Marc Marquez si racconta a Sport Mediaset. Il campione in carica della MotoGP parte facendo il punto sulla stagione in corso, prima del Gran Premio di Germania al Sachsenring: "Questo Mondiale era perso, chiuso, perché avevo 103 punti di svantaggio dopo l'infortunio e sembrava impossibile. Poi, non so come, ho vinto due gare di fila, gli altri hanno fatto qualche errore e mi hanno permesso di tornare a 40 punti dalla testa. Per tornare a lottare, devo fare un passo in avanti quest'estate anche sul piano fisico. Ci sono gare in cui ho fatto molto bene, ma anche altre in cui sono stato lontano da ciò che posso fare".
Il primo avversario di Marquez? "Il mio fisico. Se sistemo quello, posso fare un passo in avanti importante. La sofferenza mi ha fatto crescere, sia dentro sia fuori dalla pista. Ragiono di più, sono più tranquillo e questo aiuta. Purtroppo, però, il corpo ha memoria e non posso paragonarmi al Marc del 2019. C'è un Marc prima e un Marc dopo l'infortunio, ma anche l'anno scorso sono riuscito a guidare bene la moto e vincere il campionato".
Nemmeno le critiche lo hanno fermato: "Mi infastidiva chi criticava senza sapere le cose, mentre ero a casa, dicendo che non sarei stato più quello che ero. Vero, però potevo diventare un nuovo Marquez che vinceva ancora e l'ho fatto". Il cambio di scuderia dopo la stagione 2023 arriva da una mentalità precisa e da un consiglio da tenere in considerazione anche oggi: "Seguire il mio istinto e la mia testa e non il mio cuore. Perché quello mi diceva di rimanere alla Honda. Ora mi servono tutte le componenti per vincere e sono andato alla Ducati che era la moto che stava vincendo".
Il 33enne catalano è ancora affamato: "Fino all'anno scorso, la motivazione era stare in pace con me stesso e provare a vincere dopo l'infortunio. Non volevo che quello fosse il punto finale delle mie vittorie, così è stato con il successo del 2025. Ho capito che voglio chiudere la mia carriera sportiva cercando di pensare anche a divertirmi. Voglio chiudere con un bel feeling nei miei ultimi anni su una moto".
Nonostante infortuni e difficoltà, il bilancio non può che essere positivo: "Mi sento molto fortunato, ho vissuto di quella che era la mia passione fin da bambino e ho ottenuto molto più di quello che aspettavo". Tra i prossimi sogni, anche quelli personali: "Mi piacerebbe avere una famiglia in futuro". A 50 anni, felice se? "Se ho la salute. Tutto il resto si può scegliere e ho la capacità di scegliere cosa voglio fare. Se però ho salute e intorno persone che mi stimano, sono felice".
Ottimo il rapporto col fratello Alex: "Da adulti non abbiamo mai litigato e speriamo di non farlo mai. Da bambini litigavamo quando giocavamo a pallone", sorride Marc, che poi racconta dei suoi idoli: "Penso a Rafa Nadal, l'ho conosciuto e ho cenato con lui, abbiamo parlato ed è un idolo in Spagna e nel mondo. Poi Leo Messi e altri calciatori del Barcellona come Pique, abitavo lì e mi portavano a cena con loro. Sono andato in bicicletta con Pogacar, le sue gambe sono un motore della Ducati".
di Redazione
07/07/2026 - 20:07
Marc Marquez si racconta a Sport Mediaset. Il campione in carica della MotoGP parte facendo il punto sulla stagione in corso, prima del Gran Premio di Germania al Sachsenring: "Questo Mondiale era perso, chiuso, perché avevo 103 punti di svantaggio dopo l'infortunio e sembrava impossibile. Poi, non so come, ho vinto due gare di fila, gli altri hanno fatto qualche errore e mi hanno permesso di tornare a 40 punti dalla testa. Per tornare a lottare, devo fare un passo in avanti quest'estate anche sul piano fisico. Ci sono gare in cui ho fatto molto bene, ma anche altre in cui sono stato lontano da ciò che posso fare".
Il primo avversario di Marquez? "Il mio fisico. Se sistemo quello, posso fare un passo in avanti importante. La sofferenza mi ha fatto crescere, sia dentro sia fuori dalla pista. Ragiono di più, sono più tranquillo e questo aiuta. Purtroppo, però, il corpo ha memoria e non posso paragonarmi al Marc del 2019. C'è un Marc prima e un Marc dopo l'infortunio, ma anche l'anno scorso sono riuscito a guidare bene la moto e vincere il campionato".
Nemmeno le critiche lo hanno fermato: "Mi infastidiva chi criticava senza sapere le cose, mentre ero a casa, dicendo che non sarei stato più quello che ero. Vero, però potevo diventare un nuovo Marquez che vinceva ancora e l'ho fatto". Il cambio di scuderia dopo la stagione 2023 arriva da una mentalità precisa e da un consiglio da tenere in considerazione anche oggi: "Seguire il mio istinto e la mia testa e non il mio cuore. Perché quello mi diceva di rimanere alla Honda. Ora mi servono tutte le componenti per vincere e sono andato alla Ducati che era la moto che stava vincendo".
Il 33enne catalano è ancora affamato: "Fino all'anno scorso, la motivazione era stare in pace con me stesso e provare a vincere dopo l'infortunio. Non volevo che quello fosse il punto finale delle mie vittorie, così è stato con il successo del 2025. Ho capito che voglio chiudere la mia carriera sportiva cercando di pensare anche a divertirmi. Voglio chiudere con un bel feeling nei miei ultimi anni su una moto".
Nonostante infortuni e difficoltà, il bilancio non può che essere positivo: "Mi sento molto fortunato, ho vissuto di quella che era la mia passione fin da bambino e ho ottenuto molto più di quello che aspettavo". Tra i prossimi sogni, anche quelli personali: "Mi piacerebbe avere una famiglia in futuro". A 50 anni, felice se? "Se ho la salute. Tutto il resto si può scegliere e ho la capacità di scegliere cosa voglio fare. Se però ho salute e intorno persone che mi stimano, sono felice".
Ottimo il rapporto col fratello Alex: "Da adulti non abbiamo mai litigato e speriamo di non farlo mai. Da bambini litigavamo quando giocavamo a pallone", sorride Marc, che poi racconta dei suoi idoli: "Penso a Rafa Nadal, l'ho conosciuto e ho cenato con lui, abbiamo parlato ed è un idolo in Spagna e nel mondo. Poi Leo Messi e altri calciatori del Barcellona come Pique, abitavo lì e mi portavano a cena con loro. Sono andato in bicicletta con Pogacar, le sue gambe sono un motore della Ducati".