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LIBRI - "Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile" di Francesco Zirpoli presentato a Palazzo Ricca a Napoli
28.10.2026 09:36 di Napoli Magazine
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A Palazzo Ricca la presentazione del saggio «Auto-distruzione, Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile» 

Nella svolta ecologica sta la chiave per un rilancio del settore automobilistico. È stato presentato a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco Napoli, il libro Autodistruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile di Francesco Zirpoli, professore di economia e gestione delle imprese presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, pubblicato da Laterza. Hanno partecipato: Marcello D'Aponte Pres. Museo Archivio Storico Banco Napoli, Bruno D'Urso consigliere Fondazione Banco Napoli, Nicola Ricci segretario generale Cgil Napoli e Campania, Massimiliano Delfino, Università Federico II, Amedeo Lepore, Università Luigi Vanvitelli, Antonio Vastarelli Giornalista II Mattino. «La presentazione del libro di Zirpoli - ha commentato D'Aponte - offre una profonda riflessione sulla grave crisi e la trasformazione in atto nell'industria dell'automobile, analizzandone l'impatto cruciale sull'economia e sul territorio. Questo incontro pone al centro il tema dell'assenza di una politica industriale nazionale e le pesanti ripercussioni sul mondo del lavoro. Al centro del dibattito vi è la complessa transizione verso l'elettrico e la forte competizione internazionale, evidenziata dall'avanzata di produttori esteri (come il caso dei mezzi di trasporto cinesi) e da ritmi produttivi impressionanti che spiazzano il mercato europeo. L'interrogativo principale non è solo comprendere la portata di tale crisi, ma definire strategie adeguate per evitare la distruzione totale di una filiera vitale per la sopravvivenza economica del Paese». Nel saggio si spiega che per decenni l'industria automobilistica è stata l'architrave dell'economia europea. Oggi però vive una fase di profonda difficoltà, tra calo della domanda, perdita di competitività e transizione tecnologica. «Il polo manifatturiero di Pomigliano e l'automotive campano - ha ribadito Ricci - hanno perso la leadership europea a causa di trent'anni di assenza di politiche industriali e di una gestione Stellantis focalizzata solo sul taglio dei costi, che ha ridotto la forza lavoro italiana da 100.000 a 20.000 unità. Non basta rincorrere i volumi produttivi o i bonus temporanei: serve una transizione verso la mobilità sostenibile, investendo massicciamente in ricerca, innovazione e nella riqualificazione di maestranze oggi non competitive sul mercato. Davanti al disimpegno sui centri di ricerca locali e alla fuga dei giovani talenti, il sindacato e la politica locale devono superare i vecchi tabù e avviare un dialogo concreto con i nuovi player globali, a partire dai grandi produttori cinesi, per gestire l'impatto sociale e salvare il futuro industriale della regione». Ma quali sono le radici della crisi? Spesso sotto accusa sono le regolamentazioni UE sulle emissioni, ritenute ree di danneggiare le aziende produttrici. Ricostruendo le dinamiche dell'industria dell'auto in Europa e in Italia, Zirpoli smonta coi fatti tutte le narrazioni di convenienza, utili solo a proteggere gli interessi costituiti. «Appartengo a quella categoria di giovani che negli anni Sessanta e Settanta si sono goduti l'epopea dell'auto - ha spiegato D'Urso - quindi, non posso che vivere con particolare rammarico, dolore, l'epoca che stiamo vivendo noi vecchi automobilisti. Rammarico che aumenta, soprattutto quando vedo e percepisco l'invasione del mercato da parte di costruttori che trent'anni fa, quarant'anni fa, immagino costruivano risciò o cose del genere. Quindi, leggerò con particolare attenzione, interesse e curiosità questo libro su un'auto che io spero non sia effettivamente in distruzione, ma immagino che sia un'auto che sta cambiando. Sta cambiando come utenza, sta cambiando anche come obiettivo di utilizzazione, perché se se passiamo per Napoli, per Roma, per Milano in qualsiasi ora della giornata, vedo che il totem dell'auto esiste anche se in differenti prospettive».

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LIBRI - "Auto-distruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile" di Francesco Zirpoli presentato a Palazzo Ricca a Napoli

di Redazione

28/10/2026 - 09:36

A Palazzo Ricca la presentazione del saggio «Auto-distruzione, Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile» 

Nella svolta ecologica sta la chiave per un rilancio del settore automobilistico. È stato presentato a Palazzo Ricca, sede della Fondazione Banco Napoli, il libro Autodistruzione. Crisi e trasformazione dell'industria dell'automobile di Francesco Zirpoli, professore di economia e gestione delle imprese presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, pubblicato da Laterza. Hanno partecipato: Marcello D'Aponte Pres. Museo Archivio Storico Banco Napoli, Bruno D'Urso consigliere Fondazione Banco Napoli, Nicola Ricci segretario generale Cgil Napoli e Campania, Massimiliano Delfino, Università Federico II, Amedeo Lepore, Università Luigi Vanvitelli, Antonio Vastarelli Giornalista II Mattino. «La presentazione del libro di Zirpoli - ha commentato D'Aponte - offre una profonda riflessione sulla grave crisi e la trasformazione in atto nell'industria dell'automobile, analizzandone l'impatto cruciale sull'economia e sul territorio. Questo incontro pone al centro il tema dell'assenza di una politica industriale nazionale e le pesanti ripercussioni sul mondo del lavoro. Al centro del dibattito vi è la complessa transizione verso l'elettrico e la forte competizione internazionale, evidenziata dall'avanzata di produttori esteri (come il caso dei mezzi di trasporto cinesi) e da ritmi produttivi impressionanti che spiazzano il mercato europeo. L'interrogativo principale non è solo comprendere la portata di tale crisi, ma definire strategie adeguate per evitare la distruzione totale di una filiera vitale per la sopravvivenza economica del Paese». Nel saggio si spiega che per decenni l'industria automobilistica è stata l'architrave dell'economia europea. Oggi però vive una fase di profonda difficoltà, tra calo della domanda, perdita di competitività e transizione tecnologica. «Il polo manifatturiero di Pomigliano e l'automotive campano - ha ribadito Ricci - hanno perso la leadership europea a causa di trent'anni di assenza di politiche industriali e di una gestione Stellantis focalizzata solo sul taglio dei costi, che ha ridotto la forza lavoro italiana da 100.000 a 20.000 unità. Non basta rincorrere i volumi produttivi o i bonus temporanei: serve una transizione verso la mobilità sostenibile, investendo massicciamente in ricerca, innovazione e nella riqualificazione di maestranze oggi non competitive sul mercato. Davanti al disimpegno sui centri di ricerca locali e alla fuga dei giovani talenti, il sindacato e la politica locale devono superare i vecchi tabù e avviare un dialogo concreto con i nuovi player globali, a partire dai grandi produttori cinesi, per gestire l'impatto sociale e salvare il futuro industriale della regione». Ma quali sono le radici della crisi? Spesso sotto accusa sono le regolamentazioni UE sulle emissioni, ritenute ree di danneggiare le aziende produttrici. Ricostruendo le dinamiche dell'industria dell'auto in Europa e in Italia, Zirpoli smonta coi fatti tutte le narrazioni di convenienza, utili solo a proteggere gli interessi costituiti. «Appartengo a quella categoria di giovani che negli anni Sessanta e Settanta si sono goduti l'epopea dell'auto - ha spiegato D'Urso - quindi, non posso che vivere con particolare rammarico, dolore, l'epoca che stiamo vivendo noi vecchi automobilisti. Rammarico che aumenta, soprattutto quando vedo e percepisco l'invasione del mercato da parte di costruttori che trent'anni fa, quarant'anni fa, immagino costruivano risciò o cose del genere. Quindi, leggerò con particolare attenzione, interesse e curiosità questo libro su un'auto che io spero non sia effettivamente in distruzione, ma immagino che sia un'auto che sta cambiando. Sta cambiando come utenza, sta cambiando anche come obiettivo di utilizzazione, perché se se passiamo per Napoli, per Roma, per Milano in qualsiasi ora della giornata, vedo che il totem dell'auto esiste anche se in differenti prospettive».