Cinque Masters 1000 consecutivi, una forma straordinaria e una costante voglia di migliorarsi. Dietro i successi di Jannik Sinner c’è tutto questo, raccontato da chi lo vive ogni giorno da vicino: il suo coach Simone Vagnozzi. "La cavalcata da Indian Wells era difficile da aspettarsi, non c'era mai riuscito nessuno" racconta l'allenatore ascolano a Sky Sport, ospite di Elena Pero e Paolo Bertolucci in cabina di commento sul Centrale del Foro Italico. Risultati frutto della costante crescita di Jannik, esemplare nella sua applicazione: "La cosa positiva è che ogni torneo, ogni mese e ogni superficie migliora - spiega Vagnozzi - Noi allenatori non possiamo controllare il risultato, ma possiamo pensare a migliorarlo come giocatore. Penso che Jannik dia un esempio positivo a tutto il tennis italiano e i ragazzi che guardano questo sport. Parla sempre di miglioramento e lavoro, mai di risultati. Sta portando tanti ragazzi italiani a crederci". Miglioramento che passa anche dalla programmazione, con un calendario in costante evoluzione mese dopo mese. Il "nodo" principale delle ultime settimane per Sinner era la partecipazione al Masters 1000 di Madrid prima degli Internazionali d'Italia. Una scelta fatta insieme al suo team: "Dopo Monte-Carlo c'erano dei dubbi, ma abbiamo pensato che fermarsi con questa fiducia sarebbe stato peggio - ammette Vagnozzi - Sarebbero passati 26 giorni tra Monte-Carlo e Roma, troppi. A Madrid è arrivato un po' stanco, ha recuperato strada facendo. Con Jodar è stata la sua prestazione migliore. Durante l'anno facciamo un calendario di massima, poi dobbiamo valutare le condizioni fisiche e mentali. Jannik ci dà dei feedback che noi analizziamo e poi cerchiamo di prendere la decisione migliore". Tra le decisioni prese, anche i tre giorni di riposo prima di iniziare la preparazione agli Internazionali d'Italia: "In questo momento per Jannik avere un giorno di riposo tra una partita e un'altra è un vantaggio. Prima di Roma ha avuto tre giorni di riposo totali: ha giocato a golf e abbiamo fatto una partita di calcetto. Si è sempre mosso".
di Redazione
10/05/2026 - 22:05
Cinque Masters 1000 consecutivi, una forma straordinaria e una costante voglia di migliorarsi. Dietro i successi di Jannik Sinner c’è tutto questo, raccontato da chi lo vive ogni giorno da vicino: il suo coach Simone Vagnozzi. "La cavalcata da Indian Wells era difficile da aspettarsi, non c'era mai riuscito nessuno" racconta l'allenatore ascolano a Sky Sport, ospite di Elena Pero e Paolo Bertolucci in cabina di commento sul Centrale del Foro Italico. Risultati frutto della costante crescita di Jannik, esemplare nella sua applicazione: "La cosa positiva è che ogni torneo, ogni mese e ogni superficie migliora - spiega Vagnozzi - Noi allenatori non possiamo controllare il risultato, ma possiamo pensare a migliorarlo come giocatore. Penso che Jannik dia un esempio positivo a tutto il tennis italiano e i ragazzi che guardano questo sport. Parla sempre di miglioramento e lavoro, mai di risultati. Sta portando tanti ragazzi italiani a crederci". Miglioramento che passa anche dalla programmazione, con un calendario in costante evoluzione mese dopo mese. Il "nodo" principale delle ultime settimane per Sinner era la partecipazione al Masters 1000 di Madrid prima degli Internazionali d'Italia. Una scelta fatta insieme al suo team: "Dopo Monte-Carlo c'erano dei dubbi, ma abbiamo pensato che fermarsi con questa fiducia sarebbe stato peggio - ammette Vagnozzi - Sarebbero passati 26 giorni tra Monte-Carlo e Roma, troppi. A Madrid è arrivato un po' stanco, ha recuperato strada facendo. Con Jodar è stata la sua prestazione migliore. Durante l'anno facciamo un calendario di massima, poi dobbiamo valutare le condizioni fisiche e mentali. Jannik ci dà dei feedback che noi analizziamo e poi cerchiamo di prendere la decisione migliore". Tra le decisioni prese, anche i tre giorni di riposo prima di iniziare la preparazione agli Internazionali d'Italia: "In questo momento per Jannik avere un giorno di riposo tra una partita e un'altra è un vantaggio. Prima di Roma ha avuto tre giorni di riposo totali: ha giocato a golf e abbiamo fatto una partita di calcetto. Si è sempre mosso".