In Primo Piano
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Hojlund, la "cura" De Bruyne-Neres per tornare a colpire"
27.08.2026 08:00 di Napoli Magazine
aA

NAPOLI - La prima a Genova non è stata per Rasmus Hojlund la gara che ci si aspettava. Un esordio senza acuti, con il danese chiamato a trovare rapidamente la giusta sintonia con i compagni e, soprattutto, quella continuità sotto porta che Max Allegri ha indicato come uno degli obiettivi da perseguire.

Ma sarebbe forse troppo semplice fermarsi alla prestazione del Ferraris e giudicare Hojlund soltanto attraverso i novanta minuti del debutto. Il Napoli, infatti, ha ancora diverse soluzioni da mettere pienamente a disposizione del suo centravanti e alcune di queste potrebbero incidere non poco sulla sua crescita.
 
La presenza di Kevin De Bruyne, innanzitutto, può rappresentare un fattore determinante. La qualità dell'ex Manchester City nell'ultimo passaggio, la capacità di leggere gli spazi e di servire l'attaccante con tempi e traiettorie differenti, com'era accaduto nella scorsa stagione prima dell'infortunio del belga, possono permettere a Hojlund di avere più palloni giocabili in area e, di conseguenza, più occasioni per andare alla conclusione.
 
Lo stesso discorso vale per David Neres. Il brasiliano, quando trova campo e continuità, ha nelle corde quella giocata capace di rompere gli equilibri, attirare un avversario e creare lo spazio per l'inserimento o la finalizzazione del centravanti. Hojlund ha bisogno anche di questo: non soltanto di palloni da attaccare, ma di una squadra capace di metterlo nelle condizioni migliori per far valere la sua fisicità e la sua profondità.
 
E poi ci sono le risorse che possono arrivare a gara in corso. Vergara e Alisson Santos, come anche Lang, possono aggiungere vivacità, imprevedibilità e gamba negli ultimi metri, mentre Politano resta una pedina preziosa per cambiare ritmo e dare maggiore qualità alle fasi decisive della partita. Più alternative offensive significano anche più possibilità di modificare l'inerzia di una gara e di aumentare la frequenza con cui Hojlund può essere coinvolto negli ultimi sedici metri.
 
È proprio questo il punto: il danese non va considerato soltanto come il terminale dell'azione, ma come il giocatore che può beneficiare dell'evoluzione complessiva del reparto offensivo. Più qualità alle sue spalle, più movimento intorno a lui, più palloni nell'area avversaria. E, inevitabilmente, più possibilità di tornare al gol con continuità.
 
Allegri lo ha auspicato dopo la prima uscita: Hojlund deve cercare maggiormente la porta. È un'indicazione chiara, ma non necessariamente un giudizio negativo. Anzi, può diventare la traccia di lavoro sulla quale costruire il suo percorso in azzurro.
 
A Genova non si è visto ancora il miglior Hojlund. Ma il Napoli che verrà potrà essere molto diverso, soprattutto quando De Bruyne e Neres saranno nel pieno delle proprie energie e quando arriveranno assist e giocate di qualità dai piedi di Vergara, Alisson Santos, Lang e Politano.
 
Il gol, per un attaccante, resta spesso anche una questione di fiducia. E la fiducia può crescere quando una squadra riesce a servirti meglio, più spesso e in zone del campo dove puoi fare davvero la differenza. Hojlund avrà bisogno di tempo, ma soprattutto di palloni.
 
Il Napoli è chiamato a metterglieli a disposizione. Il danese, dal canto suo, dovrà trasformarli in gol. È questa la sfida appena cominciata.
 

Antonio Petrazzuolo

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com

ULTIMISSIME IN PRIMO PIANO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Hojlund, la "cura" De Bruyne-Neres per tornare a colpire"

di Redazione

27/08/2026 - 08:00

NAPOLI - La prima a Genova non è stata per Rasmus Hojlund la gara che ci si aspettava. Un esordio senza acuti, con il danese chiamato a trovare rapidamente la giusta sintonia con i compagni e, soprattutto, quella continuità sotto porta che Max Allegri ha indicato come uno degli obiettivi da perseguire.

Ma sarebbe forse troppo semplice fermarsi alla prestazione del Ferraris e giudicare Hojlund soltanto attraverso i novanta minuti del debutto. Il Napoli, infatti, ha ancora diverse soluzioni da mettere pienamente a disposizione del suo centravanti e alcune di queste potrebbero incidere non poco sulla sua crescita.
 
La presenza di Kevin De Bruyne, innanzitutto, può rappresentare un fattore determinante. La qualità dell'ex Manchester City nell'ultimo passaggio, la capacità di leggere gli spazi e di servire l'attaccante con tempi e traiettorie differenti, com'era accaduto nella scorsa stagione prima dell'infortunio del belga, possono permettere a Hojlund di avere più palloni giocabili in area e, di conseguenza, più occasioni per andare alla conclusione.
 
Lo stesso discorso vale per David Neres. Il brasiliano, quando trova campo e continuità, ha nelle corde quella giocata capace di rompere gli equilibri, attirare un avversario e creare lo spazio per l'inserimento o la finalizzazione del centravanti. Hojlund ha bisogno anche di questo: non soltanto di palloni da attaccare, ma di una squadra capace di metterlo nelle condizioni migliori per far valere la sua fisicità e la sua profondità.
 
E poi ci sono le risorse che possono arrivare a gara in corso. Vergara e Alisson Santos, come anche Lang, possono aggiungere vivacità, imprevedibilità e gamba negli ultimi metri, mentre Politano resta una pedina preziosa per cambiare ritmo e dare maggiore qualità alle fasi decisive della partita. Più alternative offensive significano anche più possibilità di modificare l'inerzia di una gara e di aumentare la frequenza con cui Hojlund può essere coinvolto negli ultimi sedici metri.
 
È proprio questo il punto: il danese non va considerato soltanto come il terminale dell'azione, ma come il giocatore che può beneficiare dell'evoluzione complessiva del reparto offensivo. Più qualità alle sue spalle, più movimento intorno a lui, più palloni nell'area avversaria. E, inevitabilmente, più possibilità di tornare al gol con continuità.
 
Allegri lo ha auspicato dopo la prima uscita: Hojlund deve cercare maggiormente la porta. È un'indicazione chiara, ma non necessariamente un giudizio negativo. Anzi, può diventare la traccia di lavoro sulla quale costruire il suo percorso in azzurro.
 
A Genova non si è visto ancora il miglior Hojlund. Ma il Napoli che verrà potrà essere molto diverso, soprattutto quando De Bruyne e Neres saranno nel pieno delle proprie energie e quando arriveranno assist e giocate di qualità dai piedi di Vergara, Alisson Santos, Lang e Politano.
 
Il gol, per un attaccante, resta spesso anche una questione di fiducia. E la fiducia può crescere quando una squadra riesce a servirti meglio, più spesso e in zone del campo dove puoi fare davvero la differenza. Hojlund avrà bisogno di tempo, ma soprattutto di palloni.
 
Il Napoli è chiamato a metterglieli a disposizione. Il danese, dal canto suo, dovrà trasformarli in gol. È questa la sfida appena cominciata.
 

Antonio Petrazzuolo

Napoli Magazine

Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com