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IL PRESIDENTE - Mattarella: "Il voto alle donne fu un'autentica rivoluzione, è stata lunga e impegnativa la strada percorsa dalle italiane per conquistare spazi e diritti"
09.03.2026 12:40 di Napoli Magazine
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Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, parlando al Quirinale in occasione della celebrazione della "Giornata Internazionale della Donna", ha definito il voto alle donne nel 1946 "un'autentica rivoluzione, che poneva fine a una secolare storia di discriminazione e di emarginazione e segnava l'inizio di una nuova stagione, dove responsabilità, opportunità, diritti valevano per donne e uomini, finalmente su un piano di totale parità. Il loro ruolo protagonista le donne lo avevano testimoniato sempre e lo avevano ribadito sostenendo la società e l'economia italiana durante i penosi anni dei due conflitti mondiali, prendendo anche parte attiva alla Liberazione, come staffette partigiane, come attiviste, come combattenti. (...) Celebrare oggi la Giornata Internazionale della donna significa riconoscere la ricchezza della presenza e del contributo protagonista femminile nella società e anche riflettere sulla lunga e impegnativa strada percorsa dalle italiane per conquistare spazi e diritti, per rendere vera la uguaglianza tra le persone di ciascun sesso affermata dall'art.3 della Costituzione", ha detto Mattarella.

"Quest'anno - ha aggiunto - la celebrazione riveste un significato speciale: ricorrerà tra breve l'ottantesimo anniversario della Repubblica, nata il 2 giugno 1946, quando le italiane, chiamate al voto dopo la prima volta nelle elezioni comunali di pochi mesi prima, che ripristinarono la democrazia nei Municipi, soppressa dalla dittatura, diedero il loro apporto decisivo alla costruzione della nuova Italia. Quante risorse, quanti talenti abbiamo perduto nel corso dei tempi passati! Le istituzioni hanno offerto e offrono un esempio. Ma la questione non riguarda singole figure di eccellenza. La sfida riguarda milioni di donne, lavoratrici, professioniste, madri di famiglia. Il percorso potrà dirsi concluso soltanto quando non si chiederà più alle donne di assumere, nei diversi ambiti della società, modelli di comportamento maschili per vedere riconosciute il proprio ruolo, le proprie capacità e qualità. Finché questo non avverrà, continuerà a esserci una perdita di valori e di opportunità per l'intera società italiana". 

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IL PRESIDENTE - Mattarella: "Il voto alle donne fu un'autentica rivoluzione, è stata lunga e impegnativa la strada percorsa dalle italiane per conquistare spazi e diritti"

di Redazione

09/03/2026 - 12:40

Sergio Mattarella, presidente della Repubblica, parlando al Quirinale in occasione della celebrazione della "Giornata Internazionale della Donna", ha definito il voto alle donne nel 1946 "un'autentica rivoluzione, che poneva fine a una secolare storia di discriminazione e di emarginazione e segnava l'inizio di una nuova stagione, dove responsabilità, opportunità, diritti valevano per donne e uomini, finalmente su un piano di totale parità. Il loro ruolo protagonista le donne lo avevano testimoniato sempre e lo avevano ribadito sostenendo la società e l'economia italiana durante i penosi anni dei due conflitti mondiali, prendendo anche parte attiva alla Liberazione, come staffette partigiane, come attiviste, come combattenti. (...) Celebrare oggi la Giornata Internazionale della donna significa riconoscere la ricchezza della presenza e del contributo protagonista femminile nella società e anche riflettere sulla lunga e impegnativa strada percorsa dalle italiane per conquistare spazi e diritti, per rendere vera la uguaglianza tra le persone di ciascun sesso affermata dall'art.3 della Costituzione", ha detto Mattarella.

"Quest'anno - ha aggiunto - la celebrazione riveste un significato speciale: ricorrerà tra breve l'ottantesimo anniversario della Repubblica, nata il 2 giugno 1946, quando le italiane, chiamate al voto dopo la prima volta nelle elezioni comunali di pochi mesi prima, che ripristinarono la democrazia nei Municipi, soppressa dalla dittatura, diedero il loro apporto decisivo alla costruzione della nuova Italia. Quante risorse, quanti talenti abbiamo perduto nel corso dei tempi passati! Le istituzioni hanno offerto e offrono un esempio. Ma la questione non riguarda singole figure di eccellenza. La sfida riguarda milioni di donne, lavoratrici, professioniste, madri di famiglia. Il percorso potrà dirsi concluso soltanto quando non si chiederà più alle donne di assumere, nei diversi ambiti della società, modelli di comportamento maschili per vedere riconosciute il proprio ruolo, le proprie capacità e qualità. Finché questo non avverrà, continuerà a esserci una perdita di valori e di opportunità per l'intera società italiana".