In Primo Piano
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, secondo schiaffo di fila, l'illusione dei due gol evapora con la mancanza di lucidità dei subentrati dalla panchina, invertite la rotta!"
06.09.2026 09:00 di Napoli Magazine
aA

NAPOLI – Una sconfitta che lascia tanto amaro in bocca, soprattutto perché il Napoli, a San Siro, è rimasto pienamente dentro la gara fin quando ha avuto in campo Lobotka e Hojlund. Poi qualcosa si è inceppato, le certezze sono diminuite e gli errori dei subentrati hanno finito per indirizzare definitivamente una gara che gli azzurri avrebbero dovuto vincere, forti dei due gol di vantaggio poi clamorosamente rimontati.

Il 3-2 dell'Inter certifica la seconda sconfitta consecutiva del Napoli e impone una riflessione. Non soltanto sul risultato, ma soprattutto sulle modalità con cui è maturato. Troppi errori, alcune letture difensive rivedibili e, soprattutto, una gestione dei cambi che questa volta non ha prodotto l'effetto sperato.

Il Napoli aveva avuto la forza di reagire e di restare aggrappato alla partita. Politano e Hojlund hanno trovato la via del gol, confermando di poter essere armi importanti anche nelle serate più complicate. Hojlund, in particolare, finché è rimasto sul terreno di gioco ha dato profondità, presenza fisica e la sensazione di poter mettere in difficoltà la retroguardia nerazzurra.

E proprio qui sta uno dei punti centrali del match: il Napoli è rimasto in partita finché sono rimasti in campo Lobotka e Hojlund. Lobotka ha garantito ordine, pulizia nella costruzione e capacità di far respirare la squadra. Hojlund, invece, ha rappresentato un riferimento offensivo capace di tenere impegnata la difesa dell'Inter. Quando sono venuti meno questi due punti di riferimento, la squadra ha perso qualcosa in termini di equilibrio e pericolosità.

Non hanno funzionato, dunque, i cambi. Non è una bocciatura definitiva delle alternative, ma è una constatazione legata alla partita di San Siro: chi è subentrato non è riuscito a mantenere lo stesso livello di intensità e di presenza. E contro una squadra come l'Inter, concedere campo e perdere riferimenti può diventare letale. In particolare, mi riferisco all'assist involontario di Lucca per Akanji, che ha poi servito a Lautaro il gol del definitivo 3-2 (con l'argentino da lodare per la doppietta, meno per la gomitata a Marin), ma non solo lui ha commesso ingenuità che, a determinati ritmi, non sono concesse.

Deludente l'esordio di Badiashile, sovrastato da Thuram in occasione del gol del figlio di Lilian. In una partita che richiedeva attenzione, concentrazione e rapidità nelle letture, il difensore non è sembrato avere ancora la brillantezza necessaria per incidere positivamente. E alla lunga gli stessi Di Lorenzo (troppo permissivo su Dimarco e Carlos Augusto), Rrahmani (non al top della condizione), Anguissa (che peccato il gol fallito in spaccata sotto rete), Politano (generosissimo fino al cambio) e finanche Gilmour (che avrei posizionato accanto a Lobotka, sostituendo Anguissa) non hanno retto l'arrembaggio interista. Nemmeno De Bruyne e Neres sono riusciuti ad incidere. Diligenti Vergara e Alisson Santos, non mi è dispiaciuto Rafa Marin. Incolpevole Meret.

Il Napoli, però, non va cancellato. Perché ha segnato due gol, ha avuto momenti di buon calcio e, soprattutto, ha dimostrato di poter giocare alla pari per larghi tratti. Il problema è che a questo livello gli episodi vanno gestiti meglio e gli errori vanno ridotti al minimo.

Due sconfitte consecutive non devono diventare un macigno, ma sono certamente un campanello d'allarme. Allegri, considerando i prossimi impegni prima della sosta contro Arsenal, Bologna e Fiorentina, dovrà lavorare sulla tenuta mentale, sulla gestione dei momenti della partita e sulla capacità della squadra di mantenere equilibrio anche quando cambiano gli uomini.

A San Siro il Napoli ha mostrato due facce: quella di una squadra capace di restare in partita e quella di un gruppo che, una volta persi alcuni riferimenti, ha concesso troppo e non ha saputo rimettere la gara sui binari giusti.

Il 3-2 fa male. Ma soprattutto deve insegnare. Perché la stagione è lunga e il Napoli ha qualità sufficienti per reagire. Servirà farlo subito, con maggiore attenzione, meno errori e una lettura più efficace delle partite. A partire dalle scelte, perché a San Siro, questa volta, i cambi non hanno dato quella spinta che sarebbe servita per provare a strappare almeno un punto, proprio come accaduto anche contro il Como. Due partite, che per certi versi, con maggiore cinismo e concentrazione, si sarebbero potute vincere con merito. Ed invece va incassato il secondo schiaffo di fila, che ha lasciato l'illusione di ciò che poteva essere e non è stato. Ma certamente non può finire sempre così. Bisogna però volerlo, con ogni forza. Dopo la Champions, che è un capitolo diverso dal campionato, bisogna subito voltare pagina per non restare a guardare a distanza i trionfi delle altre contendenti che hanno iniziato la stagione con il piede giusto, carichi di di entusiasmo ed aspettative, mentre a Napoli vanno allontanate rapidamente queste nubi che si stanno addensando sui cieli di Castel Volturno.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com
ULTIMISSIME IN PRIMO PIANO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
L'EDITORIALE - Antonio Petrazzuolo: "Napoli, secondo schiaffo di fila, l'illusione dei due gol evapora con la mancanza di lucidità dei subentrati dalla panchina, invertite la rotta!"

di Redazione

06/09/2026 - 09:00

NAPOLI – Una sconfitta che lascia tanto amaro in bocca, soprattutto perché il Napoli, a San Siro, è rimasto pienamente dentro la gara fin quando ha avuto in campo Lobotka e Hojlund. Poi qualcosa si è inceppato, le certezze sono diminuite e gli errori dei subentrati hanno finito per indirizzare definitivamente una gara che gli azzurri avrebbero dovuto vincere, forti dei due gol di vantaggio poi clamorosamente rimontati.

Il 3-2 dell'Inter certifica la seconda sconfitta consecutiva del Napoli e impone una riflessione. Non soltanto sul risultato, ma soprattutto sulle modalità con cui è maturato. Troppi errori, alcune letture difensive rivedibili e, soprattutto, una gestione dei cambi che questa volta non ha prodotto l'effetto sperato.

Il Napoli aveva avuto la forza di reagire e di restare aggrappato alla partita. Politano e Hojlund hanno trovato la via del gol, confermando di poter essere armi importanti anche nelle serate più complicate. Hojlund, in particolare, finché è rimasto sul terreno di gioco ha dato profondità, presenza fisica e la sensazione di poter mettere in difficoltà la retroguardia nerazzurra.

E proprio qui sta uno dei punti centrali del match: il Napoli è rimasto in partita finché sono rimasti in campo Lobotka e Hojlund. Lobotka ha garantito ordine, pulizia nella costruzione e capacità di far respirare la squadra. Hojlund, invece, ha rappresentato un riferimento offensivo capace di tenere impegnata la difesa dell'Inter. Quando sono venuti meno questi due punti di riferimento, la squadra ha perso qualcosa in termini di equilibrio e pericolosità.

Non hanno funzionato, dunque, i cambi. Non è una bocciatura definitiva delle alternative, ma è una constatazione legata alla partita di San Siro: chi è subentrato non è riuscito a mantenere lo stesso livello di intensità e di presenza. E contro una squadra come l'Inter, concedere campo e perdere riferimenti può diventare letale. In particolare, mi riferisco all'assist involontario di Lucca per Akanji, che ha poi servito a Lautaro il gol del definitivo 3-2 (con l'argentino da lodare per la doppietta, meno per la gomitata a Marin), ma non solo lui ha commesso ingenuità che, a determinati ritmi, non sono concesse.

Deludente l'esordio di Badiashile, sovrastato da Thuram in occasione del gol del figlio di Lilian. In una partita che richiedeva attenzione, concentrazione e rapidità nelle letture, il difensore non è sembrato avere ancora la brillantezza necessaria per incidere positivamente. E alla lunga gli stessi Di Lorenzo (troppo permissivo su Dimarco e Carlos Augusto), Rrahmani (non al top della condizione), Anguissa (che peccato il gol fallito in spaccata sotto rete), Politano (generosissimo fino al cambio) e finanche Gilmour (che avrei posizionato accanto a Lobotka, sostituendo Anguissa) non hanno retto l'arrembaggio interista. Nemmeno De Bruyne e Neres sono riusciuti ad incidere. Diligenti Vergara e Alisson Santos, non mi è dispiaciuto Rafa Marin. Incolpevole Meret.

Il Napoli, però, non va cancellato. Perché ha segnato due gol, ha avuto momenti di buon calcio e, soprattutto, ha dimostrato di poter giocare alla pari per larghi tratti. Il problema è che a questo livello gli episodi vanno gestiti meglio e gli errori vanno ridotti al minimo.

Due sconfitte consecutive non devono diventare un macigno, ma sono certamente un campanello d'allarme. Allegri, considerando i prossimi impegni prima della sosta contro Arsenal, Bologna e Fiorentina, dovrà lavorare sulla tenuta mentale, sulla gestione dei momenti della partita e sulla capacità della squadra di mantenere equilibrio anche quando cambiano gli uomini.

A San Siro il Napoli ha mostrato due facce: quella di una squadra capace di restare in partita e quella di un gruppo che, una volta persi alcuni riferimenti, ha concesso troppo e non ha saputo rimettere la gara sui binari giusti.

Il 3-2 fa male. Ma soprattutto deve insegnare. Perché la stagione è lunga e il Napoli ha qualità sufficienti per reagire. Servirà farlo subito, con maggiore attenzione, meno errori e una lettura più efficace delle partite. A partire dalle scelte, perché a San Siro, questa volta, i cambi non hanno dato quella spinta che sarebbe servita per provare a strappare almeno un punto, proprio come accaduto anche contro il Como. Due partite, che per certi versi, con maggiore cinismo e concentrazione, si sarebbero potute vincere con merito. Ed invece va incassato il secondo schiaffo di fila, che ha lasciato l'illusione di ciò che poteva essere e non è stato. Ma certamente non può finire sempre così. Bisogna però volerlo, con ogni forza. Dopo la Champions, che è un capitolo diverso dal campionato, bisogna subito voltare pagina per non restare a guardare a distanza i trionfi delle altre contendenti che hanno iniziato la stagione con il piede giusto, carichi di di entusiasmo ed aspettative, mentre a Napoli vanno allontanate rapidamente queste nubi che si stanno addensando sui cieli di Castel Volturno.

Antonio Petrazzuolo
 
Napoli Magazine
 
Riproduzione del testo consentita previa citazione della fonte: www.napolimagazine.com