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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Cento anni di Napoli, cento anni d'amore, passione eterna senza fine"
01.08.2026 08:00 di Napoli Magazine
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NAPOLI - Ci sono ricorrenze che appartengono al calendario. E poi ce ne sono altre che appartengono all'anima.

Il 1° agosto 1926 non è soltanto una data impressa negli archivi del calcio italiano. È il giorno in cui iniziò un viaggio straordinario destinato a diventare leggenda. Cento anni dopo, quella storia continua a vivere negli occhi di milioni di tifosi, nel battito di una città che ha sempre identificato il Napoli come una parte imprescindibile della propria identità.

Cento anni. Un secolo di passione. Un secolo di orgoglio. Un secolo di appartenenza.

La Società Sportiva Calcio Napoli non è mai stata soltanto una squadra di calcio. È stata il riscatto di un popolo, il simbolo di una città che non ha mai smesso di credere nei propri sogni, anche quando sembravano irraggiungibili. Ha attraversato guerre, cambiamenti sociali, crisi economiche, promozioni, retrocessioni, fallimenti e rinascite. E ogni volta è tornata più forte, perché il Napoli è abituato a rialzarsi. Fa parte del suo DNA.

Ogni epoca ha avuto i suoi protagonisti. Dai pionieri che posero la prima pietra di questo meraviglioso percorso ai presidenti che hanno accompagnato il club nelle diverse fasi della sua crescita. Dagli allenatori che hanno lasciato un'impronta tecnica ai calciatori che hanno trasformato una partita in un ricordo indelebile.

E poi c'è lui, Diego Armando Maradona.

Il nome che ha cambiato il destino del Napoli e della città. L'uomo che ha dimostrato che anche ciò che sembrava impossibile poteva diventare realtà. Gli Scudetti, la Coppa UEFA, l'orgoglio di una città finalmente sul tetto del mondo. Diego non è stato soltanto il più grande calciatore della storia del Napoli. È stato un fenomeno sociale, culturale ed emotivo che continuerà a vivere per sempre nella memoria collettiva.

Ma la storia del Napoli non si è fermata lì.

Negli ultimi decenni la società ha saputo ricostruire con pazienza, competenza e programmazione. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha restituito stabilità e prestigio al club, riportandolo stabilmente nell'élite del calcio italiano ed europeo. I successi conquistati negli anni più recenti hanno confermato che il Napoli non rappresenta più una sorpresa, ma una realtà consolidata, capace di competere ai massimi livelli.

Ed è forse proprio questo il messaggio più bello che consegna il centenario.

Il Napoli celebra il proprio passato senza vivere di nostalgia. Lo onora, lo custodisce, ma continua a guardare avanti. Lo fa con una società organizzata, con una tifoseria che continua a rappresentare uno spettacolo unico al mondo e con una squadra che, sotto la guida di Massimiliano Allegri, si prepara ad affrontare una nuova stagione ricca di ambizioni. I campioni presenti in rosa, uniti ai giovani di talento, rappresentano il ponte ideale tra ciò che è stato e ciò che potrà essere.

Perché il Napoli ha imparato che la storia non è un museo da visitare. È un patrimonio da difendere e da arricchire ogni giorno.

In questo centenario il pensiero corre inevitabilmente anche a chi non è più tra noi. Ai presidenti che hanno dedicato la propria vita al club, ai dirigenti, agli allenatori, ai calciatori, ai giornalisti, ai fotografi, agli operatori dell'informazione, ai dipendenti e soprattutto ai tifosi che hanno amato questi colori fino all'ultimo respiro. Ognuno ha scritto una riga di questo libro meraviglioso. Ognuno ha lasciato un'eredità.

E poi c'è Napoli.

La città.

Perché senza Napoli non esisterebbe il Napoli. Esiste un legame viscerale, quasi inspiegabile, che unisce questa squadra al suo popolo. È un rapporto fatto di emozioni autentiche, di sofferenza condivisa e di gioie esplosive. È il motivo per cui questa maglia viene amata a ogni latitudine, da chi è nato all'ombra del Vesuvio e da chi porta Napoli nel cuore pur vivendo dall'altra parte del mondo.

Oggi non si festeggia soltanto un compleanno.

Si celebra un patrimonio collettivo.

Si rende omaggio a cento anni di emozioni che hanno attraversato generazioni intere.

Si guarda con gratitudine al passato e con fiducia al futuro.

Perché il primo secolo della SSC Napoli entra nella leggenda. Il secondo, invece, è tutto da scrivere.

E se c'è una certezza che questi cento anni ci hanno insegnato è che il Napoli saprà continuare a emozionare, a unire e a far sognare.

Buon compleanno, SSC Napoli.

Dal 1° agosto 1926 al 1° agosto 2026 sono trascorsi cento anni.

Ma l'amore per l'azzurro non conosce età.

Conosce soltanto l'eternità.

 

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
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L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Cento anni di Napoli, cento anni d'amore, passione eterna senza fine"

di Redazione

01/08/2026 - 08:00

NAPOLI - Ci sono ricorrenze che appartengono al calendario. E poi ce ne sono altre che appartengono all'anima.

Il 1° agosto 1926 non è soltanto una data impressa negli archivi del calcio italiano. È il giorno in cui iniziò un viaggio straordinario destinato a diventare leggenda. Cento anni dopo, quella storia continua a vivere negli occhi di milioni di tifosi, nel battito di una città che ha sempre identificato il Napoli come una parte imprescindibile della propria identità.

Cento anni. Un secolo di passione. Un secolo di orgoglio. Un secolo di appartenenza.

La Società Sportiva Calcio Napoli non è mai stata soltanto una squadra di calcio. È stata il riscatto di un popolo, il simbolo di una città che non ha mai smesso di credere nei propri sogni, anche quando sembravano irraggiungibili. Ha attraversato guerre, cambiamenti sociali, crisi economiche, promozioni, retrocessioni, fallimenti e rinascite. E ogni volta è tornata più forte, perché il Napoli è abituato a rialzarsi. Fa parte del suo DNA.

Ogni epoca ha avuto i suoi protagonisti. Dai pionieri che posero la prima pietra di questo meraviglioso percorso ai presidenti che hanno accompagnato il club nelle diverse fasi della sua crescita. Dagli allenatori che hanno lasciato un'impronta tecnica ai calciatori che hanno trasformato una partita in un ricordo indelebile.

E poi c'è lui, Diego Armando Maradona.

Il nome che ha cambiato il destino del Napoli e della città. L'uomo che ha dimostrato che anche ciò che sembrava impossibile poteva diventare realtà. Gli Scudetti, la Coppa UEFA, l'orgoglio di una città finalmente sul tetto del mondo. Diego non è stato soltanto il più grande calciatore della storia del Napoli. È stato un fenomeno sociale, culturale ed emotivo che continuerà a vivere per sempre nella memoria collettiva.

Ma la storia del Napoli non si è fermata lì.

Negli ultimi decenni la società ha saputo ricostruire con pazienza, competenza e programmazione. Il presidente Aurelio De Laurentiis ha restituito stabilità e prestigio al club, riportandolo stabilmente nell'élite del calcio italiano ed europeo. I successi conquistati negli anni più recenti hanno confermato che il Napoli non rappresenta più una sorpresa, ma una realtà consolidata, capace di competere ai massimi livelli.

Ed è forse proprio questo il messaggio più bello che consegna il centenario.

Il Napoli celebra il proprio passato senza vivere di nostalgia. Lo onora, lo custodisce, ma continua a guardare avanti. Lo fa con una società organizzata, con una tifoseria che continua a rappresentare uno spettacolo unico al mondo e con una squadra che, sotto la guida di Massimiliano Allegri, si prepara ad affrontare una nuova stagione ricca di ambizioni. I campioni presenti in rosa, uniti ai giovani di talento, rappresentano il ponte ideale tra ciò che è stato e ciò che potrà essere.

Perché il Napoli ha imparato che la storia non è un museo da visitare. È un patrimonio da difendere e da arricchire ogni giorno.

In questo centenario il pensiero corre inevitabilmente anche a chi non è più tra noi. Ai presidenti che hanno dedicato la propria vita al club, ai dirigenti, agli allenatori, ai calciatori, ai giornalisti, ai fotografi, agli operatori dell'informazione, ai dipendenti e soprattutto ai tifosi che hanno amato questi colori fino all'ultimo respiro. Ognuno ha scritto una riga di questo libro meraviglioso. Ognuno ha lasciato un'eredità.

E poi c'è Napoli.

La città.

Perché senza Napoli non esisterebbe il Napoli. Esiste un legame viscerale, quasi inspiegabile, che unisce questa squadra al suo popolo. È un rapporto fatto di emozioni autentiche, di sofferenza condivisa e di gioie esplosive. È il motivo per cui questa maglia viene amata a ogni latitudine, da chi è nato all'ombra del Vesuvio e da chi porta Napoli nel cuore pur vivendo dall'altra parte del mondo.

Oggi non si festeggia soltanto un compleanno.

Si celebra un patrimonio collettivo.

Si rende omaggio a cento anni di emozioni che hanno attraversato generazioni intere.

Si guarda con gratitudine al passato e con fiducia al futuro.

Perché il primo secolo della SSC Napoli entra nella leggenda. Il secondo, invece, è tutto da scrivere.

E se c'è una certezza che questi cento anni ci hanno insegnato è che il Napoli saprà continuare a emozionare, a unire e a far sognare.

Buon compleanno, SSC Napoli.

Dal 1° agosto 1926 al 1° agosto 2026 sono trascorsi cento anni.

Ma l'amore per l'azzurro non conosce età.

Conosce soltanto l'eternità.

 

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
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