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Tennis, Wimbledon, Buonfiglio: "Sinner ci ha reso orgogliosi di essere italiani"
12.07.2026 21:43 di Napoli Magazine
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"E' una delle più grandi emozioni che abbia vissuto nella mia carriera da dirigente. Ho visto un atleta che non lascia mai nulla al caso con la sua determinazione e la sua professionalità. In sintesi un uomo d'acciaio che non molla mai. Anche qui in terra inglese Sinner ci ha reso orgogliosi di essere italiani". Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, dopo la finale seguita in tribuna nella quale Jannik Sinner ha battuto in quattro set Alexander Zverev vincendo Wimbledon per il secondo anno consecutivo. "Jannik è un esempio per tutti i nostri giovani e questa vittoria rappresenta la conferma che abbiamo campioni fenomenali. Lo sport italiano sta dimostrando che in ogni disciplina siamo protagonisti. Complimenti al tennis, alla federazione e al presidente Binaghi per questo successo memorabile. Per me era la prima volta a Wimbledon e direi che quanto meno ho portato fortuna", conclude Buonfiglio.

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Tennis, Wimbledon, Buonfiglio: "Sinner ci ha reso orgogliosi di essere italiani"

di Redazione

12/07/2026 - 21:43

"E' una delle più grandi emozioni che abbia vissuto nella mia carriera da dirigente. Ho visto un atleta che non lascia mai nulla al caso con la sua determinazione e la sua professionalità. In sintesi un uomo d'acciaio che non molla mai. Anche qui in terra inglese Sinner ci ha reso orgogliosi di essere italiani". Così il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, dopo la finale seguita in tribuna nella quale Jannik Sinner ha battuto in quattro set Alexander Zverev vincendo Wimbledon per il secondo anno consecutivo. "Jannik è un esempio per tutti i nostri giovani e questa vittoria rappresenta la conferma che abbiamo campioni fenomenali. Lo sport italiano sta dimostrando che in ogni disciplina siamo protagonisti. Complimenti al tennis, alla federazione e al presidente Binaghi per questo successo memorabile. Per me era la prima volta a Wimbledon e direi che quanto meno ho portato fortuna", conclude Buonfiglio.