L'Editoriale
TORINO - Simeone: "Quando giocavo al Verona mi cercava la Juventus, ma io volevo solo il Napoli, ho scelto con il cuore, tornerei"
09.05.2026 21:27 di Napoli Magazine
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TORINO - Giovanni Simeone, attaccante del Torino ed ex Napoli, ha rilasciato un'intervista al canale Youtube di Gianfranco: "In Italia è più facile rispetto ad altri paesi europei perché noi argentini siamo molto simili a loro. Più vai a Sud, più trovi persone che hanno il nostro stesso 'sangue'. Per me i napoletani sono uguali a noi. A Milano è diverso: ti sorridono perché sono italiani, ma ti assicuro che più scendi a Sud, più trovi la nostra stessa qualità umana. Il posto in cui mi ha fatto più male andarmene? Per me è stata Napoli. Amavo stare lì e non volevo andarmene. Ma arriva un momento in cui devi giocare di più e pensare alla famiglia; non stavo bene quando tornavo a casa, anche se ero felice con la città e la gente. E' stata una decisione molto difficile da accettare. Un posto in cui vorrei ritornare? Due posti: mi piacerebbe tornare a Napoli e, in Argentina, al River Plate. Mi mancano i miei amici e l'Argentina in generale. La mia tripletta contro il Napoli con la Fiorentina? Quando feci quei tre gol, il Napoli stava per vincere lo scudetto dopo 30 anni. Ma quando giocavo nella Fiorentina contro di loro per me era adrenalina pura, volevo dimostrare il mio valore contro la squadra migliore d'Italia. Appena arrivato a Napoli la prima cosa che mi dissero fu: 'Ci devi restituire quello scudetto!'. Qualcuno scherzando diceva: 'Ti abbiamo comprato così non ci segni più contro. Quando ero al Verona avevo l'opzione di andare alla Juventus. Mi volevano, mi chiamavano e mi offrivano più soldi. Ma io dicevo: 'Non voglio andare alla Juve, non me la sento'. Quando mi ha chiamato il Napoli, volevo solo loro. Pensa che sono andato a guadagnare meno di quanto prendessi al Verona pur di andare a Napoli. Il mio agente mi diceva che ero pazzo, che la Juve era il top, ma io ho scelto con il cuore. Seguo sempre il cuore, anche quando nessuno voleva che andassi al Banfield dal River, io sentivo che dovevo andare".

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TORINO - Simeone: "Quando giocavo al Verona mi cercava la Juventus, ma io volevo solo il Napoli, ho scelto con il cuore, tornerei"

di Redazione

09/05/2026 - 21:27

TORINO - Giovanni Simeone, attaccante del Torino ed ex Napoli, ha rilasciato un'intervista al canale Youtube di Gianfranco: "In Italia è più facile rispetto ad altri paesi europei perché noi argentini siamo molto simili a loro. Più vai a Sud, più trovi persone che hanno il nostro stesso 'sangue'. Per me i napoletani sono uguali a noi. A Milano è diverso: ti sorridono perché sono italiani, ma ti assicuro che più scendi a Sud, più trovi la nostra stessa qualità umana. Il posto in cui mi ha fatto più male andarmene? Per me è stata Napoli. Amavo stare lì e non volevo andarmene. Ma arriva un momento in cui devi giocare di più e pensare alla famiglia; non stavo bene quando tornavo a casa, anche se ero felice con la città e la gente. E' stata una decisione molto difficile da accettare. Un posto in cui vorrei ritornare? Due posti: mi piacerebbe tornare a Napoli e, in Argentina, al River Plate. Mi mancano i miei amici e l'Argentina in generale. La mia tripletta contro il Napoli con la Fiorentina? Quando feci quei tre gol, il Napoli stava per vincere lo scudetto dopo 30 anni. Ma quando giocavo nella Fiorentina contro di loro per me era adrenalina pura, volevo dimostrare il mio valore contro la squadra migliore d'Italia. Appena arrivato a Napoli la prima cosa che mi dissero fu: 'Ci devi restituire quello scudetto!'. Qualcuno scherzando diceva: 'Ti abbiamo comprato così non ci segni più contro. Quando ero al Verona avevo l'opzione di andare alla Juventus. Mi volevano, mi chiamavano e mi offrivano più soldi. Ma io dicevo: 'Non voglio andare alla Juve, non me la sento'. Quando mi ha chiamato il Napoli, volevo solo loro. Pensa che sono andato a guadagnare meno di quanto prendessi al Verona pur di andare a Napoli. Il mio agente mi diceva che ero pazzo, che la Juve era il top, ma io ho scelto con il cuore. Seguo sempre il cuore, anche quando nessuno voleva che andassi al Banfield dal River, io sentivo che dovevo andare".