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MATURITA' - L'olimpionica Moioli: "Finalmente scuola e sport di pari passo"
19.06.2026 14:51 di Napoli Magazine
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Gli esami di maturità provano a mettere d'accordo sport e scuola, grazie ai Giochi di Milano Cortina. Gli studenti del Liceo linguistico si sono misurati con una traccia che chiamava in causa le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali: partendo dal messaggio inaugurale del segretario dell'Onu Antonio Guterres, dovevano redarre un articolo per il giornale scolastico incentrato sullo sport come veicolo universale di fair play, rispetto, lavoro di squadra e riscatto del potenziale umano. Un bello scarto rispetto a un sistema educativo spesso accusato di lasciare indietro tanto l'attività fisica di base quando i giovani campioni. Non nasconde infatti la soddisfazione Michela Moioli, olimpionica dello snowboard azzurro: "Il fatto che quello che rappresenta lo sport sia portato come traccia alla maturità è una bella opportunità, simboleggia un po' il fatto che finalmente scuola e sport iniziano ad andare di pari passo - commenta al telefono con l'ANSA -. Sicuramente aver avuto l'Olimpiade in Italia ha dato riscontro e visibilità, credo che tanti giovani siano stati ispirati da ciò che hanno portato le Olimpiadi. Credo che tutti gli atleti, italiani e non, siano stati portatori di valori che lo sport insegna e di cui i ragazzi possono scrivere sui loro temi". Proprio la campionessa bergamasca, con la conterranea Sofia Goggia, è stata tra le artefici dell'edizione italiana, grazie alla presentazione della candidatura tricolore nel 2019 a Losanna. Una presentazione in inglese. "Saper parlare fluentemente l'inglese, e non solo, è fondamentale, perché permette di relazionarsi con persone di tutto il mondo, aprire la mente, non sentirsi esclusa ed emarginata - sottolinea Moioli -. Io l'ho imparato sul campo con i viaggi e le gare. Ho amiche e avversarie da tutto il mondo, tra Canada, Australia, Francia e Repubblica Ceca. All'inizio era difficile comunicare, ma poi col tempo diventa naturale". Gli anni passano, ma l'azzurra ricorda con affetto i giorni della maturità: "Ero abbastanza serena. Avevo studiato, ero preparata, ma è sempre uno scoglio e bisogna scalarlo. Ero consapevole che la fine di quel percorso portava con sé la fine di un capitolo della mia vita. Ero molto felice, anche se un po' malinconica per la chiusura di quel cerchio. Ma è stato un momento bellissimo, ovviamente ero molto emozionata la notte prima degli esami". Altre 'notti prima' sono arrivate con una carriera ineguagliabile, scandita dall'oro a Pyeongchang 2018, dall'argento a Pechino 2022, dal secondo e terzo posto dei Giochi di casa. "Il ricordo di Livigno cade a fagiolo con la maturità - riflette la fuoriclasse trentenne -. C'è un percorso lungo che mi ha portato lì, ci sono momenti di tensione e di difficoltà. Ma poi tutto passa e restano i bei ricordi, vedi i video e ti emozioni. Quando vivi quei momenti non te ne rendi conto, poi li rielabori e dici: ho fatto qualcosa di grandioso che resterà nella storia, anche grazie alla mia squadra e alla mia famiglia che mi ha aiutato".

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MATURITA' - L'olimpionica Moioli: "Finalmente scuola e sport di pari passo"

di Redazione

19/06/2026 - 14:51

Gli esami di maturità provano a mettere d'accordo sport e scuola, grazie ai Giochi di Milano Cortina. Gli studenti del Liceo linguistico si sono misurati con una traccia che chiamava in causa le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali: partendo dal messaggio inaugurale del segretario dell'Onu Antonio Guterres, dovevano redarre un articolo per il giornale scolastico incentrato sullo sport come veicolo universale di fair play, rispetto, lavoro di squadra e riscatto del potenziale umano. Un bello scarto rispetto a un sistema educativo spesso accusato di lasciare indietro tanto l'attività fisica di base quando i giovani campioni. Non nasconde infatti la soddisfazione Michela Moioli, olimpionica dello snowboard azzurro: "Il fatto che quello che rappresenta lo sport sia portato come traccia alla maturità è una bella opportunità, simboleggia un po' il fatto che finalmente scuola e sport iniziano ad andare di pari passo - commenta al telefono con l'ANSA -. Sicuramente aver avuto l'Olimpiade in Italia ha dato riscontro e visibilità, credo che tanti giovani siano stati ispirati da ciò che hanno portato le Olimpiadi. Credo che tutti gli atleti, italiani e non, siano stati portatori di valori che lo sport insegna e di cui i ragazzi possono scrivere sui loro temi". Proprio la campionessa bergamasca, con la conterranea Sofia Goggia, è stata tra le artefici dell'edizione italiana, grazie alla presentazione della candidatura tricolore nel 2019 a Losanna. Una presentazione in inglese. "Saper parlare fluentemente l'inglese, e non solo, è fondamentale, perché permette di relazionarsi con persone di tutto il mondo, aprire la mente, non sentirsi esclusa ed emarginata - sottolinea Moioli -. Io l'ho imparato sul campo con i viaggi e le gare. Ho amiche e avversarie da tutto il mondo, tra Canada, Australia, Francia e Repubblica Ceca. All'inizio era difficile comunicare, ma poi col tempo diventa naturale". Gli anni passano, ma l'azzurra ricorda con affetto i giorni della maturità: "Ero abbastanza serena. Avevo studiato, ero preparata, ma è sempre uno scoglio e bisogna scalarlo. Ero consapevole che la fine di quel percorso portava con sé la fine di un capitolo della mia vita. Ero molto felice, anche se un po' malinconica per la chiusura di quel cerchio. Ma è stato un momento bellissimo, ovviamente ero molto emozionata la notte prima degli esami". Altre 'notti prima' sono arrivate con una carriera ineguagliabile, scandita dall'oro a Pyeongchang 2018, dall'argento a Pechino 2022, dal secondo e terzo posto dei Giochi di casa. "Il ricordo di Livigno cade a fagiolo con la maturità - riflette la fuoriclasse trentenne -. C'è un percorso lungo che mi ha portato lì, ci sono momenti di tensione e di difficoltà. Ma poi tutto passa e restano i bei ricordi, vedi i video e ti emozioni. Quando vivi quei momenti non te ne rendi conto, poi li rielabori e dici: ho fatto qualcosa di grandioso che resterà nella storia, anche grazie alla mia squadra e alla mia famiglia che mi ha aiutato".