"Ogni scelta nuova fa paura, nel senso che per tutti è un salto nel vuoto, per tutti è una scommessa. Io volevo star meglio, volevo star bene, volevo tornare ad amare quello che stavo facendo. Non sarei arrivata a Parigi senza essere passata da Tokyo. Nessun risultato rende immuni dai momenti difficili. L'oro è arrivato dopo tanto lavoro, non soltanto sul tatami, ma attraverso nuove consapevolezze e ferite da guarire, fino a essere finalmente pronta anche a divertirsi. Di Parigi resta soprattutto l'emozione della premiazione: l'inno, l'attimo in cui la bandiera sale e tutto ciò che quella medaglia contiene. Non è solo un pezzo di metallo, c'è veramente tanta storia di vita dentro ognuna di quelle medaglie". Così Alice Bellandi, che in due anni ha vinto europeo, mondiale e titolo olimpico di judo, raccontandosi al pubblico della nona edizione del Festival dello sport di Trento.
di Redazione
02/10/2026 - 16:24
"Ogni scelta nuova fa paura, nel senso che per tutti è un salto nel vuoto, per tutti è una scommessa. Io volevo star meglio, volevo star bene, volevo tornare ad amare quello che stavo facendo. Non sarei arrivata a Parigi senza essere passata da Tokyo. Nessun risultato rende immuni dai momenti difficili. L'oro è arrivato dopo tanto lavoro, non soltanto sul tatami, ma attraverso nuove consapevolezze e ferite da guarire, fino a essere finalmente pronta anche a divertirsi. Di Parigi resta soprattutto l'emozione della premiazione: l'inno, l'attimo in cui la bandiera sale e tutto ciò che quella medaglia contiene. Non è solo un pezzo di metallo, c'è veramente tanta storia di vita dentro ognuna di quelle medaglie". Così Alice Bellandi, che in due anni ha vinto europeo, mondiale e titolo olimpico di judo, raccontandosi al pubblico della nona edizione del Festival dello sport di Trento.