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CSI - A Modena Donne nello Sport "Protagoniste del cambiamento"
16.03.2026 17:45 di Napoli Magazine
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Lo sport come spazio di partecipazione, crescita e cambiamento culturale. È questo il cuore dell’iniziativa “Sport e protagonismo femminile - Costruire il domani” - tra le attività del progetto “Gimme Five”, portato avanti dal CSI insieme ad Accri OdV e Us Acli e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - l’appuntamento promosso dal Centro Sportivo Italiano che ha riunito nello scorso weekend al Laboratorio Aperto di Modena rappresentanti del mondo sportivo, istituzioni, dirigenti e realtà associative provenienti da tutta Italia per riflettere sul ruolo delle donne nello sport e nella società.

Il cuore dell’appuntamento nel pomeriggio di venerdì 13 marzo è stato il convegno nazionale promosso dal Centro Sportivo Italiano, che ha scelto Modena come sede di un confronto dedicato alla partecipazione femminile nello sport e alla presenza delle donne nei ruoli di responsabilità.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, del Coordinatore delle Attività Sportive della Regione Emilia-Romagna Giammaria Manghi e dell’eurodeputato Stefano Bonaccini, che hanno sottolineato la necessità di rafforzare politiche e percorsi culturali capaci di garantire una reale parità di opportunità nello sport e nella società.

Entrando nel vivo dell’incontro, il panel “Protagoniste del cambiamento”, moderato dal direttore della Gazzetta di Modena Davide Berti, ha portato al centro dell’attenzione il tema della leadership femminile attraverso le testimonianze di alcune protagoniste del mondo sportivo e professionale.

Tra gli interventi più significativi quello della campionessa paralimpica Ambra Sabatini, che ha raccontato il proprio percorso personale e sportivo, evidenziando il ruolo dello sport come strumento di resilienza, crescita e inclusione. Accanto a lei sono intervenute Elisa Bergonzini, Direttrice Operativa di Modena Volley, Raphaela Lukudo, campionessa dei 400 metri, Clara Simonini, Head Of Corporate Social Responsibility Lega Calcio Serie A, e Orietta Ruccolo della segreteria organizzativa regionale CISL Emilia-Romagna, offrendo punti di vista differenti ma convergenti sulla necessità di rafforzare la presenza femminile nei ruoli decisionali e di valorizzare competenze e merito.
Il confronto è stato arricchito dall’analisi presentata da Roberto Lamborghini, Presidente di SG Plus, che con l’intervento “Il Diritto allo Sport: dati e sfide” ha offerto una lettura numerica della partecipazione femminile nello sport italiano, mettendo in luce come persistano ancora significativi squilibri, in particolare nei ruoli dirigenziali.
La seconda parte dei lavori ha coinvolto i partecipanti in una serie di tavoli di lavoro tematici, riuniti sotto il titolo “Roadmap per il protagonismo”, con l’obiettivo di individuare le principali barriere che limitano la piena partecipazione delle donne nello sport e definire possibili strategie di cambiamento.

I gruppi si sono confrontati su alcune direttrici fondamentali: la costruzione di organizzazioni sportive più inclusive, la valorizzazione del talento femminile dentro e fuori dal campo, la creazione di ambienti sportivi accessibili e accoglienti per tutte le persone, il rapporto tra famiglie, allenatori e comunità sportive, il ruolo della narrazione e dei media nel raccontare lo sport femminile e la necessità di rafforzare l’alleanza tra sport e terzo settore.

A chiudere la giornata del venerdì l’intervento della giornalista e ricercatrice Paola Gemelli, che ha ricostruito il percorso storico del protagonismo femminile tra sport e società, evidenziando come la crescita della partecipazione delle donne sia il risultato di un lungo cammino ancora in evoluzione.

Nella mattinata del sabato, grazie alla mediazione del Centro Documentazione Donna, è stato restituito quanto emerso dal lavoro dei gruppi. Una road map condivisa per rafforzare il protagonismo femminile nello sport, articolata in alcune direttrici strategiche che riguardano formazione, governance, cultura sportiva e partecipazione sociale.
Il primo ambito individuato riguarda la formazione, ritenuta uno strumento fondamentale per promuovere una maggiore consapevolezza sulle radici culturali delle disuguaglianze di genere. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di sviluppare percorsi formativi rivolti a tutte le figure coinvolte nel mondo sportivo - allenatori e allenatrici, dirigenti, uffici stampa, famiglie e atleti - accompagnati da una particolare attenzione ai linguaggi e alle modalità di comunicazione.
Un secondo punto riguarda la leadership e la governance delle organizzazioni sportive, con l’obiettivo di favorire una presenza più equilibrata nei ruoli decisionali. Tra le proposte emerse figurano il ricambio generazionale negli organismi dirigenti, una maggiore condivisione delle responsabilità e strumenti che facilitino l’accesso delle donne a ruoli di guida, valorizzando competenze e percorsi di leadership. Grande attenzione è stata dedicata anche alla dimensione educativa e culturale dello sport. I tavoli hanno evidenziato l’importanza di promuovere modelli positivi attraverso la valorizzazione di allenatrici e arbitre e di sviluppare attività sportive miste nelle fasce d’età più giovani, rafforzando al tempo stesso il dialogo con le famiglie e il ruolo educativo delle comunità sportive.

Un ulteriore ambito di lavoro riguarda l’accesso e l’inclusione nella pratica sportiva. Tra le indicazioni emerse vi è la necessità di rendere gli impianti e le attività sportive sempre più aperti alla comunità, riducendo barriere economiche e architettoniche e sviluppando iniziative capaci di intercettare anche i bisogni di donne provenienti da contesti culturali differenti.

Infine, la road map sottolinea il ruolo decisivo delle reti territoriali e della comunicazione. Da un lato è stata evidenziata l’importanza di rafforzare la collaborazione tra sport, scuola, istituzioni e terzo settore per costruire progetti condivisi e sostenibili; dall’altro è emersa la necessità di promuovere una narrazione dello sport più attenta alle differenze, capace di contrastare stereotipi, sessualizzazione e oggettivazione delle atlete e di valorizzare pienamente il contributo delle donne nel sistema sportivo.

La mattinata è proseguita con “Dal Time Out al Tie-Break: Protagonista ora!”, una tavola rotonda mediata da Michele Marchetti, Coordinatore segreteria nazionale e politiche ESG - con gli interventi di Emanuela Carta, Presidente CSI Modena, di Sabina Tondo, Presidente CSI Lecce, e della Professoressa Silvia Sangalli dell’Università di Bergamo, Componente Comitato ESG della Presidenza Nazionale CSI – per un confronto sulla situazione delle donne all’interno dell’organizzazione del Centro Sportivo Italiano e sul prossimo futuro dell’organizzazione e livello nazionale e territoriale.
A chiudere la due giorni di convegno è stato il Presidente nazionale CSI Vittorio Bosio, che ha sottolineato i passi avanti fatti sul tema della parità di genere e la strada ancora da fare per un pieno successo di uguaglianza.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso con cui il Centro Sportivo Italiano intende rafforzare la riflessione sul ruolo educativo e sociale dello sport di base, promuovendo contesti sempre più inclusivi e capaci di valorizzare il contributo di tutte e tutti

Il confronto di Modena rappresenta un passaggio significativo di questo percorso: un momento di ascolto, analisi e proposta che ha messo in rete esperienze, competenze e visioni provenienti da diversi ambiti del mondo sportivo e sociale, con l’obiettivo di costruire un futuro in cui lo sport possa essere sempre più spazio di partecipazione, responsabilità e cittadinanza.

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CSI - A Modena Donne nello Sport "Protagoniste del cambiamento"

di Redazione

16/03/2026 - 17:45

Lo sport come spazio di partecipazione, crescita e cambiamento culturale. È questo il cuore dell’iniziativa “Sport e protagonismo femminile - Costruire il domani” - tra le attività del progetto “Gimme Five”, portato avanti dal CSI insieme ad Accri OdV e Us Acli e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - l’appuntamento promosso dal Centro Sportivo Italiano che ha riunito nello scorso weekend al Laboratorio Aperto di Modena rappresentanti del mondo sportivo, istituzioni, dirigenti e realtà associative provenienti da tutta Italia per riflettere sul ruolo delle donne nello sport e nella società.

Il cuore dell’appuntamento nel pomeriggio di venerdì 13 marzo è stato il convegno nazionale promosso dal Centro Sportivo Italiano, che ha scelto Modena come sede di un confronto dedicato alla partecipazione femminile nello sport e alla presenza delle donne nei ruoli di responsabilità.

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Modena Massimo Mezzetti, del Coordinatore delle Attività Sportive della Regione Emilia-Romagna Giammaria Manghi e dell’eurodeputato Stefano Bonaccini, che hanno sottolineato la necessità di rafforzare politiche e percorsi culturali capaci di garantire una reale parità di opportunità nello sport e nella società.

Entrando nel vivo dell’incontro, il panel “Protagoniste del cambiamento”, moderato dal direttore della Gazzetta di Modena Davide Berti, ha portato al centro dell’attenzione il tema della leadership femminile attraverso le testimonianze di alcune protagoniste del mondo sportivo e professionale.

Tra gli interventi più significativi quello della campionessa paralimpica Ambra Sabatini, che ha raccontato il proprio percorso personale e sportivo, evidenziando il ruolo dello sport come strumento di resilienza, crescita e inclusione. Accanto a lei sono intervenute Elisa Bergonzini, Direttrice Operativa di Modena Volley, Raphaela Lukudo, campionessa dei 400 metri, Clara Simonini, Head Of Corporate Social Responsibility Lega Calcio Serie A, e Orietta Ruccolo della segreteria organizzativa regionale CISL Emilia-Romagna, offrendo punti di vista differenti ma convergenti sulla necessità di rafforzare la presenza femminile nei ruoli decisionali e di valorizzare competenze e merito.
Il confronto è stato arricchito dall’analisi presentata da Roberto Lamborghini, Presidente di SG Plus, che con l’intervento “Il Diritto allo Sport: dati e sfide” ha offerto una lettura numerica della partecipazione femminile nello sport italiano, mettendo in luce come persistano ancora significativi squilibri, in particolare nei ruoli dirigenziali.
La seconda parte dei lavori ha coinvolto i partecipanti in una serie di tavoli di lavoro tematici, riuniti sotto il titolo “Roadmap per il protagonismo”, con l’obiettivo di individuare le principali barriere che limitano la piena partecipazione delle donne nello sport e definire possibili strategie di cambiamento.

I gruppi si sono confrontati su alcune direttrici fondamentali: la costruzione di organizzazioni sportive più inclusive, la valorizzazione del talento femminile dentro e fuori dal campo, la creazione di ambienti sportivi accessibili e accoglienti per tutte le persone, il rapporto tra famiglie, allenatori e comunità sportive, il ruolo della narrazione e dei media nel raccontare lo sport femminile e la necessità di rafforzare l’alleanza tra sport e terzo settore.

A chiudere la giornata del venerdì l’intervento della giornalista e ricercatrice Paola Gemelli, che ha ricostruito il percorso storico del protagonismo femminile tra sport e società, evidenziando come la crescita della partecipazione delle donne sia il risultato di un lungo cammino ancora in evoluzione.

Nella mattinata del sabato, grazie alla mediazione del Centro Documentazione Donna, è stato restituito quanto emerso dal lavoro dei gruppi. Una road map condivisa per rafforzare il protagonismo femminile nello sport, articolata in alcune direttrici strategiche che riguardano formazione, governance, cultura sportiva e partecipazione sociale.
Il primo ambito individuato riguarda la formazione, ritenuta uno strumento fondamentale per promuovere una maggiore consapevolezza sulle radici culturali delle disuguaglianze di genere. I partecipanti hanno sottolineato la necessità di sviluppare percorsi formativi rivolti a tutte le figure coinvolte nel mondo sportivo - allenatori e allenatrici, dirigenti, uffici stampa, famiglie e atleti - accompagnati da una particolare attenzione ai linguaggi e alle modalità di comunicazione.
Un secondo punto riguarda la leadership e la governance delle organizzazioni sportive, con l’obiettivo di favorire una presenza più equilibrata nei ruoli decisionali. Tra le proposte emerse figurano il ricambio generazionale negli organismi dirigenti, una maggiore condivisione delle responsabilità e strumenti che facilitino l’accesso delle donne a ruoli di guida, valorizzando competenze e percorsi di leadership. Grande attenzione è stata dedicata anche alla dimensione educativa e culturale dello sport. I tavoli hanno evidenziato l’importanza di promuovere modelli positivi attraverso la valorizzazione di allenatrici e arbitre e di sviluppare attività sportive miste nelle fasce d’età più giovani, rafforzando al tempo stesso il dialogo con le famiglie e il ruolo educativo delle comunità sportive.

Un ulteriore ambito di lavoro riguarda l’accesso e l’inclusione nella pratica sportiva. Tra le indicazioni emerse vi è la necessità di rendere gli impianti e le attività sportive sempre più aperti alla comunità, riducendo barriere economiche e architettoniche e sviluppando iniziative capaci di intercettare anche i bisogni di donne provenienti da contesti culturali differenti.

Infine, la road map sottolinea il ruolo decisivo delle reti territoriali e della comunicazione. Da un lato è stata evidenziata l’importanza di rafforzare la collaborazione tra sport, scuola, istituzioni e terzo settore per costruire progetti condivisi e sostenibili; dall’altro è emersa la necessità di promuovere una narrazione dello sport più attenta alle differenze, capace di contrastare stereotipi, sessualizzazione e oggettivazione delle atlete e di valorizzare pienamente il contributo delle donne nel sistema sportivo.

La mattinata è proseguita con “Dal Time Out al Tie-Break: Protagonista ora!”, una tavola rotonda mediata da Michele Marchetti, Coordinatore segreteria nazionale e politiche ESG - con gli interventi di Emanuela Carta, Presidente CSI Modena, di Sabina Tondo, Presidente CSI Lecce, e della Professoressa Silvia Sangalli dell’Università di Bergamo, Componente Comitato ESG della Presidenza Nazionale CSI – per un confronto sulla situazione delle donne all’interno dell’organizzazione del Centro Sportivo Italiano e sul prossimo futuro dell’organizzazione e livello nazionale e territoriale.
A chiudere la due giorni di convegno è stato il Presidente nazionale CSI Vittorio Bosio, che ha sottolineato i passi avanti fatti sul tema della parità di genere e la strada ancora da fare per un pieno successo di uguaglianza.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio percorso con cui il Centro Sportivo Italiano intende rafforzare la riflessione sul ruolo educativo e sociale dello sport di base, promuovendo contesti sempre più inclusivi e capaci di valorizzare il contributo di tutte e tutti

Il confronto di Modena rappresenta un passaggio significativo di questo percorso: un momento di ascolto, analisi e proposta che ha messo in rete esperienze, competenze e visioni provenienti da diversi ambiti del mondo sportivo e sociale, con l’obiettivo di costruire un futuro in cui lo sport possa essere sempre più spazio di partecipazione, responsabilità e cittadinanza.