NAPOLI - Napoli, buona la prima! Gli azzurri hanno battuto il Genoa con un netto e meritato 2-0, portando a casa una vittoria pesante, di quelle che valgono più dei tre punti. Perché arrivano dopo una gara inizialmente bloccata, dopo un primo tempo interlocutorio, e soprattutto perché raccontano ancora una volta la mano di Allegri. Il tecnico azzurro legge la partita, aspetta il momento giusto e poi interviene. Le sostituzioni cambiano ritmo, intensità e pericolosità. È qui che nasce una parte importante del successo.
Allegri azzecca i cambi. Entrano energie nuove. Il Napoli aumenta la pressione. La squadra diventa più verticale. E il Genoa comincia a soffrire.
Poi ci pensano due protagonisti diversi, ma accomunati dalla qualità: Kevin De Bruyne e Antonio Vergara.
De Bruyne, ancora lui. Classe, personalità, tempi di inserimento. Il belga non ha bisogno di molte occasioni per lasciare il segno. Quando il Napoli accelera, lui sa sempre dove farsi trovare. Segna un gol d'astuzia, precisione e caparbietà, senza commettere fallo su Vasquez (crollato rovinosamente al suolo come se gli fosse passato un carro armato addosso) come molti hanno insinuato, a partire da De Rossi (da giocatore i suoi pressing erano molto più incisivi) e Lopez che, probabilmente, si sono dimenticati anche della rete del raddoppio. Bravo comunque l'arbitro Di Bello a convalidare il tutto.
E per l'appunto... Vergara, gol e personalità. Una firma importante. Una rete che certifica la crescita del giovane azzurro. Non soltanto talento, ma anche convinzione nei propri mezzi. E c'è un altro aspetto che merita attenzione: gli inserimenti.
Alisson Santos aumenta la velocità. Quando punta l'uomo crea sempre qualcosa. Deve ancora crescere nella continuità, ma il potenziale è evidente.
Lang dà imprevedibilità. Si muove tra le linee, cerca la giocata, prova ad attaccare gli spazi. È un'arma che Allegri può utilizzare in diversi momenti della partita.
Lucca porta fisicità. Fa salire la squadra, combatte sui palloni alti e offre un riferimento offensivo diverso. La sua presenza può diventare preziosa soprattutto nelle partite più sporche.
Lobotka detta i tempi. Quando il Napoli trova ritmo, la sua qualità nel palleggio diventa fondamentale.
McTominay è sostanza e inserimento. Corre, attacca l'area e dà equilibrio, anche se per gran parte del match ha svolto un lavoro oscuro, come del resto Anguissa.
Di Lorenzo resta una certezza. Esperienza, attenzione e personalità nei momenti delicati.
Rrahmani guida la difesa. Pochi fronzoli, tanta concretezza. Non disastroso Rafa Marin, anche se può e deve migliorare nei tempi degli anticipi, i crampi ne sono una testimonianza.
Spinazzola spinge. Quando trova spazio, può diventare un fattore sulla fascia. Probabilmente Olivera avrebbe potuto garantire una prestazione di pari livello.
Da rivedere a mio avviso la richiesta di far partire il gioco dal basso dai piedi di Meret, che spesso va in difficoltà sul pressing avversario, come nell'occasione concessa a Vitinha. E soprattutto da Hojlund, letteralmente braccato da Ostigard, è lecito attendersi molto di più.
Ma il dato più interessante resta un altro: questo Napoli sa vincere anche quando non riesce a brillare subito.
Il primo tempo non è stato esaltante. Poco spazio, poche occasioni, ritmo non sempre elevato. Ma Allegri è stato bravo a non perdere la calma. Non ha stravolto la squadra. Ha aspettato, confrontandosi con Landucci, poi ha cambiato. E il Napoli è cambiato con lui.
È questa forse la fotografia più bella della serata: la partita non è stata soltanto giocata, ma letta.
De Bruyne e Vergara hanno messo la firma. Alisson, Lang e Lucca offrono soluzioni. Allegri, dalla panchina, ha trovato le risposte che cercava.
Non è ancora un Napoli perfetto. Non deve esserlo ad agosto. Ma è un Napoli che comincia a mostrare una caratteristica fondamentale: sa trovare modi diversi per vincere.
E quando una squadra riesce a farlo, partita dopo partita, significa che il lavoro dell'allenatore sta iniziando a lasciare il segno. Il Genoa è battuto. Il Napoli continua a crescere. Ed Allegri si prende una parte importante del merito.

di Redazione
23/08/2026 - 23:55
NAPOLI - Napoli, buona la prima! Gli azzurri hanno battuto il Genoa con un netto e meritato 2-0, portando a casa una vittoria pesante, di quelle che valgono più dei tre punti. Perché arrivano dopo una gara inizialmente bloccata, dopo un primo tempo interlocutorio, e soprattutto perché raccontano ancora una volta la mano di Allegri. Il tecnico azzurro legge la partita, aspetta il momento giusto e poi interviene. Le sostituzioni cambiano ritmo, intensità e pericolosità. È qui che nasce una parte importante del successo.
Allegri azzecca i cambi. Entrano energie nuove. Il Napoli aumenta la pressione. La squadra diventa più verticale. E il Genoa comincia a soffrire.
Poi ci pensano due protagonisti diversi, ma accomunati dalla qualità: Kevin De Bruyne e Antonio Vergara.
De Bruyne, ancora lui. Classe, personalità, tempi di inserimento. Il belga non ha bisogno di molte occasioni per lasciare il segno. Quando il Napoli accelera, lui sa sempre dove farsi trovare. Segna un gol d'astuzia, precisione e caparbietà, senza commettere fallo su Vasquez (crollato rovinosamente al suolo come se gli fosse passato un carro armato addosso) come molti hanno insinuato, a partire da De Rossi (da giocatore i suoi pressing erano molto più incisivi) e Lopez che, probabilmente, si sono dimenticati anche della rete del raddoppio. Bravo comunque l'arbitro Di Bello a convalidare il tutto.
E per l'appunto... Vergara, gol e personalità. Una firma importante. Una rete che certifica la crescita del giovane azzurro. Non soltanto talento, ma anche convinzione nei propri mezzi. E c'è un altro aspetto che merita attenzione: gli inserimenti.
Alisson Santos aumenta la velocità. Quando punta l'uomo crea sempre qualcosa. Deve ancora crescere nella continuità, ma il potenziale è evidente.
Lang dà imprevedibilità. Si muove tra le linee, cerca la giocata, prova ad attaccare gli spazi. È un'arma che Allegri può utilizzare in diversi momenti della partita.
Lucca porta fisicità. Fa salire la squadra, combatte sui palloni alti e offre un riferimento offensivo diverso. La sua presenza può diventare preziosa soprattutto nelle partite più sporche.
Lobotka detta i tempi. Quando il Napoli trova ritmo, la sua qualità nel palleggio diventa fondamentale.
McTominay è sostanza e inserimento. Corre, attacca l'area e dà equilibrio, anche se per gran parte del match ha svolto un lavoro oscuro, come del resto Anguissa.
Di Lorenzo resta una certezza. Esperienza, attenzione e personalità nei momenti delicati.
Rrahmani guida la difesa. Pochi fronzoli, tanta concretezza. Non disastroso Rafa Marin, anche se può e deve migliorare nei tempi degli anticipi, i crampi ne sono una testimonianza.
Spinazzola spinge. Quando trova spazio, può diventare un fattore sulla fascia. Probabilmente Olivera avrebbe potuto garantire una prestazione di pari livello.
Da rivedere a mio avviso la richiesta di far partire il gioco dal basso dai piedi di Meret, che spesso va in difficoltà sul pressing avversario, come nell'occasione concessa a Vitinha. E soprattutto da Hojlund, letteralmente braccato da Ostigard, è lecito attendersi molto di più.
Ma il dato più interessante resta un altro: questo Napoli sa vincere anche quando non riesce a brillare subito.
Il primo tempo non è stato esaltante. Poco spazio, poche occasioni, ritmo non sempre elevato. Ma Allegri è stato bravo a non perdere la calma. Non ha stravolto la squadra. Ha aspettato, confrontandosi con Landucci, poi ha cambiato. E il Napoli è cambiato con lui.
È questa forse la fotografia più bella della serata: la partita non è stata soltanto giocata, ma letta.
De Bruyne e Vergara hanno messo la firma. Alisson, Lang e Lucca offrono soluzioni. Allegri, dalla panchina, ha trovato le risposte che cercava.
Non è ancora un Napoli perfetto. Non deve esserlo ad agosto. Ma è un Napoli che comincia a mostrare una caratteristica fondamentale: sa trovare modi diversi per vincere.
E quando una squadra riesce a farlo, partita dopo partita, significa che il lavoro dell'allenatore sta iniziando a lasciare il segno. Il Genoa è battuto. Il Napoli continua a crescere. Ed Allegri si prende una parte importante del merito.
