, perché De Bruyne e McTominay sono giocatori strutturati e potenti. Ma io vedo il Napoli con grandi possibilità di recuperare terreno, anche se potrebbe essere una rincorsa lunga".
 
Mister, vorrei un suo parere su Lorenzo Lucca. Quello che stiamo vedendo oggi al Napoli è davvero il suo valore oppure c'è qualcosa che lo blocca, magari dal punto di vista psicologico?
 
"Ho sentito dire che Lucca abbia fallito a Pisa, ma non è vero. Ha attraversato momenti difficili, però a Pisa e a Palermo ha dimostrato di avere qualità e di saper segnare. Quando un giocatore ha dimostrato di saper giocare a calcio, non può averlo dimenticato da un giorno all'altro. Bisognerebbe capire se ci siano motivazioni extracalcistiche, magari legate all'aspetto psicologico, ai rapporti con l'ambiente, ai comportamenti o al modo in cui sta recuperando la condizione. Le ragioni possono essere tante. Tutti i calciatori attraversano momenti difficili e non bisogna pensare che una fase negativa significhi necessariamente che un giocatore non sia adatto a una determinata squadra. Io penso che Lucca possa ancora dire la sua. Il Napoli ha bisogno di trovare il momento giusto per valorizzarlo e permettergli di ritrovare fiducia. Considerando la pressione che aveva a Roma e il dispendio energetico della partita, io lo avrei visto bene in campo. È un giocatore dotato di grande fisicità e, prima o poi, deve riuscire a esprimere tutto il suo potenziale. Non possiamo concludere che non sia da Napoli o che non riesca a reggere l'ambiente partenopeo. È un attaccante che ha già segnato e contribuito a ottenere risultati importanti in Serie A. Non dobbiamo dimenticare che giocare in una grande squadra comporta una pressione maggiore, ma questo non significa che non possa riuscire a gestirla. A Udine, per esempio, giocava spesso in coppia con un altro attaccante, mentre al Napoli si ritrova frequentemente a giocare da solo. Questa potrebbe non essere la condizione ideale per un centravanti con la sua struttura fisica. Sono attenuanti che vanno considerate quando si valuta il suo rendimento. Per capire davvero le caratteristiche di un giocatore, bisogna dargli continuità e vederlo in campo più spesso. Capisco le esigenze degli allenatori, Allegri compreso, ma Lucca non è un giocatore così scarso come potrebbe sembrare in questo momento. Gli darei ancora fiducia e lo giudicherei più avanti, quando avrà avuto altre opportunità".
 
Allegri, rispetto a Conte, sembra avere maggiore pazienza con Lucca e continua a sostenerlo anche pubblicamente, spendendo parole positive nei suoi confronti. La fiducia dell'allenatore potrebbe aiutarlo a uscire da questo momento difficile?
 
"Sicuramente. Il fatto che Allegri continui a sostenerlo e a parlare bene di lui può aiutarlo a ritrovare fiducia. Se l'allenatore gli dà opportunità e continua a credere nelle sue qualità, Lucca può crescere e migliorare progressivamente. Mi auguro che, andando avanti nella stagione, possa dimostrare tutto il suo valore".