Come da tradizione il 23 giugno il Comitato Olimpico Internazionale celebra l’Olympic Day. La giornata dedicata allo sport, alla salute e alla voglia di stare insieme nasce proprio dalla data di fondazione del CIO, il 23 giugno 1894, quando il barone Pierre de Coubertin alla Sorbona di Parigi diede il via alla rinascita dei Giochi Olimpici Antichi. Dopodiché nel 1947 a Stoccolma il Dottor Gruss, membro ceco del Comitato Olimpico Internazionale, presentò alla 41ª sessione del CIO l’idea di una giornata olimpica mondiale, un giorno dedicato alla celebrazione di tutto ciò che il Movimento Olimpico rappresenta. Qualche mese dopo il progetto ottenne l’approvazione nella 42ª sessione del CIO tenutasi a St. Moritz, nel gennaio del 1948. L’organizzazione dell’evento fu affidata ai Comitati Olimpici Nazionali ed oggi, come ogni anno, anche il CONI dà il suo contributo. “Durante una gara in terza media mi sono scoperta atleta – racconta per l’occasione Antonella Palmisano, vincitrice della 20 km di marcia ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 –. Vinsi il campionato italiano di marcia. L’atletica non era più solo un modo per fare parte di un gruppo. Penso che a volte serva toccare il fondo per arrivare in alto. Ho passato giornate intere a piangere, ma sono sempre riuscita ad alzarmi. Prima di Tokyo 2020 mi ero infortunata e non sapevo neanche se sarei riuscita a partecipare. E invece ho vinto l’oro olimpico. Ai giovani dico di avere ambizione, di sognare. Di trovare la forza per superare i propri limiti e costruire il proprio futuro”. Parole estremamente legate al tema dell'Olympic Day di quest’anno: "You can do this. Let's Move" (“Ce la puoi fare. Muoviamoci”). Un messaggio semplice che ha l’obiettivo di incoraggiare i giovani a fare il primo passo, ricordando loro che sentirsi talvolta goffi, imperfetti o insicuri sia del tutto normale. “Let’s Move” è un’iniziativa promossa dal CIO in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): le ricerche dimostrano che i giovani devono affrontare diversi ostacoli alla pratica dello sport e dell’attività fisica e che l’insicurezza rappresenta uno dei fattori che contribuiscono a tale situazione. Mentre il mondo va più veloce che mai, le persone si muovono sempre meno: alcune ricerche dimostrano che oltre l’81% dei giovani non raggiunge il livello di attività fisica giornaliera raccomandato per una salute mentale e fisica ottimale. Il 23 giugno segna l’inizio di un nuovo movimento globale volto a trovare il tempo per fare movimento. "Lo sport è per tutti noi. Che tu sia un atleta olimpico, un membro della squadra della tua comunità locale o che tu corra con gli amici per divertimento, partiamo tutti dalla stessa linea di partenza - sottolinea la presidente del CIO Kirsty Coventry -. Spesso, il passo più difficile è proprio il primo. Ogni atleta si è trovato in quella situazione, con quei dubbi che si insinuano nella mente: ‘Sono pronto? Ce la posso fare?’. Ma quando i nostri corpi iniziano a muoversi, anche la nostra mentalità cambia. La fiducia cresce a ogni passo, si comincia a credere in se stessi e, insieme, ci sosteniamo a vicenda. Questo è il potere dello sport: non si tratta solo di ciò che siamo in grado di fare fisicamente, ma di ciò che crediamo di poter fare. Insieme”.
di Redazione
23/06/2026 - 20:05
Come da tradizione il 23 giugno il Comitato Olimpico Internazionale celebra l’Olympic Day. La giornata dedicata allo sport, alla salute e alla voglia di stare insieme nasce proprio dalla data di fondazione del CIO, il 23 giugno 1894, quando il barone Pierre de Coubertin alla Sorbona di Parigi diede il via alla rinascita dei Giochi Olimpici Antichi. Dopodiché nel 1947 a Stoccolma il Dottor Gruss, membro ceco del Comitato Olimpico Internazionale, presentò alla 41ª sessione del CIO l’idea di una giornata olimpica mondiale, un giorno dedicato alla celebrazione di tutto ciò che il Movimento Olimpico rappresenta. Qualche mese dopo il progetto ottenne l’approvazione nella 42ª sessione del CIO tenutasi a St. Moritz, nel gennaio del 1948. L’organizzazione dell’evento fu affidata ai Comitati Olimpici Nazionali ed oggi, come ogni anno, anche il CONI dà il suo contributo. “Durante una gara in terza media mi sono scoperta atleta – racconta per l’occasione Antonella Palmisano, vincitrice della 20 km di marcia ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 –. Vinsi il campionato italiano di marcia. L’atletica non era più solo un modo per fare parte di un gruppo. Penso che a volte serva toccare il fondo per arrivare in alto. Ho passato giornate intere a piangere, ma sono sempre riuscita ad alzarmi. Prima di Tokyo 2020 mi ero infortunata e non sapevo neanche se sarei riuscita a partecipare. E invece ho vinto l’oro olimpico. Ai giovani dico di avere ambizione, di sognare. Di trovare la forza per superare i propri limiti e costruire il proprio futuro”. Parole estremamente legate al tema dell'Olympic Day di quest’anno: "You can do this. Let's Move" (“Ce la puoi fare. Muoviamoci”). Un messaggio semplice che ha l’obiettivo di incoraggiare i giovani a fare il primo passo, ricordando loro che sentirsi talvolta goffi, imperfetti o insicuri sia del tutto normale. “Let’s Move” è un’iniziativa promossa dal CIO in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS): le ricerche dimostrano che i giovani devono affrontare diversi ostacoli alla pratica dello sport e dell’attività fisica e che l’insicurezza rappresenta uno dei fattori che contribuiscono a tale situazione. Mentre il mondo va più veloce che mai, le persone si muovono sempre meno: alcune ricerche dimostrano che oltre l’81% dei giovani non raggiunge il livello di attività fisica giornaliera raccomandato per una salute mentale e fisica ottimale. Il 23 giugno segna l’inizio di un nuovo movimento globale volto a trovare il tempo per fare movimento. "Lo sport è per tutti noi. Che tu sia un atleta olimpico, un membro della squadra della tua comunità locale o che tu corra con gli amici per divertimento, partiamo tutti dalla stessa linea di partenza - sottolinea la presidente del CIO Kirsty Coventry -. Spesso, il passo più difficile è proprio il primo. Ogni atleta si è trovato in quella situazione, con quei dubbi che si insinuano nella mente: ‘Sono pronto? Ce la posso fare?’. Ma quando i nostri corpi iniziano a muoversi, anche la nostra mentalità cambia. La fiducia cresce a ogni passo, si comincia a credere in se stessi e, insieme, ci sosteniamo a vicenda. Questo è il potere dello sport: non si tratta solo di ciò che siamo in grado di fare fisicamente, ma di ciò che crediamo di poter fare. Insieme”.