Fabio Viviani, allenatore ed ex collaboratore nello staff di Reja, è intervenuto a La Repubblica: "Lavezzi? Inizialmente lo abbiamo sostituito e gli risparmiavamo l’ultimo quarto d’ora. Eravamo convinti che dopo tantissime sgroppate sulla fascia fosse stanco. Mi pare che capitò per due partite di fila. La settimana successiva, alla ripresa degli allenamenti, sentimmo bussare alla porta dell’ufficio di Edy Reja. Era Ezequiel. Fummo ovviamente sorpresi, all’inizio era abbastanza taciturno anche per via della lingua e parlava pochissimo. Disse poche parole: ‘Mister, guarda che io ce la faccio. Poi precisò: ‘Non è un problema, io sto bene’. Si riferiva ovviamente alla possibilità di giocare per tutti novanta minuti. Edy allora venne da me e mi disse: ‘Fabio, lasciamolo dentro e proviamo’. Da allora non è mai più uscito. Sono felice che stia meglio. E’ sempre stato un buono. Durante gli allenamenti era sempre sorridente, come lo è adesso. E’ una persona gentile".
di Redazione
13/09/2026 - 14:48
Fabio Viviani, allenatore ed ex collaboratore nello staff di Reja, è intervenuto a La Repubblica: "Lavezzi? Inizialmente lo abbiamo sostituito e gli risparmiavamo l’ultimo quarto d’ora. Eravamo convinti che dopo tantissime sgroppate sulla fascia fosse stanco. Mi pare che capitò per due partite di fila. La settimana successiva, alla ripresa degli allenamenti, sentimmo bussare alla porta dell’ufficio di Edy Reja. Era Ezequiel. Fummo ovviamente sorpresi, all’inizio era abbastanza taciturno anche per via della lingua e parlava pochissimo. Disse poche parole: ‘Mister, guarda che io ce la faccio. Poi precisò: ‘Non è un problema, io sto bene’. Si riferiva ovviamente alla possibilità di giocare per tutti novanta minuti. Edy allora venne da me e mi disse: ‘Fabio, lasciamolo dentro e proviamo’. Da allora non è mai più uscito. Sono felice che stia meglio. E’ sempre stato un buono. Durante gli allenamenti era sempre sorridente, come lo è adesso. E’ una persona gentile".