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CSI - Corsa Campestre, a Cascia le ambite "palme" del cross
25.03.2026 13:43 di Napoli Magazine
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Torna in Umbria dopo 16 anni il traguardo del Campionato Nazionale di Corsa Campestre del Centro Sportivo Italiano, evento patrocinato dalla Regione Umbria, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Cascia (PG). Dopo Gubbio 2010 sarà quest’anno Cascia (PG), nel centro dell’Italia e nel cuore dell'anno francescano, ad ospitare la bellissima manifestazione, che forse esprime in modo particolare lo spirito di festa sportiva del CSI. Sono 1.256 i finalisti iscritti, attesi dal 27 al 29 marzo nella cittadina della Santa delle cause impossibili.

Venerdì 27 marzo alle 18,30 la cerimonia di apertura con la sfilata delle delegazioni da Piazzale San Francesco al sagrato della Basilica di Santa Rita. L’accensione del tripode, sabato 28 marzo al mattino, farà da apripista al via alle gare individuali, per tutte le categorie nei pressi degli impianti sportivi del Grand Hotel Elite. Sabato pomeriggio, la Santa Messa presso la Basilica di Santa Rita, celebrata dal rettore Padre Giustino Casciano, con la benedizione dei rami di ulivo.
Domenica 29 marzo, invece, nella domenica delle Palme, sarà una mattinata di staffette, per il classico epilogo del Campionato Nazionale della campestre con la tradizionale Staffetta delle Regioni. Alle 8 domenicali, con il ritorno dell’ora legale, si ritroveranno le migliaia di crosser impegnati a passarsi il testimone, 5 frazionisti per squadra, sul campo di gara tracciato presso il Parco Nicola Zabaglia adiacente al Centro Sportivo Magrelli Active

Sabato 28 marzo, presso il Centro Sportivo Grand Hotel Elite, i 676 maschi e le 580 femmine saranno pronti a scattare scaglionati nelle 27 categorie, ciascuna delle quali eleggerà il suo nuovo campione e la nuova campionessa 2026.

Arriveranno da 12 diverse regioni italiane (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Campania, Sicilia, Piemonte) con la tuta rappresentativa di 116 società sportive diverse, rappresentando 31 Comitati territoriali italiani. Significativo quanto gratificante per il CSI – ente di promozione di ispirazione cristiana che fa dell’educazione alla vita la sua principale mission associativa – risulta ancora una volta il dato demografico, considerata la grande carica giovanile, visto che fra tutti i runner i soli adolescenti under 15 raggiungono il 60% dei crosser in gara. I padroni di casa del Comitato umbro possono contare sulle 93 frecce nell’arco dei Comitati di Foligno (35 atleti e 24 atlete qualificati) e Perugia (34 crosser, equiripartiti per genere). Dalle altre latitudini del Paese, Trento schiera in partenza 184 finalisti, fra cui il campione in carica fra i Veterani B, il prete volante in forza ai Fondisti Val di Non, don Franco Torresani, cuore di sacerdote-atleta cinque volte campione nazionale nel cross CSI, l’ultima un anno fa a Mel in Veneto, regione che ritirerà a Cascia 301 pettorali, di cui 150 per Vicenza e 115 per Belluno. La Lombardia conta invece ben 377 pretendenti al titolo: Lecco ha 142 finalisti, Sondrio 75, Mantova e Milano 40 a testa. Dalla Toscana scaldano i muscoli i 127 qualificati (Pistoia, Siena e Massa Carrara le province più presenti in Umbria). Squadre da battere la US 5 Stelle Seregnano di Trento, prima nel 2025 nella graduatoria assoluta e generale, e l’Atletica 2000 di Udine, campione giovanile. Tra le favorite per il titolo a squadre dalla Lombardia arrivano i lecchesi vicecampioni regionali della Virtus Calco, e i valtellinesi del GS Valgerola, e dal Veneto i 55 atleti della Dueville Vicenza, società con più pettorali in gara nella finale tricolore umbra.

Come sempre, tifate e sudate saranno le volate della gara individuale in programma al mattino di sabato 28 marzo. Alle 9.00 l’inizio delle gare di sabato con le Esordienti prime a scattare e poi, via via, tutte le altre categorie: RagazziCadettiAllieviAmatoriVeterani e Juniores. Alla campestre parteciperanno anche diversi ragazzi con disabilità, all’insegna del primo criterio sportivo del CSI: l’inclusione.

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CSI - Corsa Campestre, a Cascia le ambite "palme" del cross

di Redazione

25/03/2026 - 13:43

Torna in Umbria dopo 16 anni il traguardo del Campionato Nazionale di Corsa Campestre del Centro Sportivo Italiano, evento patrocinato dalla Regione Umbria, dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Cascia (PG). Dopo Gubbio 2010 sarà quest’anno Cascia (PG), nel centro dell’Italia e nel cuore dell'anno francescano, ad ospitare la bellissima manifestazione, che forse esprime in modo particolare lo spirito di festa sportiva del CSI. Sono 1.256 i finalisti iscritti, attesi dal 27 al 29 marzo nella cittadina della Santa delle cause impossibili.

Venerdì 27 marzo alle 18,30 la cerimonia di apertura con la sfilata delle delegazioni da Piazzale San Francesco al sagrato della Basilica di Santa Rita. L’accensione del tripode, sabato 28 marzo al mattino, farà da apripista al via alle gare individuali, per tutte le categorie nei pressi degli impianti sportivi del Grand Hotel Elite. Sabato pomeriggio, la Santa Messa presso la Basilica di Santa Rita, celebrata dal rettore Padre Giustino Casciano, con la benedizione dei rami di ulivo.
Domenica 29 marzo, invece, nella domenica delle Palme, sarà una mattinata di staffette, per il classico epilogo del Campionato Nazionale della campestre con la tradizionale Staffetta delle Regioni. Alle 8 domenicali, con il ritorno dell’ora legale, si ritroveranno le migliaia di crosser impegnati a passarsi il testimone, 5 frazionisti per squadra, sul campo di gara tracciato presso il Parco Nicola Zabaglia adiacente al Centro Sportivo Magrelli Active

Sabato 28 marzo, presso il Centro Sportivo Grand Hotel Elite, i 676 maschi e le 580 femmine saranno pronti a scattare scaglionati nelle 27 categorie, ciascuna delle quali eleggerà il suo nuovo campione e la nuova campionessa 2026.

Arriveranno da 12 diverse regioni italiane (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige/Südtirol, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Molise, Campania, Sicilia, Piemonte) con la tuta rappresentativa di 116 società sportive diverse, rappresentando 31 Comitati territoriali italiani. Significativo quanto gratificante per il CSI – ente di promozione di ispirazione cristiana che fa dell’educazione alla vita la sua principale mission associativa – risulta ancora una volta il dato demografico, considerata la grande carica giovanile, visto che fra tutti i runner i soli adolescenti under 15 raggiungono il 60% dei crosser in gara. I padroni di casa del Comitato umbro possono contare sulle 93 frecce nell’arco dei Comitati di Foligno (35 atleti e 24 atlete qualificati) e Perugia (34 crosser, equiripartiti per genere). Dalle altre latitudini del Paese, Trento schiera in partenza 184 finalisti, fra cui il campione in carica fra i Veterani B, il prete volante in forza ai Fondisti Val di Non, don Franco Torresani, cuore di sacerdote-atleta cinque volte campione nazionale nel cross CSI, l’ultima un anno fa a Mel in Veneto, regione che ritirerà a Cascia 301 pettorali, di cui 150 per Vicenza e 115 per Belluno. La Lombardia conta invece ben 377 pretendenti al titolo: Lecco ha 142 finalisti, Sondrio 75, Mantova e Milano 40 a testa. Dalla Toscana scaldano i muscoli i 127 qualificati (Pistoia, Siena e Massa Carrara le province più presenti in Umbria). Squadre da battere la US 5 Stelle Seregnano di Trento, prima nel 2025 nella graduatoria assoluta e generale, e l’Atletica 2000 di Udine, campione giovanile. Tra le favorite per il titolo a squadre dalla Lombardia arrivano i lecchesi vicecampioni regionali della Virtus Calco, e i valtellinesi del GS Valgerola, e dal Veneto i 55 atleti della Dueville Vicenza, società con più pettorali in gara nella finale tricolore umbra.

Come sempre, tifate e sudate saranno le volate della gara individuale in programma al mattino di sabato 28 marzo. Alle 9.00 l’inizio delle gare di sabato con le Esordienti prime a scattare e poi, via via, tutte le altre categorie: RagazziCadettiAllieviAmatoriVeterani e Juniores. Alla campestre parteciperanno anche diversi ragazzi con disabilità, all’insegna del primo criterio sportivo del CSI: l’inclusione.