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RAI - Napoli, Allegri: "Galeone mi lascia tanto, ho avuto la fortuna di conoscerlo, ha tirato fuori il meglio di me, da lui ho imparato molto"
31.10.2026 19:10 di Napoli Magazine
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Massimiliano Allegri, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Galegol. Giovanni Galeone, storia di un profeta", docuserie in tre puntate su Raiplay. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "Giovanni Galeone mi lascia tanto. Era un uomo molto colto, intelligente, ironico e anche scanzonato, la forza che mi deve accompagnare finché allenerò. Da lui ho preso molto e, soprattutto, ho preso il fatto che ciò che faceva, lo faceva seriamente. Credo che sia stato un precursore di concetti e di principi che in questo momento mancano al calcio. Lui non metteva mai in formazione il portiere, è una cosa che mi sono portato dietro da allenatore: io non lo metto mai. Sembra bizzarro, ma è così. Galeone era molto scazzato, aveva questo modo di vivere in cui faceva tutto seriamente, ma si prendeva poco sul serio. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, ha tirato fuori il meglio di me. Era meravigliosamente bravo nell'esprimere concetti sui singoli giocatori, sia in fase difensiva che in quella offensiva. Pescara? Ci sono capitato per caso, con Massara che mi aveva inserito come pacchetto 'all inclusive'. Ha tirato il meglio da me come calciatore, ma soprattutto da allenatore: da lui ho imparato molto. Da lui ho imparato la fase offensiva, ma anche l'importanza della fase difensiva. Mi diceva: 'Non bisogna prendere gol'. Lui era bravo in tutto. Sapeva distinguere i difensori veramente bravi. L'ultima volta che ho visto il mister è stato quando abbiamo giocato a Udine col Milan. Sono stato tutta la mattinata con lui in ospedale. Era stanco. Avevo la speranza di poterlo rivedere, ma purtroppo immaginavo che sarebbe stato molto difficile. La cosa bella è che ad un certo punto, soprattutto negli ultimi due anni, le cose si sono invertite. Penso che si meritasse che io lo seguissi passo passo nei suoi ultimi anni. Il mister è stato per Pescara tantissimo, così come Pescara lo è stato per il mister. E' stato un binomio vincente ed entusiasmante di un periodo meraviglioso, le partite si vivevano in modo molto allegro".

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RAI - Napoli, Allegri: "Galeone mi lascia tanto, ho avuto la fortuna di conoscerlo, ha tirato fuori il meglio di me, da lui ho imparato molto"

di Redazione

31/10/2026 - 19:10

Massimiliano Allegri, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a "Galegol. Giovanni Galeone, storia di un profeta", docuserie in tre puntate su Raiplay. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "Giovanni Galeone mi lascia tanto. Era un uomo molto colto, intelligente, ironico e anche scanzonato, la forza che mi deve accompagnare finché allenerò. Da lui ho preso molto e, soprattutto, ho preso il fatto che ciò che faceva, lo faceva seriamente. Credo che sia stato un precursore di concetti e di principi che in questo momento mancano al calcio. Lui non metteva mai in formazione il portiere, è una cosa che mi sono portato dietro da allenatore: io non lo metto mai. Sembra bizzarro, ma è così. Galeone era molto scazzato, aveva questo modo di vivere in cui faceva tutto seriamente, ma si prendeva poco sul serio. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, ha tirato fuori il meglio di me. Era meravigliosamente bravo nell'esprimere concetti sui singoli giocatori, sia in fase difensiva che in quella offensiva. Pescara? Ci sono capitato per caso, con Massara che mi aveva inserito come pacchetto 'all inclusive'. Ha tirato il meglio da me come calciatore, ma soprattutto da allenatore: da lui ho imparato molto. Da lui ho imparato la fase offensiva, ma anche l'importanza della fase difensiva. Mi diceva: 'Non bisogna prendere gol'. Lui era bravo in tutto. Sapeva distinguere i difensori veramente bravi. L'ultima volta che ho visto il mister è stato quando abbiamo giocato a Udine col Milan. Sono stato tutta la mattinata con lui in ospedale. Era stanco. Avevo la speranza di poterlo rivedere, ma purtroppo immaginavo che sarebbe stato molto difficile. La cosa bella è che ad un certo punto, soprattutto negli ultimi due anni, le cose si sono invertite. Penso che si meritasse che io lo seguissi passo passo nei suoi ultimi anni. Il mister è stato per Pescara tantissimo, così come Pescara lo è stato per il mister. E' stato un binomio vincente ed entusiasmante di un periodo meraviglioso, le partite si vivevano in modo molto allegro".