Faouzi Ghoulam con la sua storia dalle magie sul campo, il tunnel degli infortuni e la nuova vita da imprenditore, tra viaggi, responsabilità, nuove conoscenze. È l’incontro che hanno fatto gli studenti dell’Università della Calabria in una mattinata molto proficua dentro il progetto “Unical Games” organizzato in collaborazione con Beclay Agency. Questa l'intervista di Ghoulam al Corriere della Sera.
Percorre tutta la sua carriera, anche il finale, quando tra Francia e Turchia ha deciso di ritirarsi: «L’ho fatto perché mi sono trovato in un mondo diverso, senza i valori con cui sono cresciuto, in cui i ragazzi ambivano ai grandi palcoscenici non sostenendo il percorso con i dovuti sacrifici. Poi avevo già fuori il nuovo mondo che m’aspettava».
È il suo mantra rivolgendosi ai giovani: «Credete nei vostri sogni e fate i sacrifici giusti per raggiungerli, date tutto». È un continuo ondeggiare tra il passato e il presente, in mezzo c’è tanto Napoli: «Lì ho capito cosa significasse rappresentare un popolo e una città, avevo tanta riconoscenza per i napoletani. Forse anche per questo motivo mi sono infortunato, ho fatto più di quanto potesse il mio corpo. Ho subito quattro operazioni: tre ad un ginocchio e una all’altro».
Il primo novembre 2017, quando si rompe il crociato contro il Manchester City, gli avversari di quella sera a Fuorigrotta potevano rappresentare il suo futuro. I Citizens erano pronti ad investire 55 milioni di euro, c’era già l’accordo con il Napoli: rinnovo e trasferimento.
«Potevo recuperare con calma e, invece, ero mosso dalla volontà di vincere al Napoli, di ripagare la fiducia della gente», racconta Faouzi Ghoulam che unisce la lucidità di chi ricostruisce la propria vita con qualche emozione che inevitabilmente scorre nelle pieghe dei ricordi.
Poco meno di dieci anni fa Ghoulam era uno dei terzini sinistri più forti al mondo, all’altezza dei top team. «Sognavo il Real Madrid ma il mio procuratore me lo sconsigliava, Marcelo era ancora giovane. Tante squadre mi volevano ma sono fortunato, ho giocato nel Napoli. Che gioia finire nell’undici storico, sono nel murales all’esterno del Maradona. Ci porterò i miei genitori e i miei figli».
L’avversario del Napoli di Ghoulam era la Juventus di Max Allegri, che, invece, per i giri del mondo del pallone guiderà proprio gli azzurri nella prossima stagione. Faouzi promuove la scelta di De Laurentiis di puntare su Max: «Può essere una scelta vincente come Conte che ha portato a casa uno scudetto e una Supercoppa. È un ottimo allenatore, secondo me può capire subito cosa significa essere al Napoli perché quando è arrivato al Milan era dipinto come un fenomeno. Penso sia un allenatore molto bravo, mi auguro e credo che possa fare molto bene, non penso che le difficoltà del Milan dipendano da lui, da quando è andato via Pioli hanno fatto fatica, quindi ha dei problemi ormai da qualche anno».
Il punto di forza è la società: «Si può essere d’accordo o meno con il presidente De Laurentiis ma ha dato al Napoli ciò che non hanno le altre concorrenti in Serie A: la stabilità che è la chiave con cui sono arrivati i successi».
C’è bisogno, però, di prendersi il futuro, saper raccogliere le sfide come del resto fa anche Ghoulam nel suo percorso da imprenditore. Tra un viaggio e l’altro, pensando al mondo del real estate, ha sviluppato anche una visione aziendale da presidente, non solo da campo: «Credo che il Napoli possa essere ancora molto competitivo, può dire la sua anche nei prossimi anni ma deve crescere riguardo agli incassi, altrimenti diventerà dura al cospetto della forza dei fondi d’investimento che stanno entrando sempre di più nel calcio. Parlo dello stadio e del centro sportivo che sono fondamentali».
Faouzi vede ancora bellezza nel futuro del Napoli: «È una realtà del calcio italiano, può continuare a regalarci gioie». Usa sempre il noi parlando degli azzurri, testimoniando un senso d’appartenenza che va oltre ogni epoca.
di Redazione
10/06/2026 - 21:53
Faouzi Ghoulam con la sua storia dalle magie sul campo, il tunnel degli infortuni e la nuova vita da imprenditore, tra viaggi, responsabilità, nuove conoscenze. È l’incontro che hanno fatto gli studenti dell’Università della Calabria in una mattinata molto proficua dentro il progetto “Unical Games” organizzato in collaborazione con Beclay Agency. Questa l'intervista di Ghoulam al Corriere della Sera.
Percorre tutta la sua carriera, anche il finale, quando tra Francia e Turchia ha deciso di ritirarsi: «L’ho fatto perché mi sono trovato in un mondo diverso, senza i valori con cui sono cresciuto, in cui i ragazzi ambivano ai grandi palcoscenici non sostenendo il percorso con i dovuti sacrifici. Poi avevo già fuori il nuovo mondo che m’aspettava».
È il suo mantra rivolgendosi ai giovani: «Credete nei vostri sogni e fate i sacrifici giusti per raggiungerli, date tutto». È un continuo ondeggiare tra il passato e il presente, in mezzo c’è tanto Napoli: «Lì ho capito cosa significasse rappresentare un popolo e una città, avevo tanta riconoscenza per i napoletani. Forse anche per questo motivo mi sono infortunato, ho fatto più di quanto potesse il mio corpo. Ho subito quattro operazioni: tre ad un ginocchio e una all’altro».
Il primo novembre 2017, quando si rompe il crociato contro il Manchester City, gli avversari di quella sera a Fuorigrotta potevano rappresentare il suo futuro. I Citizens erano pronti ad investire 55 milioni di euro, c’era già l’accordo con il Napoli: rinnovo e trasferimento.
«Potevo recuperare con calma e, invece, ero mosso dalla volontà di vincere al Napoli, di ripagare la fiducia della gente», racconta Faouzi Ghoulam che unisce la lucidità di chi ricostruisce la propria vita con qualche emozione che inevitabilmente scorre nelle pieghe dei ricordi.
Poco meno di dieci anni fa Ghoulam era uno dei terzini sinistri più forti al mondo, all’altezza dei top team. «Sognavo il Real Madrid ma il mio procuratore me lo sconsigliava, Marcelo era ancora giovane. Tante squadre mi volevano ma sono fortunato, ho giocato nel Napoli. Che gioia finire nell’undici storico, sono nel murales all’esterno del Maradona. Ci porterò i miei genitori e i miei figli».
L’avversario del Napoli di Ghoulam era la Juventus di Max Allegri, che, invece, per i giri del mondo del pallone guiderà proprio gli azzurri nella prossima stagione. Faouzi promuove la scelta di De Laurentiis di puntare su Max: «Può essere una scelta vincente come Conte che ha portato a casa uno scudetto e una Supercoppa. È un ottimo allenatore, secondo me può capire subito cosa significa essere al Napoli perché quando è arrivato al Milan era dipinto come un fenomeno. Penso sia un allenatore molto bravo, mi auguro e credo che possa fare molto bene, non penso che le difficoltà del Milan dipendano da lui, da quando è andato via Pioli hanno fatto fatica, quindi ha dei problemi ormai da qualche anno».
Il punto di forza è la società: «Si può essere d’accordo o meno con il presidente De Laurentiis ma ha dato al Napoli ciò che non hanno le altre concorrenti in Serie A: la stabilità che è la chiave con cui sono arrivati i successi».
C’è bisogno, però, di prendersi il futuro, saper raccogliere le sfide come del resto fa anche Ghoulam nel suo percorso da imprenditore. Tra un viaggio e l’altro, pensando al mondo del real estate, ha sviluppato anche una visione aziendale da presidente, non solo da campo: «Credo che il Napoli possa essere ancora molto competitivo, può dire la sua anche nei prossimi anni ma deve crescere riguardo agli incassi, altrimenti diventerà dura al cospetto della forza dei fondi d’investimento che stanno entrando sempre di più nel calcio. Parlo dello stadio e del centro sportivo che sono fondamentali».
Faouzi vede ancora bellezza nel futuro del Napoli: «È una realtà del calcio italiano, può continuare a regalarci gioie». Usa sempre il noi parlando degli azzurri, testimoniando un senso d’appartenenza che va oltre ogni epoca.