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A NAPOLI - Alla Federico II concluso il Terzo Forum nazionale della biodiversità promosso dal National Biodiversity Future Center
22.05.2026 16:57 di Napoli Magazine
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Cinquanta istituzioni tra Università, enti di ricerca, ministeri, Ispra e aree marine protette e oltre trecento partecipanti a confronto sul tema della biodiversità con l’obiettivo di creare una comunità, un network che unisca i Centri nazionali di ricerca, istituiti grazie ai fondi Pnrr, per mettere a fuoco le prospettive future della ricerca e dell’innovazione per la tutela, il monitoraggio e la valorizzazione della biodiversità. Con questi numeri e queste finalità si è svolto nella sede di Monte Sant’Angelo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Terzo Forum Nazionale della biodiversità 2026, manifestazione promossa dal National Biodiversity Future Center – NBFC, con il coinvolgimento del Centro Nazionale Agritech.

“Quando parliamo di biodiversità parliamo di sistemi complessi, di tante specie animali e vegetali di cui, tra l’altro, l’uomo fa parte e che nell’insieme creano l’ambiente in cui noi viviamo – ha spiegato la professoressa Simonetta Fraschetti del Dipartimento di Biologia - la biodiversità è la nostra casa, è un sistema senza il quale non possiamo vivere, è un insieme di habitat. Un passo importante che dobbiamo compiere è una nuova interazione con le piccole e medie imprese, solida e non sporadica, che crei una visione e un linguaggio comuni. La ricerca non può rimanere confinata all’interno delle nostre produzioni, ma deve diventare un ponte tra la società civile e la politica con uno sforzo per cambiare la visione: l’ambiente è troppo spesso sfruttato e non valorizzato come dovrebbe”. 

Il Forum è stata l’occasione per fare il punto sui principali traguardi scientifici, tecnologici e applicativi raggiunti in questi anni, favorendo il dialogo tra comunità scientifica, istituzioni, giovani ricercatori, stakeholder e rappresentanti della società civile. In tale contesto, il contributo congiunto di NBFC e Agritech consentirà di evidenziare le connessioni tra biodiversità, sostenibilità dei sistemi agroalimentari, gestione delle risorse naturali e sviluppo territoriale.

“Come Agritech – ha sottolineato Danilo Ercolini, direttore del Dipartimento di Agraria e direttore scientifico della Fondazione Agritech – abbiamo sviluppato diverse soluzioni in tema di biodiversità, quali colture adattabili al cambiamento climatico, ad agenti esterni che possono favorire lo sviluppo delle piante e, dunque, ridurre l’utilizzo di agrofarmaci in agricoltura, ma anche lo sfruttamento dei servizi ecosistemici della piante che in ogni occasione generano valore. Pertanto, con il Centro Nazionale della Biodiversità possiamo condividere strategie di ricerca, di trasferimento tecnologico, il cofinanziamento di programmi di accelerazione di start up. È importante fare un’azione congiunta di valorizzazione dei risultati conseguiti grazie al Pnrr affinché il futuro sia sempre più sostenibile, green e a impatto il più possibile ridotto sulla salute del nostro pianeta”.   

Di rilievo il ruolo dell’Ateneo federiciano che ha istituito una vera e propria task force che non è solo dedicata al mare, ma alla biodiversità urbana e che, attraverso le proprie competenze scientifiche e le attività sviluppate nei progetti Pnrr, conferma il proprio impegno nella promozione di una ricerca interdisciplinare orientata all’impatto, in particolare nei settori della biodiversità, dell’agricoltura sostenibile, dell’innovazione tecnologica e della transizione ecologica.

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A NAPOLI - Alla Federico II concluso il Terzo Forum nazionale della biodiversità promosso dal National Biodiversity Future Center

di Redazione

22/05/2026 - 16:57

Cinquanta istituzioni tra Università, enti di ricerca, ministeri, Ispra e aree marine protette e oltre trecento partecipanti a confronto sul tema della biodiversità con l’obiettivo di creare una comunità, un network che unisca i Centri nazionali di ricerca, istituiti grazie ai fondi Pnrr, per mettere a fuoco le prospettive future della ricerca e dell’innovazione per la tutela, il monitoraggio e la valorizzazione della biodiversità. Con questi numeri e queste finalità si è svolto nella sede di Monte Sant’Angelo dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, il Terzo Forum Nazionale della biodiversità 2026, manifestazione promossa dal National Biodiversity Future Center – NBFC, con il coinvolgimento del Centro Nazionale Agritech.

“Quando parliamo di biodiversità parliamo di sistemi complessi, di tante specie animali e vegetali di cui, tra l’altro, l’uomo fa parte e che nell’insieme creano l’ambiente in cui noi viviamo – ha spiegato la professoressa Simonetta Fraschetti del Dipartimento di Biologia - la biodiversità è la nostra casa, è un sistema senza il quale non possiamo vivere, è un insieme di habitat. Un passo importante che dobbiamo compiere è una nuova interazione con le piccole e medie imprese, solida e non sporadica, che crei una visione e un linguaggio comuni. La ricerca non può rimanere confinata all’interno delle nostre produzioni, ma deve diventare un ponte tra la società civile e la politica con uno sforzo per cambiare la visione: l’ambiente è troppo spesso sfruttato e non valorizzato come dovrebbe”. 

Il Forum è stata l’occasione per fare il punto sui principali traguardi scientifici, tecnologici e applicativi raggiunti in questi anni, favorendo il dialogo tra comunità scientifica, istituzioni, giovani ricercatori, stakeholder e rappresentanti della società civile. In tale contesto, il contributo congiunto di NBFC e Agritech consentirà di evidenziare le connessioni tra biodiversità, sostenibilità dei sistemi agroalimentari, gestione delle risorse naturali e sviluppo territoriale.

“Come Agritech – ha sottolineato Danilo Ercolini, direttore del Dipartimento di Agraria e direttore scientifico della Fondazione Agritech – abbiamo sviluppato diverse soluzioni in tema di biodiversità, quali colture adattabili al cambiamento climatico, ad agenti esterni che possono favorire lo sviluppo delle piante e, dunque, ridurre l’utilizzo di agrofarmaci in agricoltura, ma anche lo sfruttamento dei servizi ecosistemici della piante che in ogni occasione generano valore. Pertanto, con il Centro Nazionale della Biodiversità possiamo condividere strategie di ricerca, di trasferimento tecnologico, il cofinanziamento di programmi di accelerazione di start up. È importante fare un’azione congiunta di valorizzazione dei risultati conseguiti grazie al Pnrr affinché il futuro sia sempre più sostenibile, green e a impatto il più possibile ridotto sulla salute del nostro pianeta”.   

Di rilievo il ruolo dell’Ateneo federiciano che ha istituito una vera e propria task force che non è solo dedicata al mare, ma alla biodiversità urbana e che, attraverso le proprie competenze scientifiche e le attività sviluppate nei progetti Pnrr, conferma il proprio impegno nella promozione di una ricerca interdisciplinare orientata all’impatto, in particolare nei settori della biodiversità, dell’agricoltura sostenibile, dell’innovazione tecnologica e della transizione ecologica.