A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Giovanni Ignoffo, ex calciatore del Napoli: "Non sono solo orgoglioso, sono grato alla città di Napoli perché in poco tempo mi ha dato tanto amore e attaccamento alla maglia. Io sono un milionesimo dei giocatori importanti passati per Napoli, mi ritengo una braciola. Mi ricordano ancora con affetto. È motivo di vanto. Giocare al San Paolo, stare a contatto con la gente, è molto più di un orgoglio. Mi sento gratificato da questi piccoli contatti che arrivano attraverso radio e tv. Spero che questo centenario si concluda nel migliore dei modi. Nel ventennio di De Laurentiis abbiamo assistito ad una storia del Napoli importante, ha dato tanti trofei e ha fatto partecipare la squadra a competizioni sempre importanti. Ci sono tante parabole incontrollabili in questo Mondo, quando uno comincia ci mette tutto. Cosa ricordo di quegli anni? La passione dei tifosi del Napoli non è mai passata. Ci hanno sostenuto per completare l'annata nel migliore dei modi, anche se patimmo l'assenza di tanti giocatori in quella parte finale di campionato. Noi ci mettemmo a disposizione di una piazza. Io arrivai a Napoli dalla Serie B, io ero anche in Serie A con il Perugia. Per me Napoli non ha categorie: la piazza azzurra è di un altro livello per passionalità e amore dei tifosi. Sono stato uno dei primi con Montervino, Scarlato, Gianello, arrivammo io e Gatti dal Perugia. Eravamo otto-nove e poi giorno dopo giorno arrivarono le caselle. Fu un trauma ma un inizio che ci lasciò qualcosa nell'anima e nel cuore".
di Redazione
02/07/2026 - 16:27
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Giovanni Ignoffo, ex calciatore del Napoli: "Non sono solo orgoglioso, sono grato alla città di Napoli perché in poco tempo mi ha dato tanto amore e attaccamento alla maglia. Io sono un milionesimo dei giocatori importanti passati per Napoli, mi ritengo una braciola. Mi ricordano ancora con affetto. È motivo di vanto. Giocare al San Paolo, stare a contatto con la gente, è molto più di un orgoglio. Mi sento gratificato da questi piccoli contatti che arrivano attraverso radio e tv. Spero che questo centenario si concluda nel migliore dei modi. Nel ventennio di De Laurentiis abbiamo assistito ad una storia del Napoli importante, ha dato tanti trofei e ha fatto partecipare la squadra a competizioni sempre importanti. Ci sono tante parabole incontrollabili in questo Mondo, quando uno comincia ci mette tutto. Cosa ricordo di quegli anni? La passione dei tifosi del Napoli non è mai passata. Ci hanno sostenuto per completare l'annata nel migliore dei modi, anche se patimmo l'assenza di tanti giocatori in quella parte finale di campionato. Noi ci mettemmo a disposizione di una piazza. Io arrivai a Napoli dalla Serie B, io ero anche in Serie A con il Perugia. Per me Napoli non ha categorie: la piazza azzurra è di un altro livello per passionalità e amore dei tifosi. Sono stato uno dei primi con Montervino, Scarlato, Gianello, arrivammo io e Gatti dal Perugia. Eravamo otto-nove e poi giorno dopo giorno arrivarono le caselle. Fu un trauma ma un inizio che ci lasciò qualcosa nell'anima e nel cuore".