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IL PROCURATORE CAPO - Gratteri: "Riforma Nordio permette un maggior controllo della politica sulla giustizia, il “sorteggio temperato” non garantisce l’imparzialità"
04.02.2026 16:21 di Napoli Magazine
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Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il Procuratore della Repubblica di Napoli Dott. Nicola Gratteri: "Per questo referendum non c’è bisogno del quorum, anche se vanno a votare due persone il referendum è valido. La gente non va a votare perché c’è molta disinformazione poiché la gran parte dei cittadini non sa neanche cosa sia un referendum, non conosce quale sia l’oggetto per cui si va a votare e l’argomento del referendum, Perché dovrebbe andare a votare se non c’è tempo di informarsi o di arrivare in modo capitale all’informazione? Quindi, questo è un deficit democratico. Perché ho detto che voto no? Innanzitutto, ci tengo ad evidenziare che i magistrati che decidono di cambiare la propria posizione da Pubblico Ministero a Giudice, sono meno di trenta magistrati l’anno. Non si può cambiare la costituzione e fare un referendum per pochi magistrati. Tra l’altro, la separazione delle funzioni esercitata dagli stessi magistrati è già stata prevista dalla Riforma Cartabia, in base al quale se un magistrato decidesse di cambiare la propria funzione da PM a giudice deve cambiare Regione e lo può fare una sola volta nella vita. Siccome sorgono tutta una serie di interrogativi, abbiamo concluso che evidentemente l’esecutivo vuole porre sotto le dipendenze del Ministero della Giustizia il Pubblico Ministero. A qualcuno che sostiene le motivazioni per il “Si” è scappato nel corso dei propri interventi in Sezioni. C’è anche un altro problema: il sorteggio. Qualcuno mi ha accusato che in passato ho sostenuto il sorteggio e che oggi ho cambiato idea. C’è una sostanziale differenza con il passato che ci tengo a chiarire. Alcuni anni fa ho detto che il modo di indebolire le correnti all’interno del Csm era quello di adottare il sorteggio secco, dividere il territorio italiano per macroaree come se fossero le elezioni europee, ovvero Nord-Sud-Centro, e sorteggiare tutti i magistrati che non avevano precedenti penali, disciplinari o ritardi nei depositi delle sentenze e tra questi si estraevano anche i componenti del Csm. Questo sorteggio valeva anche per la parte laica, ovvero per i rappresentanti del parlamento. Questa riforma, invece, prevede la costituzione di due Csm, uno per i giudici e un altro per i Pubblici ministeri. La creazione di due organi deputati al Consiglio superiore dei magistrati comporterebbe un aumento dei costi da 50 milioni di euro a 100 milioni di euro. In più, questa riforma prevede anche un altro Csm per un altro organismo come quello della Corte per i Procedimenti disciplinari. Questo farebbe aumentare il costo di altri 50 milioni che peseranno sulla spesa pubblica del governo. I sorteggi per tutti gli organismi che verranno costituiti in seguito all referendum dovranno avvenire ognuno per ciascun Csm, quindi uno per quello dei giudici, dei Pm e dell’Alta Corte. C’è un trucco che adottano alcuni parlamentari che si chiama “sorteggio temperato”. Vi spiego cosa significa. I parlamentari selezioneranno e sceglieranno cinquanta magistrati tra professori ordinari di diritto e avvocati che saranno prescelti proporzionalmente al numero di parlamentari di cui è composto il parlamento. In seguito, verranno sorteggiati dieci di questi nomi per il Csm dei giudici, dieci per quello dei pm e dieci per quello dell’Alta Corte. Quindi, i parlamentari sorteggeranno dei nomi che sono già stati selezionati e prescelti da essi stessi. A questo punto mi chiedo: come si può parlare di sorteggio se questi nomi sono già stati scelti? Non è un sorteggio, i parlamentari si premuniscono di mettere i loro uomini di riferimento mentre si prendono tutti gli avvocati cassazionisti iscritti all’Ordine degli Avvocati. Quando si gioca alla lotteria, ci sono milioni di giocate. A Napoli siete esperti in questo gioco. Eppure, ci sono delle tecniche per estrarre lo stesso numero. Non si può dire che non si riesca a sorteggiare i nomi prescelti dal Parlamento, verranno prescelti i nomi di tutti i Professori Ordinari delle materie giuridiche di tutte le università d’Italia e avvocati cassazionisti iscritti all’Ordine degli Avvocati si mettono in un software e si estraggono. Ai cittadini che hanno un problema con la giustizia o una causa civile pendente da sette anni non gli cambia nulla questo referendum. Questa riforma non incide sulla velocità dei processi o sulla risposta della giustizia o sulla maggiore tutela delle parti offese. Qui si parla di tutto, ma non si mette mano alle parti del codice di procedura penale che servirebbero a velocizzare i processi. Negli ultimi anni il processo penale è stato azzerato da riforme che hanno appesantito e rallentato i tempi della giustizia. Questo è quello che sta succedendo alla nostra giustizia. La Riforma Nordio comporterà un maggiore controllo della politica sul Csm e di conseguenza meno controllo e forza da parte delle correnti all’interno del Csm. È inutile che i padri costituenti ci citano continuamente il partigiano che ha fatto la riforma del codice della Procedura Penale. Se vogliamo fare delle citazioni, andiamo a vedere cosa pensavano i padri costituenti della Costituzione, che cosa avevano pensato e quali sono le motivazioni per le quali è stato strutturato in quel modo il sistema giudiziario. Non raccontiamo solo i pezzi che ci convengono, raccontiamola tutta la storia e non facciamo citazioni al contrario. Siamo nel 2026 e l’unica cosa che dobbiamo tutelare sono i bilanciamenti delle funzioni tra quella politica e giudiziaria: se è sproporzionato l’uno rispetto all’altro, non c’è il bilanciamento delle forze che devono essere giustamente contrapposte. La politica e la giustizia non devono e possono andare a braccetto, devono state separate poiché se la politica schiaccia la giustizia e mette il PM sotto l’esecutivo, la situazione cambia per tutti i figli di nessuno e gli ultimi. La separazioni dei poteri istituzionali è un sogno che si coltiva da Tangentopoli e che adesso ci sono le condizioni per poterlo farlo perché c’è una politica molto forte, una magistratura troppo debole e una popolazione e cittadina più ignorante e meno informata rispetto agli anni passati. Purtroppo la gente è sempre attaccata al telefonino e metà delle informazioni che legge su internet sono false, purtroppo con la convinzione che stanno leggendo la verità. Zona franca? Oggi il numero dei morti nel corso dell’anno è di circa 10 persone, in passato il numero si aggiravano intorno ai 200. Questo ci colpisce molto, io sono qui da poco voi lo sapevo meglio di me. Purtroppo ci sono i morti poiché si spara di giorno e per strada anche per futili motivi, però vi accorgete che anche molti reati gravi vengono scoperti, i fascicoli non rimangono ignoti poiché c’è un buon livello di polizia giudiziaria e una magistratura che fa tutto quello che può fare anche rispetto alle risorse che ha. Cerco di essere realista, guardando il bicchiere mezzo pieno. Dobbiamo dare coraggio alla gente ed invitarla a denunciare, avendo fiducia in noi. Altrimenti non ne usciremo mai, se rammentiamo rassegnazione e sconforto e buttiamo nelle braccia di usurai e di estorsori di piccoli commercianti e imprenditori che sono veramente soli non ne usciamo più. Ho avuto molti incontri con chiunque, noi ci siamo per la gente per qualsiasi problema succede, io faccio ricevimento una volta a settimana. Da me vengono le persone più disperate e io cerco di capire se dal loro racconto è possibile fare una denuncia o aiutarli in altro modo. C’è un filo con la città, la stessa cosa che facevo a Catanzaro lo sto cercando di fare anche a Napoli. Io ci sono e il mio ufficio c’è. Ce la stiamo mettendo tutta. Poi possiamo sempre migliorare. Che rapporto ho con la paura? Io ho spesso paura, mi viene la lingua amara e parlo spesso con la morte e ci ragiono. Ci parlo perché so di non poter fare nulla se non andare avanti, mai fermarsi, percorrere sempre la strada dritta senza mai evitare le difficoltà per salvarsi. Mi sentirei un vigliacco e non ha senso per me vivere da vigliacco".

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IL PROCURATORE CAPO - Gratteri: "Riforma Nordio permette un maggior controllo della politica sulla giustizia, il “sorteggio temperato” non garantisce l’imparzialità"

di Redazione

04/02/2026 - 16:21

Su CRC, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il Procuratore della Repubblica di Napoli Dott. Nicola Gratteri: "Per questo referendum non c’è bisogno del quorum, anche se vanno a votare due persone il referendum è valido. La gente non va a votare perché c’è molta disinformazione poiché la gran parte dei cittadini non sa neanche cosa sia un referendum, non conosce quale sia l’oggetto per cui si va a votare e l’argomento del referendum, Perché dovrebbe andare a votare se non c’è tempo di informarsi o di arrivare in modo capitale all’informazione? Quindi, questo è un deficit democratico. Perché ho detto che voto no? Innanzitutto, ci tengo ad evidenziare che i magistrati che decidono di cambiare la propria posizione da Pubblico Ministero a Giudice, sono meno di trenta magistrati l’anno. Non si può cambiare la costituzione e fare un referendum per pochi magistrati. Tra l’altro, la separazione delle funzioni esercitata dagli stessi magistrati è già stata prevista dalla Riforma Cartabia, in base al quale se un magistrato decidesse di cambiare la propria funzione da PM a giudice deve cambiare Regione e lo può fare una sola volta nella vita. Siccome sorgono tutta una serie di interrogativi, abbiamo concluso che evidentemente l’esecutivo vuole porre sotto le dipendenze del Ministero della Giustizia il Pubblico Ministero. A qualcuno che sostiene le motivazioni per il “Si” è scappato nel corso dei propri interventi in Sezioni. C’è anche un altro problema: il sorteggio. Qualcuno mi ha accusato che in passato ho sostenuto il sorteggio e che oggi ho cambiato idea. C’è una sostanziale differenza con il passato che ci tengo a chiarire. Alcuni anni fa ho detto che il modo di indebolire le correnti all’interno del Csm era quello di adottare il sorteggio secco, dividere il territorio italiano per macroaree come se fossero le elezioni europee, ovvero Nord-Sud-Centro, e sorteggiare tutti i magistrati che non avevano precedenti penali, disciplinari o ritardi nei depositi delle sentenze e tra questi si estraevano anche i componenti del Csm. Questo sorteggio valeva anche per la parte laica, ovvero per i rappresentanti del parlamento. Questa riforma, invece, prevede la costituzione di due Csm, uno per i giudici e un altro per i Pubblici ministeri. La creazione di due organi deputati al Consiglio superiore dei magistrati comporterebbe un aumento dei costi da 50 milioni di euro a 100 milioni di euro. In più, questa riforma prevede anche un altro Csm per un altro organismo come quello della Corte per i Procedimenti disciplinari. Questo farebbe aumentare il costo di altri 50 milioni che peseranno sulla spesa pubblica del governo. I sorteggi per tutti gli organismi che verranno costituiti in seguito all referendum dovranno avvenire ognuno per ciascun Csm, quindi uno per quello dei giudici, dei Pm e dell’Alta Corte. C’è un trucco che adottano alcuni parlamentari che si chiama “sorteggio temperato”. Vi spiego cosa significa. I parlamentari selezioneranno e sceglieranno cinquanta magistrati tra professori ordinari di diritto e avvocati che saranno prescelti proporzionalmente al numero di parlamentari di cui è composto il parlamento. In seguito, verranno sorteggiati dieci di questi nomi per il Csm dei giudici, dieci per quello dei pm e dieci per quello dell’Alta Corte. Quindi, i parlamentari sorteggeranno dei nomi che sono già stati selezionati e prescelti da essi stessi. A questo punto mi chiedo: come si può parlare di sorteggio se questi nomi sono già stati scelti? Non è un sorteggio, i parlamentari si premuniscono di mettere i loro uomini di riferimento mentre si prendono tutti gli avvocati cassazionisti iscritti all’Ordine degli Avvocati. Quando si gioca alla lotteria, ci sono milioni di giocate. A Napoli siete esperti in questo gioco. Eppure, ci sono delle tecniche per estrarre lo stesso numero. Non si può dire che non si riesca a sorteggiare i nomi prescelti dal Parlamento, verranno prescelti i nomi di tutti i Professori Ordinari delle materie giuridiche di tutte le università d’Italia e avvocati cassazionisti iscritti all’Ordine degli Avvocati si mettono in un software e si estraggono. Ai cittadini che hanno un problema con la giustizia o una causa civile pendente da sette anni non gli cambia nulla questo referendum. Questa riforma non incide sulla velocità dei processi o sulla risposta della giustizia o sulla maggiore tutela delle parti offese. Qui si parla di tutto, ma non si mette mano alle parti del codice di procedura penale che servirebbero a velocizzare i processi. Negli ultimi anni il processo penale è stato azzerato da riforme che hanno appesantito e rallentato i tempi della giustizia. Questo è quello che sta succedendo alla nostra giustizia. La Riforma Nordio comporterà un maggiore controllo della politica sul Csm e di conseguenza meno controllo e forza da parte delle correnti all’interno del Csm. È inutile che i padri costituenti ci citano continuamente il partigiano che ha fatto la riforma del codice della Procedura Penale. Se vogliamo fare delle citazioni, andiamo a vedere cosa pensavano i padri costituenti della Costituzione, che cosa avevano pensato e quali sono le motivazioni per le quali è stato strutturato in quel modo il sistema giudiziario. Non raccontiamo solo i pezzi che ci convengono, raccontiamola tutta la storia e non facciamo citazioni al contrario. Siamo nel 2026 e l’unica cosa che dobbiamo tutelare sono i bilanciamenti delle funzioni tra quella politica e giudiziaria: se è sproporzionato l’uno rispetto all’altro, non c’è il bilanciamento delle forze che devono essere giustamente contrapposte. La politica e la giustizia non devono e possono andare a braccetto, devono state separate poiché se la politica schiaccia la giustizia e mette il PM sotto l’esecutivo, la situazione cambia per tutti i figli di nessuno e gli ultimi. La separazioni dei poteri istituzionali è un sogno che si coltiva da Tangentopoli e che adesso ci sono le condizioni per poterlo farlo perché c’è una politica molto forte, una magistratura troppo debole e una popolazione e cittadina più ignorante e meno informata rispetto agli anni passati. Purtroppo la gente è sempre attaccata al telefonino e metà delle informazioni che legge su internet sono false, purtroppo con la convinzione che stanno leggendo la verità. Zona franca? Oggi il numero dei morti nel corso dell’anno è di circa 10 persone, in passato il numero si aggiravano intorno ai 200. Questo ci colpisce molto, io sono qui da poco voi lo sapevo meglio di me. Purtroppo ci sono i morti poiché si spara di giorno e per strada anche per futili motivi, però vi accorgete che anche molti reati gravi vengono scoperti, i fascicoli non rimangono ignoti poiché c’è un buon livello di polizia giudiziaria e una magistratura che fa tutto quello che può fare anche rispetto alle risorse che ha. Cerco di essere realista, guardando il bicchiere mezzo pieno. Dobbiamo dare coraggio alla gente ed invitarla a denunciare, avendo fiducia in noi. Altrimenti non ne usciremo mai, se rammentiamo rassegnazione e sconforto e buttiamo nelle braccia di usurai e di estorsori di piccoli commercianti e imprenditori che sono veramente soli non ne usciamo più. Ho avuto molti incontri con chiunque, noi ci siamo per la gente per qualsiasi problema succede, io faccio ricevimento una volta a settimana. Da me vengono le persone più disperate e io cerco di capire se dal loro racconto è possibile fare una denuncia o aiutarli in altro modo. C’è un filo con la città, la stessa cosa che facevo a Catanzaro lo sto cercando di fare anche a Napoli. Io ci sono e il mio ufficio c’è. Ce la stiamo mettendo tutta. Poi possiamo sempre migliorare. Che rapporto ho con la paura? Io ho spesso paura, mi viene la lingua amara e parlo spesso con la morte e ci ragiono. Ci parlo perché so di non poter fare nulla se non andare avanti, mai fermarsi, percorrere sempre la strada dritta senza mai evitare le difficoltà per salvarsi. Mi sentirei un vigliacco e non ha senso per me vivere da vigliacco".