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MILANO-CORTINA - Leggenda Klaebo, sei ori in sei gare: nessuno come lui
21.02.2026 16:55 di Napoli Magazine
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Senza parole, ma mai senza fiato. Johannes Klaebo ai Giochi di Milano Cortina fa quello che non è mai riuscito a nessuno: sei ori in altrettante gare, dominio assoluto anche nella 50 km a tecnica classica che chiude il programma olimpico maschile e che fa di lui un atleta dai poteri sovrannaturali: una leggenda il 29enne di Oslo che, dopo aver polverizzato primati su primati, guarda al futuro chiedendosi se verranno meno gli stimoli o se sarà così abile da trovarne di nuovi. Klaebo è l'atleta che ha vinto più titoli olimpici nella storia dei giochi invernali, undici più un argento e un bronzo, senza contare i 15 allori iridati. In val di Fiemme, ha conquistato la metà dei 12 ori della Norvegia (tre sono arrivati dalla combinata nordica, che è solo maschile, due dal salto femminile e uno dalla staffetta del fondo femminile), un terzo del totale della sua nazione e, almeno finora, lo stesso numero di squadre dalla grande tradizione come Svezia, Svizzera e Germania. "Ci sono delle scelte da fare - spiega - e quest'anno le abbiamo fatto tutte giuste. Mentalmente sono in una situazione migliore rispetto all'anno scorso e ora mi diverto molto a gareggiare". Allo stadio del fondo di Lago di Tesero ripete che "è incredibile": "Dopo i campionati del mondo, sapevamo che era possibile, ma quando ci riesci è difficile trovare le parole giuste. Ho provato così tante emozioni quando ho tagliato il traguardo. Ho solo cercato di godermi i momenti - aggiunge - Non so se io abbia mai sognato questo, ma è qualcosa di cui sono davvero orgoglioso". "Anche se in alcune gare sono stato nervoso - precisa - è comunque bello gareggiare e non vedo l'ora di scendere in pista e lottare per le medaglie. Ho una famiglia e una fidanzata che mi sostengono molto, e il risultato sono sei medaglie d'oro". I sei titoli della val di Fiemme si sommano ai cinque che aveva già in bacheca. Klaebo è solo l'ultima conferma che i grandi successi non arrivano per caso: "Sono tanti sacrifici - osserva - ma quando cominci a percepirli come tali, penso che sia il momento di trovare qualcos'altro da fare". Dopo aver superato le incertezze e la tensione che avevano accompagnato il suo esordio olimpico italiano, con un prolungato e pressoché solitario ritiro per mantenere la concentrazione e anche per evitare contagi (al chiuso indossava la mascherina), Klaebo si è via via rilassato. Il fondista dagli sci alati ha sempre fatto la differenza quando ha voluto farlo, tanto da far quasi ribattezzare la "salita Zorzi" a suo nome. L'azzurro Federico Pellegrino è stato uno dei pochissimi capace di batterlo nella sprint e il norvegese non lo ha dimenticato: "Sono stati molti duelli tirati e avvincenti. Ha avuto una grande carriera. Ci mancherà".

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MILANO-CORTINA - Leggenda Klaebo, sei ori in sei gare: nessuno come lui

di Redazione

21/02/2026 - 16:55

Senza parole, ma mai senza fiato. Johannes Klaebo ai Giochi di Milano Cortina fa quello che non è mai riuscito a nessuno: sei ori in altrettante gare, dominio assoluto anche nella 50 km a tecnica classica che chiude il programma olimpico maschile e che fa di lui un atleta dai poteri sovrannaturali: una leggenda il 29enne di Oslo che, dopo aver polverizzato primati su primati, guarda al futuro chiedendosi se verranno meno gli stimoli o se sarà così abile da trovarne di nuovi. Klaebo è l'atleta che ha vinto più titoli olimpici nella storia dei giochi invernali, undici più un argento e un bronzo, senza contare i 15 allori iridati. In val di Fiemme, ha conquistato la metà dei 12 ori della Norvegia (tre sono arrivati dalla combinata nordica, che è solo maschile, due dal salto femminile e uno dalla staffetta del fondo femminile), un terzo del totale della sua nazione e, almeno finora, lo stesso numero di squadre dalla grande tradizione come Svezia, Svizzera e Germania. "Ci sono delle scelte da fare - spiega - e quest'anno le abbiamo fatto tutte giuste. Mentalmente sono in una situazione migliore rispetto all'anno scorso e ora mi diverto molto a gareggiare". Allo stadio del fondo di Lago di Tesero ripete che "è incredibile": "Dopo i campionati del mondo, sapevamo che era possibile, ma quando ci riesci è difficile trovare le parole giuste. Ho provato così tante emozioni quando ho tagliato il traguardo. Ho solo cercato di godermi i momenti - aggiunge - Non so se io abbia mai sognato questo, ma è qualcosa di cui sono davvero orgoglioso". "Anche se in alcune gare sono stato nervoso - precisa - è comunque bello gareggiare e non vedo l'ora di scendere in pista e lottare per le medaglie. Ho una famiglia e una fidanzata che mi sostengono molto, e il risultato sono sei medaglie d'oro". I sei titoli della val di Fiemme si sommano ai cinque che aveva già in bacheca. Klaebo è solo l'ultima conferma che i grandi successi non arrivano per caso: "Sono tanti sacrifici - osserva - ma quando cominci a percepirli come tali, penso che sia il momento di trovare qualcos'altro da fare". Dopo aver superato le incertezze e la tensione che avevano accompagnato il suo esordio olimpico italiano, con un prolungato e pressoché solitario ritiro per mantenere la concentrazione e anche per evitare contagi (al chiuso indossava la mascherina), Klaebo si è via via rilassato. Il fondista dagli sci alati ha sempre fatto la differenza quando ha voluto farlo, tanto da far quasi ribattezzare la "salita Zorzi" a suo nome. L'azzurro Federico Pellegrino è stato uno dei pochissimi capace di batterlo nella sprint e il norvegese non lo ha dimenticato: "Sono stati molti duelli tirati e avvincenti. Ha avuto una grande carriera. Ci mancherà".