Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
NAPOLI - Il Napoli conquista i primi tre punti in Champions League superando il Bodo/Glimt per 4-3 al termine di una partita ricca di emozioni, gol e spunti interessanti. Una vittoria importante, che restituisce fiducia e mette in evidenza le qualità di una squadra capace di colpire con personalità, trascinata da individualità di spessore e da una notevole capacità offensiva. Ma, accanto alle note liete, resta un dato sul quale riflettere con attenzione: i tre gol subiti sono troppi e rappresentano un aspetto da correggere al più presto.
La serata si apre nel segno di Matteo Politano, protagonista di un autentico eurogol al volo che merita applausi a scena aperta. Una conclusione spettacolare, eseguita con coordinazione, precisione e coraggio, grazie all'assist millimetrico di Spinazzola, che accende immediatamente la partita e conferma quanto l'esterno azzurro possa essere prezioso nel momento in cui riesce a trovare lo spazio per esprimere il proprio talento. Un gesto tecnico di grande livello, che dà entusiasmo alla squadra e al pubblico, sottolineando l'importanza di avere in rosa calciatori capaci di inventare soluzioni anche fuori dagli schemi e con un minutaggio mirato.
Tra i grandi protagonisti della vittoria c'è Scott McTominay, autore di una doppietta che certifica ancora una volta la sua importanza negli equilibri del Napoli. Lo scozzese ha fisicità, capacità d'inserimento, personalità e quella predisposizione a farsi trovare nel posto giusto che lo rende un elemento prezioso anche in fase offensiva. Le sue due reti rappresentano un contributo fondamentale per conquistare un successo che serviva al cammino europeo degli azzurri. McTominay non è soltanto sostanza e corsa: sa attaccare gli spazi, leggere le situazioni e trasformarsi in un'arma aggiuntiva quando la squadra riesce a sviluppare la manovra con qualità.
E poi c'è Kevin De Bruyne, un calciatore che sembra appartenere a una categoria tutta sua quando riesce ad accendere la luce. Il belga disegna giocate impensabili, vede linee di passaggio che altri non riescono nemmeno a immaginare e mette la propria qualità al servizio dei compagni con una naturalezza disarmante. La sua visione di gioco, la precisione nelle trasmissioni e la capacità di anticipare le mosse degli avversari rappresentano un valore aggiunto enorme per il Napoli.
Con De Bruyne in campo, la manovra può assumere una dimensione diversa: aumenta l'imprevedibilità, crescono le possibilità di verticalizzare e gli attaccanti possono beneficiare di palloni giocabili in situazioni favorevoli. È un patrimonio tecnico da valorizzare, costruendo attorno alle sue intuizioni i movimenti e le distanze giuste. Quando il belga riesce a trovare il tempo per pensare e inventare, il Napoli può diventare pericoloso in qualsiasi momento.
Merita una menzione anche Giovane, che ha propiziato l'autogol di Bjortuft, episodio valso una rete pesantissima nell'economia della gara. Un contributo concreto, che testimonia quanto anche le iniziative dei calciatori chiamati a incidere in determinate situazioni possano rivelarsi decisive. Nel calcio non conta soltanto chi deposita il pallone in rete: contano anche chi crea il pericolo, chi costringe l'avversario all'errore e chi contribuisce a indirizzare una partita. In una serata nella quale il Napoli aveva bisogno di mettere in cassaforte il risultato, quell'episodio ha avuto un peso determinante.
Il successo contro il Bodo/Glimt permette dunque agli azzurri di muovere la classifica europea e di guardare avanti con maggiore fiducia. Politano ha regalato una perla, McTominay ha timbrato due volte il cartellino, De Bruyne ha messo in mostra la propria classe e Giovane ha contribuito a un episodio decisivo. Sono segnali positivi, che raccontano una squadra dotata di risorse offensive e di calciatori in grado di fare la differenza.
Tuttavia, sarebbe un errore lasciarsi trascinare soltanto dall'entusiasmo per i quattro gol realizzati. Subirne tre nella stessa partita è un campanello d'allarme che non può essere ignorato. Il Napoli ha dimostrato di saper fare male agli avversari, ma ha anche concesso troppo. In Champions League, dove la qualità degli avversari e la capacità di sfruttare ogni disattenzione possono fare la differenza, simili situazioni rischiano di compromettere risultati importanti.
La fase difensiva deve diventare uno dei principali temi di lavoro. Occorre migliorare la compattezza tra i reparti, prestare maggiore attenzione alle coperture preventive, limitare gli spazi concessi e gestire con più lucidità i momenti nei quali gli avversari alzano il ritmo. La responsabilità non è soltanto del reparto arretrato: tutta la squadra deve partecipare alla fase di non possesso, con aggressività, attenzione e distanze corrette.
A tal proposito Di Lorenzo non è apparso sempre impeccabile nelle letture difensive, così come Rrahmani ha concesso qualche spazio di troppo agli avversari, senza riuscire a garantire la necessaria solidità in una serata nella quale il Napoli ha incassato tre reti. Meret non ha particolari responsabilità dirette sui gol subiti, ma la prestazione complessiva non è stata esente da qualche incertezza da brivido, mentre Rafa Marin ha cercato di fare la propria parte, pur all'interno di una retroguardia che ha mostrato più di una crepa. Tre gol al passivo sono un dato che impone riflessioni: al di là del risultato positivo, servirà maggiore attenzione collettiva per evitare che simili disattenzioni possano compromettere partite ben più complicate.
Vincere segnando quattro gol è certamente un merito, ma una squadra che vuole essere competitiva su più fronti deve imparare anche a concedere meno.
Spinazzola si è distinto per qualità e intraprendenza, confezionando un assist al bacio per lo splendido gol al volo di Politano.
In mezzo al campo, Anguissa ha lottato con generosità, mettendo a disposizione della squadra fisicità e capacità di recupero del pallone, fino alla sostituzione quando proprio non ne aveva più nelle gambe. Lobotka, subentrato nella ripresa, ha provato a dare ordine alla manovra, cercando di favorire una gestione più ragionata del possesso. Sul fronte offensivo, Hojlund ha lavorato per aprire spazi e offrire riferimenti ai compagni, mentre Noa Lang ha garantito vivacità sulla corsia sinistra, pur senza riuscire a concretizzare una grande occasione costruita su un'intuizione di De Bruyne. Interessante comunque il suo velo nell'azione che ha portato al primo gol di McTominay.
I primi tre punti in Champions rappresentano una base importante, non un punto d'arrivo. L'entusiasmo va alimentato, la fiducia va consolidata e le cose buone vanno ripetute. Ma gli errori difensivi devono essere analizzati senza sconti, come ha fatto anche il tecnico azzurro nel post gara in conferenza stampa, perché non sempre quattro gol saranno sufficienti per portare a casa la vittoria.
Il Napoli si gode il successo, applaude i suoi protagonisti e guarda avanti. Allegri prende appunti, anche perchè Roma, Monza, Juventus, Porto e Lazio sono dietro l'angolo. Con una certezza: il talento per illuminare la scena non manca. Adesso bisogna aggiungere maggiore solidità, perché per avere un futuro non basta saper colpire: bisogna anche imparare a proteggersi.

di Redazione
21/10/2026 - 23:55
NAPOLI - Il Napoli conquista i primi tre punti in Champions League superando il Bodo/Glimt per 4-3 al termine di una partita ricca di emozioni, gol e spunti interessanti. Una vittoria importante, che restituisce fiducia e mette in evidenza le qualità di una squadra capace di colpire con personalità, trascinata da individualità di spessore e da una notevole capacità offensiva. Ma, accanto alle note liete, resta un dato sul quale riflettere con attenzione: i tre gol subiti sono troppi e rappresentano un aspetto da correggere al più presto.
La serata si apre nel segno di Matteo Politano, protagonista di un autentico eurogol al volo che merita applausi a scena aperta. Una conclusione spettacolare, eseguita con coordinazione, precisione e coraggio, grazie all'assist millimetrico di Spinazzola, che accende immediatamente la partita e conferma quanto l'esterno azzurro possa essere prezioso nel momento in cui riesce a trovare lo spazio per esprimere il proprio talento. Un gesto tecnico di grande livello, che dà entusiasmo alla squadra e al pubblico, sottolineando l'importanza di avere in rosa calciatori capaci di inventare soluzioni anche fuori dagli schemi e con un minutaggio mirato.
Tra i grandi protagonisti della vittoria c'è Scott McTominay, autore di una doppietta che certifica ancora una volta la sua importanza negli equilibri del Napoli. Lo scozzese ha fisicità, capacità d'inserimento, personalità e quella predisposizione a farsi trovare nel posto giusto che lo rende un elemento prezioso anche in fase offensiva. Le sue due reti rappresentano un contributo fondamentale per conquistare un successo che serviva al cammino europeo degli azzurri. McTominay non è soltanto sostanza e corsa: sa attaccare gli spazi, leggere le situazioni e trasformarsi in un'arma aggiuntiva quando la squadra riesce a sviluppare la manovra con qualità.
E poi c'è Kevin De Bruyne, un calciatore che sembra appartenere a una categoria tutta sua quando riesce ad accendere la luce. Il belga disegna giocate impensabili, vede linee di passaggio che altri non riescono nemmeno a immaginare e mette la propria qualità al servizio dei compagni con una naturalezza disarmante. La sua visione di gioco, la precisione nelle trasmissioni e la capacità di anticipare le mosse degli avversari rappresentano un valore aggiunto enorme per il Napoli.
Con De Bruyne in campo, la manovra può assumere una dimensione diversa: aumenta l'imprevedibilità, crescono le possibilità di verticalizzare e gli attaccanti possono beneficiare di palloni giocabili in situazioni favorevoli. È un patrimonio tecnico da valorizzare, costruendo attorno alle sue intuizioni i movimenti e le distanze giuste. Quando il belga riesce a trovare il tempo per pensare e inventare, il Napoli può diventare pericoloso in qualsiasi momento.
Merita una menzione anche Giovane, che ha propiziato l'autogol di Bjortuft, episodio valso una rete pesantissima nell'economia della gara. Un contributo concreto, che testimonia quanto anche le iniziative dei calciatori chiamati a incidere in determinate situazioni possano rivelarsi decisive. Nel calcio non conta soltanto chi deposita il pallone in rete: contano anche chi crea il pericolo, chi costringe l'avversario all'errore e chi contribuisce a indirizzare una partita. In una serata nella quale il Napoli aveva bisogno di mettere in cassaforte il risultato, quell'episodio ha avuto un peso determinante.
Il successo contro il Bodo/Glimt permette dunque agli azzurri di muovere la classifica europea e di guardare avanti con maggiore fiducia. Politano ha regalato una perla, McTominay ha timbrato due volte il cartellino, De Bruyne ha messo in mostra la propria classe e Giovane ha contribuito a un episodio decisivo. Sono segnali positivi, che raccontano una squadra dotata di risorse offensive e di calciatori in grado di fare la differenza.
Tuttavia, sarebbe un errore lasciarsi trascinare soltanto dall'entusiasmo per i quattro gol realizzati. Subirne tre nella stessa partita è un campanello d'allarme che non può essere ignorato. Il Napoli ha dimostrato di saper fare male agli avversari, ma ha anche concesso troppo. In Champions League, dove la qualità degli avversari e la capacità di sfruttare ogni disattenzione possono fare la differenza, simili situazioni rischiano di compromettere risultati importanti.
La fase difensiva deve diventare uno dei principali temi di lavoro. Occorre migliorare la compattezza tra i reparti, prestare maggiore attenzione alle coperture preventive, limitare gli spazi concessi e gestire con più lucidità i momenti nei quali gli avversari alzano il ritmo. La responsabilità non è soltanto del reparto arretrato: tutta la squadra deve partecipare alla fase di non possesso, con aggressività, attenzione e distanze corrette.
A tal proposito Di Lorenzo non è apparso sempre impeccabile nelle letture difensive, così come Rrahmani ha concesso qualche spazio di troppo agli avversari, senza riuscire a garantire la necessaria solidità in una serata nella quale il Napoli ha incassato tre reti. Meret non ha particolari responsabilità dirette sui gol subiti, ma la prestazione complessiva non è stata esente da qualche incertezza da brivido, mentre Rafa Marin ha cercato di fare la propria parte, pur all'interno di una retroguardia che ha mostrato più di una crepa. Tre gol al passivo sono un dato che impone riflessioni: al di là del risultato positivo, servirà maggiore attenzione collettiva per evitare che simili disattenzioni possano compromettere partite ben più complicate.
Vincere segnando quattro gol è certamente un merito, ma una squadra che vuole essere competitiva su più fronti deve imparare anche a concedere meno.
Spinazzola si è distinto per qualità e intraprendenza, confezionando un assist al bacio per lo splendido gol al volo di Politano.
In mezzo al campo, Anguissa ha lottato con generosità, mettendo a disposizione della squadra fisicità e capacità di recupero del pallone, fino alla sostituzione quando proprio non ne aveva più nelle gambe. Lobotka, subentrato nella ripresa, ha provato a dare ordine alla manovra, cercando di favorire una gestione più ragionata del possesso. Sul fronte offensivo, Hojlund ha lavorato per aprire spazi e offrire riferimenti ai compagni, mentre Noa Lang ha garantito vivacità sulla corsia sinistra, pur senza riuscire a concretizzare una grande occasione costruita su un'intuizione di De Bruyne. Interessante comunque il suo velo nell'azione che ha portato al primo gol di McTominay.
I primi tre punti in Champions rappresentano una base importante, non un punto d'arrivo. L'entusiasmo va alimentato, la fiducia va consolidata e le cose buone vanno ripetute. Ma gli errori difensivi devono essere analizzati senza sconti, come ha fatto anche il tecnico azzurro nel post gara in conferenza stampa, perché non sempre quattro gol saranno sufficienti per portare a casa la vittoria.
Il Napoli si gode il successo, applaude i suoi protagonisti e guarda avanti. Allegri prende appunti, anche perchè Roma, Monza, Juventus, Porto e Lazio sono dietro l'angolo. Con una certezza: il talento per illuminare la scena non manca. Adesso bisogna aggiungere maggiore solidità, perché per avere un futuro non basta saper colpire: bisogna anche imparare a proteggersi.
