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L'EX - Iezzo: "Il Napoli deve lavorare, ritrovare certezze e soprattutto tornare a vincere"
11.09.2026 22:31 di Napoli Magazine
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Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, l’ex portiere e allenatore Gennaro Iezzo ha analizzato il momento del Napoli dopo le tre sconfitte consecutive, soffermandosi sulla sfida contro il Bologna, sulle difficoltà della fase difensiva, sull’assenza di Alex Meret, sul possibile utilizzo di Milinkovic-Savic e sulle idee di gioco di Massimiliano Allegri.

"Tre sconfitte consecutive sicuramente rappresentano un momento delicato, ma bisogna anche ricordare contro quali avversari sono arrivate. Il Napoli ha affrontato l’Arsenal, una delle squadre più forti al mondo, l’Inter, campione d’Italia, e il Como, che comunque è una formazione di valore. In momenti come questo, però, sono soprattutto i giocatori più esperti a dover trascinare il gruppo e a trasmettere ai compagni le motivazioni giuste per uscire dalla difficoltà.

Ho ascoltato quello che ha detto Allegri dopo la partita con l’Arsenal: la vittoria è la miglior medicina in situazioni del genere. Sono d’accordo. È inevitabile che queste tre sconfitte possano lasciare qualche residuo dal punto di vista psicologico, ma sono convinto che il Napoli possa ritrovare presto il successo. Una vittoria cambierebbe immediatamente il clima, permetterebbe di mettere alle spalle questo periodo e di ripartire con maggiore tranquillità.

Non dimentichiamo che il Napoli è una squadra forte. Certo, anche gli infortuni stanno incidendo ormai da diverso tempo e dall’anno scorso continuano a rappresentare un problema. Però bisogna andare avanti e la partita contro il Bologna può diventare l’occasione per ritrovare certezze.

Per quanto riguarda la fase difensiva, non parlerei soltanto del reparto arretrato, ma proprio dell’intero atteggiamento difensivo della squadra. Con Conte avevamo visto una fase difensiva preparata in maniera quasi maniacale, che iniziava dagli attaccanti. Conte era molto insistente su questo aspetto. Allegri, invece, è un allenatore che probabilmente lascia qualcosa in più alle qualità individuali e concede maggiore libertà ai giocatori offensivi.

Il problema è che il Napoli deve ancora capire con chiarezza come andare a prendere gli avversari. In alcune situazioni vediamo una squadra che non sembra sapere se difendere con un blocco basso oppure se andare a pressare più avanti. Quando ci si abbassa troppo, si rischia di portare l’avversario dentro la propria area di rigore. E contro squadre come Arsenal, Inter e Como, che hanno giocatori di qualità, capacità di palleggio e uomini in grado di trovare l’imbucata tra le linee, questo diventa estremamente pericoloso.

Allegri dovrà quindi lavorare sulla fase difensiva nel suo complesso, partendo dagli attaccanti. Bisogna decidere che tipo di calcio si vuole proporre: se difendere bassi, bisogna farlo con determinati meccanismi e grande attenzione; se invece si decide di andare più alti, bisogna accettare qualche rischio alle spalle della linea difensiva. Sono sicuro che l’allenatore stia cercando il giusto equilibrio per evitare soprattutto di portare gli avversari troppo vicino alla propria area.

Per quanto riguarda Meret, la sua prestazione ha confermato ancora una volta il valore del portiere. Ha giocato anche stringendo i denti nonostante il problema fisico e questo gli fa sicuramente onore. Adesso, con Milinkovic-Savic, potrebbe cambiare qualcosa anche nella costruzione, perché il suo lancio lungo può rappresentare un’arma in più. Però bisogna capire anche come si comporteranno gli avversari.

Se affronti una squadra che si difende molto bassa, il lancio lungo può servire fino a un certo punto. Contro l’Arsenal, per esempio, abbiamo visto una squadra che non faceva necessariamente un pressing offensivo esasperato, ma aveva una grande aggressività nell’attaccare l’avversario e nel non lasciarlo ragionare. Il Napoli, però, deve ritrovare soprattutto quella qualità nel possesso e nello sviluppo delle azioni che abbiamo visto anche in passato.

Per fare questo, però, servono anche i giocatori con le caratteristiche giuste. Lobotka è un grandissimo palleggiatore, ma tende a verticalizzare poco. In questo momento De Bruyne è probabilmente l’unico centrocampista in grado di andare con continuità alla ricerca dello spazio tra le linee e sfruttare la propria qualità nell’ultimo passaggio.

Al Napoli manca forse qualche giocatore in grado di saltare l’uomo a centrocampo e mettere gli attaccanti nelle condizioni migliori per attaccare gli spazi. Penso a Hojlund: se gli dai la possibilità di andare a campo aperto, può sfruttare la sua forza e la sua velocità. Invece troppo spesso lo vediamo ricevere palle lunghe e ritrovarsi da solo a combattere contro due difensori.

Bisogna quindi trovare delle soluzioni diverse, anche attraverso giocatori capaci di verticalizzare maggiormente e sfruttando l’intelligenza tattica di De Bruyne. L’obiettivo deve essere quello di mettere Hojlund nelle condizioni di esprimere le proprie qualità. Il Napoli deve ritrovare un po’ di quel fraseggio che in questo momento sta venendo a mancare.

Sul discorso del gioco di Allegri, non condivido nemmeno più la distinzione tra ‘giochisti’ e ‘risultatisti’. Per me sono definizioni che lasciano il tempo che trovano. Non credo che ci sia qualcuno che scenda in campo per non ottenere il risultato. Se costruisci una determinata azione e cerchi di arrivare al gol, lo fai perché vuoi vincere.

È chiaro che durante una partita ci sono momenti diversi. In alcune fasi devi giocare e costruire, in altre puoi sfruttare maggiormente la fisicità dei tuoi giocatori, magari cercando le seconde palle o giocando in maniera più diretta. Non esiste un solo modo per affrontare una partita.

Il problema arriva quando si pensa di poter giocare sempre nello stesso modo. Bisogna saper leggere i momenti della gara, capire quello che serve e adattarsi alle caratteristiche dei propri giocatori e dell’avversario. Allegri dovrà trovare questo equilibrio, ma non credo che sia il momento di fare processi: il Napoli deve lavorare, ritrovare certezze e soprattutto tornare a vincere".

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L'EX - Iezzo: "Il Napoli deve lavorare, ritrovare certezze e soprattutto tornare a vincere"

di Redazione

11/09/2026 - 22:31

Nel corso del suo intervento ai microfoni di Radio Punto Nuovo, l’ex portiere e allenatore Gennaro Iezzo ha analizzato il momento del Napoli dopo le tre sconfitte consecutive, soffermandosi sulla sfida contro il Bologna, sulle difficoltà della fase difensiva, sull’assenza di Alex Meret, sul possibile utilizzo di Milinkovic-Savic e sulle idee di gioco di Massimiliano Allegri.

"Tre sconfitte consecutive sicuramente rappresentano un momento delicato, ma bisogna anche ricordare contro quali avversari sono arrivate. Il Napoli ha affrontato l’Arsenal, una delle squadre più forti al mondo, l’Inter, campione d’Italia, e il Como, che comunque è una formazione di valore. In momenti come questo, però, sono soprattutto i giocatori più esperti a dover trascinare il gruppo e a trasmettere ai compagni le motivazioni giuste per uscire dalla difficoltà.

Ho ascoltato quello che ha detto Allegri dopo la partita con l’Arsenal: la vittoria è la miglior medicina in situazioni del genere. Sono d’accordo. È inevitabile che queste tre sconfitte possano lasciare qualche residuo dal punto di vista psicologico, ma sono convinto che il Napoli possa ritrovare presto il successo. Una vittoria cambierebbe immediatamente il clima, permetterebbe di mettere alle spalle questo periodo e di ripartire con maggiore tranquillità.

Non dimentichiamo che il Napoli è una squadra forte. Certo, anche gli infortuni stanno incidendo ormai da diverso tempo e dall’anno scorso continuano a rappresentare un problema. Però bisogna andare avanti e la partita contro il Bologna può diventare l’occasione per ritrovare certezze.

Per quanto riguarda la fase difensiva, non parlerei soltanto del reparto arretrato, ma proprio dell’intero atteggiamento difensivo della squadra. Con Conte avevamo visto una fase difensiva preparata in maniera quasi maniacale, che iniziava dagli attaccanti. Conte era molto insistente su questo aspetto. Allegri, invece, è un allenatore che probabilmente lascia qualcosa in più alle qualità individuali e concede maggiore libertà ai giocatori offensivi.

Il problema è che il Napoli deve ancora capire con chiarezza come andare a prendere gli avversari. In alcune situazioni vediamo una squadra che non sembra sapere se difendere con un blocco basso oppure se andare a pressare più avanti. Quando ci si abbassa troppo, si rischia di portare l’avversario dentro la propria area di rigore. E contro squadre come Arsenal, Inter e Como, che hanno giocatori di qualità, capacità di palleggio e uomini in grado di trovare l’imbucata tra le linee, questo diventa estremamente pericoloso.

Allegri dovrà quindi lavorare sulla fase difensiva nel suo complesso, partendo dagli attaccanti. Bisogna decidere che tipo di calcio si vuole proporre: se difendere bassi, bisogna farlo con determinati meccanismi e grande attenzione; se invece si decide di andare più alti, bisogna accettare qualche rischio alle spalle della linea difensiva. Sono sicuro che l’allenatore stia cercando il giusto equilibrio per evitare soprattutto di portare gli avversari troppo vicino alla propria area.

Per quanto riguarda Meret, la sua prestazione ha confermato ancora una volta il valore del portiere. Ha giocato anche stringendo i denti nonostante il problema fisico e questo gli fa sicuramente onore. Adesso, con Milinkovic-Savic, potrebbe cambiare qualcosa anche nella costruzione, perché il suo lancio lungo può rappresentare un’arma in più. Però bisogna capire anche come si comporteranno gli avversari.

Se affronti una squadra che si difende molto bassa, il lancio lungo può servire fino a un certo punto. Contro l’Arsenal, per esempio, abbiamo visto una squadra che non faceva necessariamente un pressing offensivo esasperato, ma aveva una grande aggressività nell’attaccare l’avversario e nel non lasciarlo ragionare. Il Napoli, però, deve ritrovare soprattutto quella qualità nel possesso e nello sviluppo delle azioni che abbiamo visto anche in passato.

Per fare questo, però, servono anche i giocatori con le caratteristiche giuste. Lobotka è un grandissimo palleggiatore, ma tende a verticalizzare poco. In questo momento De Bruyne è probabilmente l’unico centrocampista in grado di andare con continuità alla ricerca dello spazio tra le linee e sfruttare la propria qualità nell’ultimo passaggio.

Al Napoli manca forse qualche giocatore in grado di saltare l’uomo a centrocampo e mettere gli attaccanti nelle condizioni migliori per attaccare gli spazi. Penso a Hojlund: se gli dai la possibilità di andare a campo aperto, può sfruttare la sua forza e la sua velocità. Invece troppo spesso lo vediamo ricevere palle lunghe e ritrovarsi da solo a combattere contro due difensori.

Bisogna quindi trovare delle soluzioni diverse, anche attraverso giocatori capaci di verticalizzare maggiormente e sfruttando l’intelligenza tattica di De Bruyne. L’obiettivo deve essere quello di mettere Hojlund nelle condizioni di esprimere le proprie qualità. Il Napoli deve ritrovare un po’ di quel fraseggio che in questo momento sta venendo a mancare.

Sul discorso del gioco di Allegri, non condivido nemmeno più la distinzione tra ‘giochisti’ e ‘risultatisti’. Per me sono definizioni che lasciano il tempo che trovano. Non credo che ci sia qualcuno che scenda in campo per non ottenere il risultato. Se costruisci una determinata azione e cerchi di arrivare al gol, lo fai perché vuoi vincere.

È chiaro che durante una partita ci sono momenti diversi. In alcune fasi devi giocare e costruire, in altre puoi sfruttare maggiormente la fisicità dei tuoi giocatori, magari cercando le seconde palle o giocando in maniera più diretta. Non esiste un solo modo per affrontare una partita.

Il problema arriva quando si pensa di poter giocare sempre nello stesso modo. Bisogna saper leggere i momenti della gara, capire quello che serve e adattarsi alle caratteristiche dei propri giocatori e dell’avversario. Allegri dovrà trovare questo equilibrio, ma non credo che sia il momento di fare processi: il Napoli deve lavorare, ritrovare certezze e soprattutto tornare a vincere".