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Ginnastica artistica: Mondiali, ottava piazza di Abbadini nella finale alla sbarra nei Paesi Bassi
25.10.2026 22:18 di Napoli Magazine
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Il sipario sui 54esimi Campionati del Mondo di ginnastica artistica cala con lo spettacolo della sbarra, ultimo atto della seconda giornata dedicata alle finali di specialità. E non poteva esserci conclusione più acrobatica per la rassegna iridata di Rotterdam, tra voli mozzafiato, combinazioni al limite delle possibilità umane e atterraggi millimetrici. Otto funamboli sospesi a quasi tre metri d’altezza, protagonisti di una sfida nella quale il minimo errore può trasformare un esercizio da medaglia in un’occasione perduta. A conquistare l’ultimo oro mondiale dell’edizione olandese è stato Tang Chia-Hung, rappresentante di Taipei Cinese, che ha dominato la finale con 14.966 punti, frutto di un esercizio dal valore di difficoltà di 6.600 e di un’esecuzione premiata con 8.366. Una prova di altissimo contenuto tecnico, sufficiente per respingere l’assalto del giapponese Shinnosuke Oka, argento con 14.800, e del russo Sergei Naidin, bronzo con lo stesso punteggio. A determinare l’ordine sul podio, tra i due inseguitori, è stato il migliore punteggio di esecuzione del nipponico, 8.900 contro 8.400. Ai piedi del podio l’altro giapponese, Shohei Kawakami, quarto con 14.600, davanti all’australiano Jesse Moore, quinto a quota 14.433. Sesta e settima posizione per i colombiani Camilo Vera e Angel Barajas, entrambi con 13.333. A completare l’ottetto mondiale c’è Yumin Abbadini, ottavo con 12.600 punti (5.300 di difficoltà e 7.300 di esecuzione). Un piazzamento che non racconta fino in fondo il valore del percorso dell’aviere bergamasco, capace di conquistare per la prima volta in carriera l’accesso a una finale mondiale di specialità, dopo le precedenti esperienze iridate nel concorso generale individuale. Il ginnasta del gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare, allenato da Alberto Busnari all’Accademia di via Ovada, a Milano, si era guadagnato un posto tra i migliori otto al mondo grazie a un’ottima qualificazione, nella quale aveva presentato con successo anche il Pegan, uno degli elementi più impegnativi del suo programma. Proprio il salto introdotto più recentemente nel suo repertorio si è rivelato ancora una volta decisivo. Abbadini, infatti, ha commesso un errore proprio sul Pegan, il primo dei grandi elementi di volo della sua composizione, compromettendo inevitabilmente il risultato finale. Una difficoltà che si era già manifestata durante la finale dell’all around, conclusa dall’italiano al tredicesimo posto, e che si è ripresentata anche nell’ultimo appuntamento della rassegna. Un elemento particolarmente complesso, sul quale il lavoro tecnico è ancora in fase di consolidamento, ma che rappresenta anche una scelta precisa nella crescita internazionale del ginnasta lombardo. Alzare il valore di partenza, aumentare il contenuto acrobatico e confrontarsi con i migliori specialisti del mondo sono passaggi indispensabili per provare a ridurre il divario con un’élite che, soprattutto alla sbarra, continua a spostare verso l’alto i limiti della disciplina. Ecco perché, al di là dell’ottavo posto, il bilancio resta positivo. Entrare nella finale mondiale della sbarra significa appartenere, almeno in questa edizione, alla ristrettissima cerchia dei migliori otto specialisti del pianeta. Un traguardo tutt’altro che scontato, impreziosito dall’esperienza maturata nelle qualifiche con la squadra, nel concorso generale e nella sfida conclusiva di specialità. Il primo appuntamento ora sarà il Grand Prix della Ginnastica, in programma il 19 dicembre al PalaDozza di Bologna, occasione per ritrovare il pubblico italiano e ripartire dalle indicazioni raccolte sulle pedane olandesi. Si chiude così un Mondiale che ha regalato alla ginnastica maschile italiana soprattutto lo storico argento di Gabriele Targhetta al cavallo con maniglie, ma anche la presenza di Abbadini in due finali individuali, a conferma di un movimento che continua a lavorare per ritagliarsi uno spazio sempre più importante sulla scena internazionale. E mentre gli ultimi voli sopra la sbarra consegnano Rotterdam 2026 alla storia, per l’ItalGAM lo sguardo è già rivolto alle prossime sfide, lungo la strada che conduce ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

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Ginnastica artistica: Mondiali, ottava piazza di Abbadini nella finale alla sbarra nei Paesi Bassi

di Redazione

25/10/2026 - 22:18

Il sipario sui 54esimi Campionati del Mondo di ginnastica artistica cala con lo spettacolo della sbarra, ultimo atto della seconda giornata dedicata alle finali di specialità. E non poteva esserci conclusione più acrobatica per la rassegna iridata di Rotterdam, tra voli mozzafiato, combinazioni al limite delle possibilità umane e atterraggi millimetrici. Otto funamboli sospesi a quasi tre metri d’altezza, protagonisti di una sfida nella quale il minimo errore può trasformare un esercizio da medaglia in un’occasione perduta. A conquistare l’ultimo oro mondiale dell’edizione olandese è stato Tang Chia-Hung, rappresentante di Taipei Cinese, che ha dominato la finale con 14.966 punti, frutto di un esercizio dal valore di difficoltà di 6.600 e di un’esecuzione premiata con 8.366. Una prova di altissimo contenuto tecnico, sufficiente per respingere l’assalto del giapponese Shinnosuke Oka, argento con 14.800, e del russo Sergei Naidin, bronzo con lo stesso punteggio. A determinare l’ordine sul podio, tra i due inseguitori, è stato il migliore punteggio di esecuzione del nipponico, 8.900 contro 8.400. Ai piedi del podio l’altro giapponese, Shohei Kawakami, quarto con 14.600, davanti all’australiano Jesse Moore, quinto a quota 14.433. Sesta e settima posizione per i colombiani Camilo Vera e Angel Barajas, entrambi con 13.333. A completare l’ottetto mondiale c’è Yumin Abbadini, ottavo con 12.600 punti (5.300 di difficoltà e 7.300 di esecuzione). Un piazzamento che non racconta fino in fondo il valore del percorso dell’aviere bergamasco, capace di conquistare per la prima volta in carriera l’accesso a una finale mondiale di specialità, dopo le precedenti esperienze iridate nel concorso generale individuale. Il ginnasta del gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare, allenato da Alberto Busnari all’Accademia di via Ovada, a Milano, si era guadagnato un posto tra i migliori otto al mondo grazie a un’ottima qualificazione, nella quale aveva presentato con successo anche il Pegan, uno degli elementi più impegnativi del suo programma. Proprio il salto introdotto più recentemente nel suo repertorio si è rivelato ancora una volta decisivo. Abbadini, infatti, ha commesso un errore proprio sul Pegan, il primo dei grandi elementi di volo della sua composizione, compromettendo inevitabilmente il risultato finale. Una difficoltà che si era già manifestata durante la finale dell’all around, conclusa dall’italiano al tredicesimo posto, e che si è ripresentata anche nell’ultimo appuntamento della rassegna. Un elemento particolarmente complesso, sul quale il lavoro tecnico è ancora in fase di consolidamento, ma che rappresenta anche una scelta precisa nella crescita internazionale del ginnasta lombardo. Alzare il valore di partenza, aumentare il contenuto acrobatico e confrontarsi con i migliori specialisti del mondo sono passaggi indispensabili per provare a ridurre il divario con un’élite che, soprattutto alla sbarra, continua a spostare verso l’alto i limiti della disciplina. Ecco perché, al di là dell’ottavo posto, il bilancio resta positivo. Entrare nella finale mondiale della sbarra significa appartenere, almeno in questa edizione, alla ristrettissima cerchia dei migliori otto specialisti del pianeta. Un traguardo tutt’altro che scontato, impreziosito dall’esperienza maturata nelle qualifiche con la squadra, nel concorso generale e nella sfida conclusiva di specialità. Il primo appuntamento ora sarà il Grand Prix della Ginnastica, in programma il 19 dicembre al PalaDozza di Bologna, occasione per ritrovare il pubblico italiano e ripartire dalle indicazioni raccolte sulle pedane olandesi. Si chiude così un Mondiale che ha regalato alla ginnastica maschile italiana soprattutto lo storico argento di Gabriele Targhetta al cavallo con maniglie, ma anche la presenza di Abbadini in due finali individuali, a conferma di un movimento che continua a lavorare per ritagliarsi uno spazio sempre più importante sulla scena internazionale. E mentre gli ultimi voli sopra la sbarra consegnano Rotterdam 2026 alla storia, per l’ItalGAM lo sguardo è già rivolto alle prossime sfide, lungo la strada che conduce ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.