A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Camozzi, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Partiamo da quello che potrebbe succedere in casa Juventus con la mancata qualificazione in Champions League. Da ciò che le risulta, Luciano Spalletti continuerà ad essere l’allenatore della Juventus?
“Secondo me sì, a prescindere. È praticamente confermato che ci sia la volontà di andare avanti con Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus. Non credo ci saranno scossoni da qui alla fine, anche perché è già stato definito un piano alternativo in base all’eventuale qualificazione in Champions. Ad oggi, quindi, Spalletti dovrebbe continuare anche nella prossima stagione”.
Chi invece, ad oggi, sembra destinato a lasciare il proprio club è Massimiliano Allegri e il Milan. È così?
“Sì, purtroppo i risultati sono quelli che sono. È stata una stagione fallimentare, nonostante gli investimenti importanti della proprietà. Il Milan non ha raggiunto gli obiettivi prefissati e adesso si faranno delle riflessioni profonde, non solo sull’allenatore ma anche sull’intero progetto tecnico. Allegri, chiaramente, è tra i principali indiziati e si valuterà la sua posizione con grande attenzione".
Secondo lei queste riflessioni su Massimiliano Allegri potrebbero spingerlo verso la panchina del Napoli?
“Sicuramente il Napoli è una panchina che fa gola a tanti allenatori, non solo ad Allegri. È una società che giocherà la Champions League e che ha una rosa di livello europeo. Chiunque vorrebbe sedersi su quella panchina. Quindi sì, è un'opzione, ma non l'unica".
Ha avuto modo di ascoltare le dichiarazioni della conferenza stampa congiunta tra Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis?
“Sì, ho ascoltato diversi passaggi. Conte è stato molto realistico e onesto intellettualmente. Durante la stagione forse gli era mancato un po' questo aspetto, ma ha riconosciuto anche i meriti degli avversari e ha fatto un'analisi lucida. È uscito bene da questa esperienza, credo abbia dato tutto per il Napoli e il Napoli stesso deve essere orgoglioso di averlo avuto".
Non le sembra un po' pretestuosa la narrazione secondo cui Antonio Conte lascia il Napoli per non essere riuscito a compattare l'ambiente, scaricando le responsabilità su stampa e piazza?
“Napoli è una piazza difficile, come Roma o Firenze, perché vive di calcio ogni giorno. È normale che ci siano pressioni e voci continue. Però è anche vero che Conte è un allenatore molto ambizioso e dopo un paio d'anni tende a voler cambiare e affrontare nuove sfide. Non credo ci sia una sola verità, ma un insieme di fattori che si intrecciano".
Restando su Napoli, Zambo Anguissa sembra sempre più vicino all'addio, tanto da non aver partecipato ai saluti finali con i tifosi. Che sensazioni ha?
“Credo che Anguissa abbia mercato e che possa andare via. Però attenzione anche ad alcune situazioni personali e fisiche che vanno valutate, perché possono diventare un campanello d'allarme. In ogni caso, ho l'impressione che il suo ciclo a Napoli sia arrivato alla fine, indipendentemente da chi sarà l'allenatore".
Stanislav Lobotka, invece? Più vicino alla permanenza o all'addio?
“Dipende molto dal progetto tecnico e dal tipo di allenatore che arriverà. So che non sosteneva più i ritmi di Conte. Ma per la maggior parte degli allenatori in Italia e in Europa, uno come lui è difficile da sostituire. Resta un giocatore fondamentale".
Chi sarà l'allenatore del Napoli nella prossima stagione?
“Il favorito è Vincenzo Italiano, ma attenzione anche a qualche outsider che potrebbe inserirsi. La situazione è ancora aperta, ma al momento Italiano resta in pole".
di Redazione
25/05/2026 - 12:43
A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Franco Camozzi, agente FIFA. Di seguito, un estratto dell’intervista.
Partiamo da quello che potrebbe succedere in casa Juventus con la mancata qualificazione in Champions League. Da ciò che le risulta, Luciano Spalletti continuerà ad essere l’allenatore della Juventus?
“Secondo me sì, a prescindere. È praticamente confermato che ci sia la volontà di andare avanti con Luciano Spalletti sulla panchina della Juventus. Non credo ci saranno scossoni da qui alla fine, anche perché è già stato definito un piano alternativo in base all’eventuale qualificazione in Champions. Ad oggi, quindi, Spalletti dovrebbe continuare anche nella prossima stagione”.
Chi invece, ad oggi, sembra destinato a lasciare il proprio club è Massimiliano Allegri e il Milan. È così?
“Sì, purtroppo i risultati sono quelli che sono. È stata una stagione fallimentare, nonostante gli investimenti importanti della proprietà. Il Milan non ha raggiunto gli obiettivi prefissati e adesso si faranno delle riflessioni profonde, non solo sull’allenatore ma anche sull’intero progetto tecnico. Allegri, chiaramente, è tra i principali indiziati e si valuterà la sua posizione con grande attenzione".
Secondo lei queste riflessioni su Massimiliano Allegri potrebbero spingerlo verso la panchina del Napoli?
“Sicuramente il Napoli è una panchina che fa gola a tanti allenatori, non solo ad Allegri. È una società che giocherà la Champions League e che ha una rosa di livello europeo. Chiunque vorrebbe sedersi su quella panchina. Quindi sì, è un'opzione, ma non l'unica".
Ha avuto modo di ascoltare le dichiarazioni della conferenza stampa congiunta tra Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis?
“Sì, ho ascoltato diversi passaggi. Conte è stato molto realistico e onesto intellettualmente. Durante la stagione forse gli era mancato un po' questo aspetto, ma ha riconosciuto anche i meriti degli avversari e ha fatto un'analisi lucida. È uscito bene da questa esperienza, credo abbia dato tutto per il Napoli e il Napoli stesso deve essere orgoglioso di averlo avuto".
Non le sembra un po' pretestuosa la narrazione secondo cui Antonio Conte lascia il Napoli per non essere riuscito a compattare l'ambiente, scaricando le responsabilità su stampa e piazza?
“Napoli è una piazza difficile, come Roma o Firenze, perché vive di calcio ogni giorno. È normale che ci siano pressioni e voci continue. Però è anche vero che Conte è un allenatore molto ambizioso e dopo un paio d'anni tende a voler cambiare e affrontare nuove sfide. Non credo ci sia una sola verità, ma un insieme di fattori che si intrecciano".
Restando su Napoli, Zambo Anguissa sembra sempre più vicino all'addio, tanto da non aver partecipato ai saluti finali con i tifosi. Che sensazioni ha?
“Credo che Anguissa abbia mercato e che possa andare via. Però attenzione anche ad alcune situazioni personali e fisiche che vanno valutate, perché possono diventare un campanello d'allarme. In ogni caso, ho l'impressione che il suo ciclo a Napoli sia arrivato alla fine, indipendentemente da chi sarà l'allenatore".
Stanislav Lobotka, invece? Più vicino alla permanenza o all'addio?
“Dipende molto dal progetto tecnico e dal tipo di allenatore che arriverà. So che non sosteneva più i ritmi di Conte. Ma per la maggior parte degli allenatori in Italia e in Europa, uno come lui è difficile da sostituire. Resta un giocatore fondamentale".
Chi sarà l'allenatore del Napoli nella prossima stagione?
“Il favorito è Vincenzo Italiano, ma attenzione anche a qualche outsider che potrebbe inserirsi. La situazione è ancora aperta, ma al momento Italiano resta in pole".