La situazione in Medio Oriente che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran "crea danni evidenti e rilevanti" per le Paralimpiadi. Lo sottolinea, a quattro giorni dalla Cerimonia di Apertura all'Arena di Verona, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, al telefono con l'ANSA mentre si reca a Cortina: "Io devo incitare alla massima serenità ma è tutto molto difficile. La sicurezza è un problema serio, c'è un po' di paura e sarà aumentata la vigilanza per garantire la tutela di tutti". Il numero uno del Cip non nasconde la difficoltà di parlare del "lato sportivo" dei Giochi Paralimpici in una situazione già politicamente tesa per la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere la bandiera di Russia e Bielorussia: "Quella per me resta una decisione sbagliata ma è un atto di democrazia. Qua c'è una nuova violazione della Tregua Olimpica. Io sono preoccupato per la pressione che subiscono gli atleti: c'è apprensione, c'è ansia. Le Olimpiadi di Milano Cortina sono state una festa per tutti e così dovevano essere le Paralimpiadi, era un'occasione unica e irripetibile poterle svolgere in Italia, alla presenza di tanti leader che ora potrebbero decidere di non venire più. Sarebbe un grande peccato".
di Redazione
02/03/2026 - 15:07
La situazione in Medio Oriente che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran "crea danni evidenti e rilevanti" per le Paralimpiadi. Lo sottolinea, a quattro giorni dalla Cerimonia di Apertura all'Arena di Verona, il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, al telefono con l'ANSA mentre si reca a Cortina: "Io devo incitare alla massima serenità ma è tutto molto difficile. La sicurezza è un problema serio, c'è un po' di paura e sarà aumentata la vigilanza per garantire la tutela di tutti". Il numero uno del Cip non nasconde la difficoltà di parlare del "lato sportivo" dei Giochi Paralimpici in una situazione già politicamente tesa per la decisione del Comitato Paralimpico Internazionale di riammettere la bandiera di Russia e Bielorussia: "Quella per me resta una decisione sbagliata ma è un atto di democrazia. Qua c'è una nuova violazione della Tregua Olimpica. Io sono preoccupato per la pressione che subiscono gli atleti: c'è apprensione, c'è ansia. Le Olimpiadi di Milano Cortina sono state una festa per tutti e così dovevano essere le Paralimpiadi, era un'occasione unica e irripetibile poterle svolgere in Italia, alla presenza di tanti leader che ora potrebbero decidere di non venire più. Sarebbe un grande peccato".