A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.
Presidente, prima convocazione per Milton Pereyra, il nuovo gioiellino del Napoli Primavera, che potrebbe giocare contro il Torino. Come lo vede? Ci illustra questo profilo?
“Ho sempre avuto a che fare con il Sudamerica, soprattutto con l'Argentina, quindi conosco molto meglio quel mercato rispetto a quello italiano. Pereira è un prospetto interessante, ma ha bisogno di crescere. Il campionato italiano, soprattutto a livello giovanile, è una scuola formativa straordinaria. Inoltre tra Napoli e Argentina c'è da sempre un legame speciale, anche simbolico, nei colori. Mi auguro che il ragazzo possa rispettare le aspettative e intraprendere un percorso di crescita importante. Le qualità ci sono, adesso serve continuità".
Partita insidiosa contro il Verona, non è un avversario semplice e non sarà facile per Antonio Conte e i suoi ragazzi. Che gara si aspetta?
“Sono tutte partite difficili, non esistono gare semplici. Contro il Napoli nessuno viene a fare una passeggiata. Però io avverto un clima attorno alla squadra e attorno a Conte che non mi piace. Da un po' di tempo si respira un'aria pesante. Non capisco se si stia cercando lo scontro per arrivare a una rottura o se si voglia spingere l'allenatore verso l'addio. Questa situazione non mi piace affatto. Conte avrà fatto i suoi errori, come tutti, ma ricordo che il Napoli in questa stagione ha già conquistato un trofeo e che nulla è compromesso. Nel calcio basta un pallone che entra o che colpisce la traversa per cambiare i giudizi, se entra sei bravo, se esce diventi incapace. Dare tutte le colpe a Conte mi sembra eccessivo. Serve equilibrio".
Secondo lei il Napoli può ancora competere per il campionato o deve concentrarsi solo sui posti europei?
“Io l'ho detto in tempi non sospetti, l'Inter resta la squadra più attrezzata per vincere il campionato e lo penso ancora oggi. Andrà dritta verso lo scudetto, soprattutto dopo l'uscita dalle coppe europee. In Champions League, purtroppo, le italiane hanno deluso, su cinque squadre ne è rimasta solo una agli ottavi, l'Atalanta, che ha compiuto un vero miracolo sportivo. Questo dovrebbe farci riflettere sullo stato del calcio italiano, partendo dalle basi. Il problema è strutturale, riguarda l'organizzazione e la programmazione. Di questo dovremmo parlare seriamente".
Presidente, Kevin De Bruyne, ha recuperato dall'infortunio ma deve completare la riatletizzazione. Pensa che possa dare un contributo al Napoli in questo finale di stagione o tornerà soprattutto per farsi trovare pronto per il Mondiale?
“L'infortunio che ha avuto è stato molto serio, con una ricaduta importante. Quando successe dissi subito che difficilmente lo avremmo rivisto protagonista in questa stagione. De Bruyne al Napoli, almeno per questa stagione, è una parentesi da considerarsi chiusa. Credo che adesso lavorerà soprattutto per tornare al meglio in vista del Mondiale con la sua nazionale. Un infortunio del genere, alla sua età e dopo mesi di stop, lascia strascichi non solo fisici ma anche mentali. E l'aspetto psicologico incide tantissimo".
Secondo lei nella prossima stagione resterà al Napoli?
“Non vedo molte società disposte a investire cifre importanti su un giocatore reduce da un infortunio così grave. Inoltre, quando hai paura di una ricaduta, rischi di non essere più lo stesso. È un peccato, perché il Napoli lo ha potuto ammirare poco, ma parliamo di un campione vero. Basta guardare cosa sta facendo Luka Modric al Milan, certi giocatori non hanno età e in un campionato livellato come il nostro, possono ancora fare la differenza".
di Redazione
27/02/2026 - 12:26
A “1 Football Club”, su 1 Station Radio, è intervenuto Claudio Anellucci, agente FIFA.
Presidente, prima convocazione per Milton Pereyra, il nuovo gioiellino del Napoli Primavera, che potrebbe giocare contro il Torino. Come lo vede? Ci illustra questo profilo?
“Ho sempre avuto a che fare con il Sudamerica, soprattutto con l'Argentina, quindi conosco molto meglio quel mercato rispetto a quello italiano. Pereira è un prospetto interessante, ma ha bisogno di crescere. Il campionato italiano, soprattutto a livello giovanile, è una scuola formativa straordinaria. Inoltre tra Napoli e Argentina c'è da sempre un legame speciale, anche simbolico, nei colori. Mi auguro che il ragazzo possa rispettare le aspettative e intraprendere un percorso di crescita importante. Le qualità ci sono, adesso serve continuità".
Partita insidiosa contro il Verona, non è un avversario semplice e non sarà facile per Antonio Conte e i suoi ragazzi. Che gara si aspetta?
“Sono tutte partite difficili, non esistono gare semplici. Contro il Napoli nessuno viene a fare una passeggiata. Però io avverto un clima attorno alla squadra e attorno a Conte che non mi piace. Da un po' di tempo si respira un'aria pesante. Non capisco se si stia cercando lo scontro per arrivare a una rottura o se si voglia spingere l'allenatore verso l'addio. Questa situazione non mi piace affatto. Conte avrà fatto i suoi errori, come tutti, ma ricordo che il Napoli in questa stagione ha già conquistato un trofeo e che nulla è compromesso. Nel calcio basta un pallone che entra o che colpisce la traversa per cambiare i giudizi, se entra sei bravo, se esce diventi incapace. Dare tutte le colpe a Conte mi sembra eccessivo. Serve equilibrio".
Secondo lei il Napoli può ancora competere per il campionato o deve concentrarsi solo sui posti europei?
“Io l'ho detto in tempi non sospetti, l'Inter resta la squadra più attrezzata per vincere il campionato e lo penso ancora oggi. Andrà dritta verso lo scudetto, soprattutto dopo l'uscita dalle coppe europee. In Champions League, purtroppo, le italiane hanno deluso, su cinque squadre ne è rimasta solo una agli ottavi, l'Atalanta, che ha compiuto un vero miracolo sportivo. Questo dovrebbe farci riflettere sullo stato del calcio italiano, partendo dalle basi. Il problema è strutturale, riguarda l'organizzazione e la programmazione. Di questo dovremmo parlare seriamente".
Presidente, Kevin De Bruyne, ha recuperato dall'infortunio ma deve completare la riatletizzazione. Pensa che possa dare un contributo al Napoli in questo finale di stagione o tornerà soprattutto per farsi trovare pronto per il Mondiale?
“L'infortunio che ha avuto è stato molto serio, con una ricaduta importante. Quando successe dissi subito che difficilmente lo avremmo rivisto protagonista in questa stagione. De Bruyne al Napoli, almeno per questa stagione, è una parentesi da considerarsi chiusa. Credo che adesso lavorerà soprattutto per tornare al meglio in vista del Mondiale con la sua nazionale. Un infortunio del genere, alla sua età e dopo mesi di stop, lascia strascichi non solo fisici ma anche mentali. E l'aspetto psicologico incide tantissimo".
Secondo lei nella prossima stagione resterà al Napoli?
“Non vedo molte società disposte a investire cifre importanti su un giocatore reduce da un infortunio così grave. Inoltre, quando hai paura di una ricaduta, rischi di non essere più lo stesso. È un peccato, perché il Napoli lo ha potuto ammirare poco, ma parliamo di un campione vero. Basta guardare cosa sta facendo Luka Modric al Milan, certi giocatori non hanno età e in un campionato livellato come il nostro, possono ancora fare la differenza".