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MILANO-CORTINA - Paralimpiadi, scoppia il caso Ucraina: "Noi discriminati, pressioni per togliere le bandiere"
11.03.2026 22:43 di Napoli Magazine
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Nel primo giorno senza medaglie azzurre alle Paralimpiadi Milano Cortina l'Italia ha dovuto assistere al 'sorpasso' della Russia nel medagliere. Le gare di sci di fondo di 10 chilometri con partenza ad intervallo, a Tesero, hanno infatti portato altri due ori alla Russia, con Ivan Golubkov nella categoria sitting e con Anastasiia Bagiian nella categoria ipovedenti. La Russia è così avanzata in quarta posizione, superando l'Italia, che nello sitting ha comunque registrato un'ottima quarta posizione, ai piedi del podio, dell'italiano Giuseppe Romele.

In giornata è scoppiata però la prima polemica di questi Giochi. Il Comitato paralimpico Ucraina ha infatti lamentato un "trattamento discriminatorio, irrispettoso e inaccettabile riservato alla squadra nazionale ucraina e ai tifosi ucraini ai Giochi Paralimpici Invernali del 2026". Secondo le accuse, sarebbe stata imposta la rimozione della bandiera ucraina dal villaggio paralimpico. Si afferma inoltre che alla medaglia d'oro nel para-biathlon, Oleksandra Kononova, sia stato ordinato di togliersi gli orecchini con la bandiera e il messaggio "Stop War" mentre si preparava a salire sul podio. Inoltre, alla famiglia del fondista Taras Rad sarebbero state sequestrate le bandiere ucraine mentre assistevano alla gara. Infine, viene denunciato che le riunioni della squadra sarebbero state costantemente interrotte da membri dell'Ipc e del comitato organizzatore.

Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha in una nota congiunta con il collega dello Sport, Matvii Bidnyi, ha lamentato che "la scelta del Comitato di schierarsi apertamente con la Russia nella sua guerra genocida contro l'Ucraina è immorale e viola tutti i principi del movimento olimpico e le norme dell'umanità", conclude Sybiha. Accuse che sono state respinte. "Milano Cortina 2026 e il Comitato paralimpico internazionale confermano il proprio impegno nel garantire un ambiente rispettoso e accogliente per tutte le parti interessate, inclusi atleti e spettatori. Le regole e le procedure vigenti durante i Giochi sono concepite per tutelare tale ambiente e vengono applicate equamente a tutte le delegazioni", così una nota, nella quale viene spiegato che la bandiera sarebbe stata esposta in uno spazio comune. Inoltre, a Tesero, cinque spettatori avrebbero tentato di accedere indossando sciarpe con i colori della bandiera ucraina che riportavano del testo. "Poiché il servizio di sicurezza non ha potuto verificare il significato delle scritte, che avrebbero potuto contenere messaggi politici (non consentiti dal regolamento dei Giochi), agli spettatori è stato chiesto di entrare nell'impianto senza le sciarpe", si legge ancora.

Nel frattempo, gli atleti tedeschi si mostrano divisi per quanto riguarda forme di protesta durante le cerimonie di premiazioni di russi. Ieri, la fondista Linn Kazmaier e la guida Florian Baumann si erano voltati dimostrativamente di lato durante l'inno russo, tenendo il cappello in testa e rifiutando, al termine, di scattare il classico selfie dei vincitori. Oggi, durante la premiazione della 10 chilometri, la seconda qualificata, la ceca Simona Bubenickova non ha tolto il cappello durante l'inno russo, mentre la tedesca Leonie Walter l'ha fatto. "Penso che azioni del genere durante la premiazione servano a poco", ha detto.

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MILANO-CORTINA - Paralimpiadi, scoppia il caso Ucraina: "Noi discriminati, pressioni per togliere le bandiere"

di Redazione

11/03/2026 - 22:43

Nel primo giorno senza medaglie azzurre alle Paralimpiadi Milano Cortina l'Italia ha dovuto assistere al 'sorpasso' della Russia nel medagliere. Le gare di sci di fondo di 10 chilometri con partenza ad intervallo, a Tesero, hanno infatti portato altri due ori alla Russia, con Ivan Golubkov nella categoria sitting e con Anastasiia Bagiian nella categoria ipovedenti. La Russia è così avanzata in quarta posizione, superando l'Italia, che nello sitting ha comunque registrato un'ottima quarta posizione, ai piedi del podio, dell'italiano Giuseppe Romele.

In giornata è scoppiata però la prima polemica di questi Giochi. Il Comitato paralimpico Ucraina ha infatti lamentato un "trattamento discriminatorio, irrispettoso e inaccettabile riservato alla squadra nazionale ucraina e ai tifosi ucraini ai Giochi Paralimpici Invernali del 2026". Secondo le accuse, sarebbe stata imposta la rimozione della bandiera ucraina dal villaggio paralimpico. Si afferma inoltre che alla medaglia d'oro nel para-biathlon, Oleksandra Kononova, sia stato ordinato di togliersi gli orecchini con la bandiera e il messaggio "Stop War" mentre si preparava a salire sul podio. Inoltre, alla famiglia del fondista Taras Rad sarebbero state sequestrate le bandiere ucraine mentre assistevano alla gara. Infine, viene denunciato che le riunioni della squadra sarebbero state costantemente interrotte da membri dell'Ipc e del comitato organizzatore.

Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha in una nota congiunta con il collega dello Sport, Matvii Bidnyi, ha lamentato che "la scelta del Comitato di schierarsi apertamente con la Russia nella sua guerra genocida contro l'Ucraina è immorale e viola tutti i principi del movimento olimpico e le norme dell'umanità", conclude Sybiha. Accuse che sono state respinte. "Milano Cortina 2026 e il Comitato paralimpico internazionale confermano il proprio impegno nel garantire un ambiente rispettoso e accogliente per tutte le parti interessate, inclusi atleti e spettatori. Le regole e le procedure vigenti durante i Giochi sono concepite per tutelare tale ambiente e vengono applicate equamente a tutte le delegazioni", così una nota, nella quale viene spiegato che la bandiera sarebbe stata esposta in uno spazio comune. Inoltre, a Tesero, cinque spettatori avrebbero tentato di accedere indossando sciarpe con i colori della bandiera ucraina che riportavano del testo. "Poiché il servizio di sicurezza non ha potuto verificare il significato delle scritte, che avrebbero potuto contenere messaggi politici (non consentiti dal regolamento dei Giochi), agli spettatori è stato chiesto di entrare nell'impianto senza le sciarpe", si legge ancora.

Nel frattempo, gli atleti tedeschi si mostrano divisi per quanto riguarda forme di protesta durante le cerimonie di premiazioni di russi. Ieri, la fondista Linn Kazmaier e la guida Florian Baumann si erano voltati dimostrativamente di lato durante l'inno russo, tenendo il cappello in testa e rifiutando, al termine, di scattare il classico selfie dei vincitori. Oggi, durante la premiazione della 10 chilometri, la seconda qualificata, la ceca Simona Bubenickova non ha tolto il cappello durante l'inno russo, mentre la tedesca Leonie Walter l'ha fatto. "Penso che azioni del genere durante la premiazione servano a poco", ha detto.